Ecco come

La mia piccola
la vidi andare,
andare con lo sguardo
immoto, stanco
senza sapere
tremare di brividi,
strani palpiti
ignoti nell’ombra.
Poi, d’improvviso,
il balenio lontano
luce immensa
e slanciarsi anelando,
e correre, correre,
occhi abbagliati,
braccia protese,
non sentir se la fronte
avvampa,
se il respiro è breve
nell’ugola riarsa,
soffocando il dolore.
Poi stramazzare,
di schianto.
Sprofondare nel nulla,
nel vuoto sorridendo
nella Luce: Io Sono.
Negli occhi una stilla di pianto.

Paolo Santangelo

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13 commentiLascia un commento

  1. quel Io sono, riscatta, come la vita eterna

    • Perfetto. Hai capito che quell’ “Io sono.”
      non è l’autore della poesia, e hai centrato
      il commento. Grazie.

  2. “ecco come La mia piccola la vidi andare” tenerissima e bella, ciao Paolo. Rosy

    • Grazie Rosy. La poesia non è solo immaginazione.

  3. Che dolce e amorosa quella piccola..poesia di grande trasporto.Grazie caro.Tinti

    • E’ vero Tinti è di grande trasporto, ché la leggi tutta in un fiato.
      Ti ringrazio per l’interessamento, Paolo.

  4. Caro Paolo, “Negli occhi una stilla di pianto” In questi versi trovo amore, dolore, dolcezza.
    Un saluto affettuoso
    Graziella

    • Sì, cara Graziella, una stilla di pianto
      per le occasioni perdute. Grazie.
      Con affetto, Paolo.

  5. È un pensiero molto forte che supera l’immaginazione
    “Sprofondare nel nulla,
    nel vuoto sorridendo
    nella Luce”
    la tua poesia lascia sospesi a riflettere
    ciao
    Giuseppe

    • Caro Giuseppe, grazie per il commento.
      Si può pensare tutto, anche superare l’immaginazione
      ciao
      Paolo

  6. Densa di dolore narrato con intensa e bella poesia. Struggenti,per forte sentire, i quattro versi finali. Complimenti Paolo. Piero

    • Grazie Piero infatti su legge rapidamente,
      fermandosi a leggere con lentezza i quattro
      versi finali. Paolo.

      • Errata corrige: “si legge” anziché “su legge”
        (perdo sempre di più i colpi, scusatemi) P.


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