Piove

 
Piove su vecchi pensieri,
cielo reso plumbeo dalla falsità
di momenti rubati alla gioia,
nell’intimità dell’anima
defraudata con laido inganno.
.
L’acqua salvifica scende
sulle guance infiammate
dal freddo vento dell’indifferenza,
su sentimenti usati e stracciati
come carta da macero.
.
Piove, piove ancora
sul corpo ormai inerte,
su desideri d’amore annullati,
sogni spezzati e derisi
dalla stanchezza del tempo,
 
mentre la memoria vaga
nel mormorio delle ombrose fronde
alla ricerca d’una linea di confine
che allontani per sempre
ricordi ricolmi di melma.

Patrizia Mezzogori

Il mendicante

Tende la mano e in silenzio aspetta,
lo sguardo nel vuoto il passato cerca.
Quel che resta di un uomo è la sua mano,
linea della vita, di testa, del cuore…
è tutta lì racchiusa la sua storia ignota.
Guardo quella mano lunga e scura
di sole e di abbandono, di vita spenta.
Alza gli occhi chiari e velati a chi pone
una moneta nel palmo che lento richiude.
È tutta in quel chiudersi e aprirsi
l’esistenza di un giorno.
Mano che forse prese altra mano e la perse,
mano che ancora cerca la stessa e non sa
che persa è per sempre.
È il tempo che senza ragione si è fermato
nella mente distrutta da ignoto dolore,
non chiede, non grida quel mendicante.
Di ognuno che davanti gli passa è di anima
specchio.
Chi lo ignora perché da se stesso è preso,
chi altrove volge lo sguardo per paura di miseria,
chi si sofferma e la coscienza svuota al prezzo
di una misera moneta e in pace a casa torna.
Chi a lui si china, sorride e la sua mano prende
Forse è quel Dio che di lui si ricorda e che
solo il mendicante in quell’uomo vede.

Claudio Pompi

Dolore di bambino

INFANT SORROW

My mother groaned, my father wept,
Into the dangerous world I leapt;
Helpless, naked, piping loud,
Like a fiend hid in a cloud.

Struggling in my father’s hands,
Striving against my swaddling bands,
Bound and weary, I thought best
To sulk upon my mother’s breast.

§

Mia madre gemette, mio padre pianse
nel periglioso mondo balzai
impotente, nudo, lamentandomi forte
come un fantasma nascosto in una nube.

Lottando nelle mani di mio padre
agitandomi contro le bende che dovevano avvolgermi
legato e stanco, ritenni la cosa migliore
il ripiegarmi sul petto di mia madre.

WILLIAM BLAKE

Published in: on maggio 28, 2012 at 07:35  Comments (3)  
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Le trottole di Maristella

La nostra Maristella attraversa un periodo di grande creatività (e non solo letteraria, gli appassionati di pittura  potranno trovare a questo indirizzo http://www.premioceleste.it/maristella..angeli alcune sue  pregevoli opere): siamo lieti di presentare infatti la sua nuova raccolta poetica che si intitola “Trottole di vento”, che sicuramente rinnoverà il successo delle sue sillogi precedenti. Nell’anticiparvi un brano tratto dalla prefazione di Ninnj Di Stefano Busà, vi confermo che potrete trovare l’articolo completo, con le indicazioni sulle modalità di acquisto, al link che troverete in fondo a questo post. Buona lettura a tutti e complimenti a Maristella, artista a tutto tondo!

§

(…) Sicuramente si tratta di una tappa decisiva per Maristella Angeli.  Suppongo che questa raccolta: “Trottole di vento” rappresenti un capitolo determinante per la sua personale vicenda lirica, certamente, non solo per le immagini liriche fin qui apportate, quanto per la novità e la consapevolezza di un percorso letterario che riconosce la necessità di essere un linguaggio dei sensi: stile, temi e tensioni inclusi in un repertorio che ne fa un autentico valore e matrice ispirativo-comportamentale della sua interiorità (…)   Ninnj Di Stefano Busà

TROTTOLE DI VENTO

Published in: on maggio 28, 2012 at 07:32  Comments (13)  
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E’ poesia?

Ho spesso trasferito nello scritto
d’anima mia i sogni e le bellezze
ed una penna é andata sempre
a riempire d’emozioni un foglio.
Mi chiedo adesso, all’occorrenza,
se è poesia questa sofferenza
che pure voglio registrar stasera,
chiaro d’inchiostro dalla china nera
come solerte garrulo ronzio.
Le affibbierò parole senza senso
‘sì da confonderla con vaga follia
ed ordinarle a brutto muso e lesto
di abdicar da un trono di regina.
Dovrò usare ingegno e fantasia
perché io presto la esorcizzi tutta
adoperando un po’ di tatto, forse,
e qualche verso d’abile ironia.

Aurelio Zucchi

Possibilità

Se è primavera uccidimi.

Se è albero dammi le sue radici.

Se è un tramonto concedimi anche domani.

Maria Attanasio

Published in: on maggio 28, 2012 at 06:55  Comments (4)  
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