In un treno di emigranti tra un coglione e un altro

 
La mia strada è blu,
e al mattino al mio risveglio
cantano i becchini
appoggiati ad un ramo di mogano
mentre la periferia si fa bella
con il fard che le offro distrattamente
e cerco la carta nello sciacquone
l’inspirazione nel minestrone,
mentre si azzuffano i camposanti
io porto la mia bara a guinzaglio
ed un cappellano nel taschino,
per non far arrossire gli alberi di frutta
cerco i tuoi occhi nella strada grigia
approfittando del silenzio dei semafori rossi.
.
Mia madre ha un amore di casa popolare,
ha cucito le tende con i capelli che ho perso
ha camminato a piedi nudi sul rapido salerno-genova
staccando i calli alla moquette
mia madre ha scritto anche poesie
distribuendo fagioli e battipanni.
.
La mia strada è blu di polvere
una ciminiera staccazzurro
che porta al cielo tra residui di amianto
la mia facile periferia
dove le vecchie fan lo struscio
con il marito dal dottore, un dinosauro
e l’ammaliatore di ricette
e cerco una parola nel bicchiere
l’ispirazione dal droghiere
mentre sbottono la patta dal mio naso
per il profumo di un sorriso
lasciato steso nella notte
in cui mi sono fatto un  poeta
e non di certo te.
 
Mio padre lavora con le mani
dipinge i saloni le rocce i palazzi gli spazi
fa la guerra con i profilattici
ed io rispondo con i sassi
a questa farsa da pezzenti
emancipati come i gatti, i gatti da appartamento
a far pipì dove ordina padrone o padre nostro
ma su quel treno di emigranti
in qualche modo c’ero anch’io.
Sì, ricordo, ad ogni sbalzo saltar da un coglione all’altro di mio padre.

Massimo Pastore

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8 commentiLascia un commento

  1. lontano dai bagliori sta la vera poesia, la natura materiale e dissacrante di uno scrivere senza eguali.
    Grande Max!

  2. Grande ,c’ero anche io sul quel treno….sei unico!tinti

  3. Senza fiato. Spettacoloso e surreale narrare di un viaggio, del ricordo di una madre, di emozioni intense di vita vissuta, narrate con disincanto, con uno stile affascinante ed irripetibile. Applausi scroscianti a questo grande poeta, degno della beat generation. Piero

  4. Un viaggio che racchiude la vita, fatta di ricordi e di emozioni, di fatica e di persone comuni.
    E’ spettacolosa, complimentoni
    Patrizia

  5. Tuttavia hai dimenticato le ovaie di tua madre,
    dissacrante e grande Poeta degno della beat
    generation…

  6. grazie a tutti voi che con le vostre parole mi dedicate attenzioni inattese. massimo.

  7. Massimo,le tue poesie sono sempre una via di mezzo tra un bacio e un pugno allo stomaco,per questo le adoro,ho ancora il libro che tu mi hai regalato,ma purtroppo non so più come rintracciarti,se primo o poi leggerai questo messaggio fatti vivo,adesso tocca a me regalarti il mio…

  8. ciao francesca che bello ritrovarti, grazie per le tue parole, mi lusingano. per vari motivi non vorrei rendere la mia mail pubblica quindi fammi sapere tu dove e come rintracciarti. un abbraccio, massimo.


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