Invento

Quando sento il comprimersi
delle pareti addosso
morse che m’imprigionano
e non lasciano scampo
allora in un sogno io evado.
Invento cieli da sorvolare
raccolgo mari e prati in fiore
di presunte sagome il battere
di un cuore,
e mani per una carezza
braccia intorno a riscaldare.
E di questa parvenza
illusoria
il mio fabbi -sogno a nutrire.

Beatrice Zanini

Published in: on maggio 20, 2012 at 07:38  Comments (2)  
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Ho perso qualcosa

 
ho perso qualcosa ma non so cosa. qualcosa di importante
sicuramente perché ha mille pietre pesanti l’assenza
che mi schiacciano il petto.
la parola era volo? la penna cammino? e il foglio destino,
forse?
.
farfuglio un cielo di aquiloni
un vecchio sogno rifugio marcisce tra i denti.
.
ma non ho trovato quel che avevo perso, né seppi
mai cosa. so solo che mi sono smarrita cercando
e non c’è nemmeno la tua mano padre che mi conduca
a me se stessa.

Anileda Xeka

Published in: on maggio 20, 2012 at 07:32  Comments (3)  
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Vorrei

vorrei
essere la pagina bianca
su cui scrivi le tue poesie d’amore
vorrei
essere corteccia
di cuori trafitti
rivolo di sangue
sul dorso profumato di miele
vorrei
essere l’anima
che tu carezzi la sera
confondendo la pelle alla luna
nel riflesso di stelle e sospiri
azzurra come il sogno
candida come una promessa
rossa come la bocca che ama.

astrofelia franca donà

Senecio

 

ERNST PAUL KLEE  –  1922

Published in: on maggio 20, 2012 at 07:12  Comments (2)  
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Fantasmi

Ti ho vista velata e sola
alla trattoria dell’amore
dove non c’era nessuno.

Nella trattoria dell’amore
dove anch’io ero assente,
dove tutti erano assenti,
gli amori, i sentimenti,
le albe albine
e i tramonti di melograno,
i fiori della beltà e le rose,
quelle che ancora nessuno conosceva.

Nella trattoria dell’amore
provenienti dalla via Lattea
orde affamate di Angeli
si incontravano
e incrociavano i loro scudi
trasparenti
in un fracasso divino
dove io non riuscivo neppure a pregare.

Nella trattoria dell’amore
nessuno mangiava
perchè il cibo era assente
ma avevano tutti la pancia piena
tronfia di ire e di sfide
che diavoli vermigli provocavano
cantando di miserie e di orrori.

Una madonna sconosciuta
intonava nenie e litanie
ai suoi bambini
che la deridevano
perchè latte ella  non avea
ma sangue nero e amaro
arrivato dal grembo sverginato
della terra
e piangevano.

Nella trattoria dell’amore
tutti presenti e tutti assenti
ora
facevano festa
perchè nella strada fangosa
erano apparsi i giullari
che mangiavano a crepapelle
gli avanzi e gli avanzi
di tutti gli avanzi del mondo
e promettevano anche agli Angeli
una vita migliore.

Nella  trattoria dell’amore
ormai c’era tutto
mancava solo l’aria e il fuoco
Alla fine anch’io ero stanco
e affamato.
Non vedevo più niente
mentre l’oste, pingue e allegro,
ci invitava per la cena.

Gavino Puggioni

Marinaio a terra

MARINERO EN TIERRA

El mar. La mar. El mar, ¡Solo la mar!
¿Por qué me trajiste, padre, a la ciudad?
¿Porqué me desenterraste del mar?

En sueños, la marejada me tira del corazón.
Se lo quisiera llevar.
Padre, ¿Porque me traíste acá?

Si mi voz muriera en tierra,
llevadla al nivel del mar
y dejadla en la ribera.
Llevadla al nivel del mar
y nombradla capitana
de un blanco bajel de guerra.

Oh mi voz condecorada
con la insignia marinera,
sobre el corazón un ancla
y sobre el ancla una estrella
y sobre la estrella el viento
¡Y sobre el viento una vela!

 

§

Il mare. Il mare
Il mare. Solo il mare!

Perché mi hai portato, padre,
in città?

Perché mi hai sradicato
dal mare?

Nei sogni la mareggiata
mi tira il cuore.
Se lo vorrebbe portare via.

Padre, perché mi hai portato qui?

Se la mia voce morirà in terra

Se la mia voce morirà in terra
portatela al livello del mare,
lasciatela sulla riva.

Portatela al livello del mare
e nominatela capitano
di un bianco battello da guerra.

Oh, la mia voce decorata
con l’insegna marinara:
sul cuore un’ancora,
e sopra l’ancora una stella,
e sopra la stella il vento,
e sopra il vento la vela!

 

RAFAEL ALBERTI