Conca d’Oro

 
Percorsi valli e monti.
Gente dal duro idioma,
d’umanità impregnata
e di cultura antica.
.
Sovente ostacolavan
armenti il mio cammino
quel tempo io passavo
ad ammirar quei siti.
.
Lucenti erano i cieli,
di grano le campagne,
colline ricoperte
di pochi alberi spogli.
.
Frinivan le cicale
sotto impietoso sole,
un asino arrancava
sotto il suo basto grave.
.
Quindi da una collina
scendevo verso il piano
e innanzi a me s’apriva
col suo respiro il mare.
.
Di zagara l’aroma
allora m’inebriava,
tappeto verde scuro
la conca ricopriva.
.
Monti di rosso bruno
facevano cornice.
D’aranci e di limoni
giardini profumati.
.
E sullo sfondo azzurre
danzavano le onde
a completare un quadro
degno d’un paradiso.
.
Così passaron gli anni
e ancor con quel ricordo
nell’isola tornai,
cercando un perso sogno.
.
Quel bel tappeto verde
cemento divenuto.
Di zagara il profumo
in pizza già mutato.
Dei monti la cornice
in gabbia trasformata.
E quel brillante cielo
dal fumo già oscurato.
.
Persino il mare amato
allontanarsi sembra.
E il sogno ch’era un tempo
nell’oggi naufragato.

Piero Colonna Romano

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7 commentiLascia un commento

  1. Settenari da sogno, che portano a scoprire un paesaggio incantevole, anche se con un finale amaro, ma questa è la realtà, dopo l’incanto.
    Stupenda poesia!
    Sandra

  2. Mi associo appieno al commento di sandra!Complimenti!tinti

  3. Un dipinto stupendo con una chiusa che riporta alla realtà, quella che sta rovinando tutta la bellezza che ci circonda
    Patrizia

  4. Stupenda poesia, un canto d’amore per quella terra amata.
    Ora, il sogno sfumato nel nostro sterile tempo.
    Un saluto
    Graziella

  5. Piero è di un’ armonia stupenda questa tua poesia, so di che parli ma ho sentito lo stesso il profumo di zagare, grazie. Rosy

  6. Vi ringrazio di cuore care Sandra, Tinti, Patrizia, Graziella e Rosy per l’attenzione che mi avete dedicato e per i vostri graditissimi commenti. A voi tutte un affettuoso saluto ed un a presto. Piero

  7. Caro Piero, non accendo il computer tutti i giorni, ho letto adesso la tua poesia, stupenda anche come forma.
    Il tema mi é molto caro.
    Palermo piange la sua stupenda Conca d’oro venduta al gioco delle speculazioni…
    Così le amministrazioni disoneste rovinano il patrimonio ancora peggio dei terroristi e dei delinquenti.
    ciao… .complimenti
    Giuseppe


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