Dolore

ho chiuso le finestre perché sentivo freddo
che l’inverno abbia anticipato il suo arrivo
precedendo persino l’autunno?
dormivo forse mi dico, o sto dormendo.

la bambina dell’ombrellone accanto gridava:
mi bruciano i piedi
credette che la sabbia fosse una specie
di drago dormiente e se svegliato

ti scagliava a raffica le sue mille lingue
di fuoco invisibili.

Anileda Xeka

Published in: on giugno 6, 2012 at 07:49  Comments (3)  
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Berlin

Il cielo è sempre grigio

La gente è indifferente

Berlino dal muro di fango

Ha solo canzoni di morte.

Berlin oh mein Berlin, Berlin

Cantava nel sole ogni ragazzo che è morto per te

E mentre il mondo invoca la pace

Sulle tue strade muore ogni giorno la libertà.

Fate parlare la Friederichstrasse

Fate parlare Brandeburger Tor

Racconteranno di Fechter

Racconteranno di Seidel

E vi diranno le pene della mia bella città

Berlin oh mein Berlin, Berlin

La gente tranquilla siè già scordata di te

Daremo ai profughi una coperta

E un lavoro alle fabbriche Krupp

Perché non turbino il sonno

Di queste nostre città

Berlin oh mein Berlin, Berlin

Nessuno più vuole sentire la tua preghiera

Si vive solo per una speranza

E non si mendica la libertà

Ma sulle croci del muro

C’è l’erba della viltà

Berlin oh mein Berlin, Berlin

LEO VALERIANO

Published in: on giugno 6, 2012 at 07:41  Comments (2)  
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Volerai

Chissà come fremeva,
quel ricciolo
inquieto,
mentre le folgori
si sfogavano vicino.
Piccola ciocca
persa
nel gorgo del mondo,
rintanava il pianto
sotto l’ala
d’idee paterne.
I pensieri,
saette latenti,
balenavano a sorpresa,
che la mente
acerba
ne restava abbacinata.
Troppa energia,
in così troppo
poca vita,
e la crisalide
avviticchiata,
non riusciva a spiegarsi
e spiegare
le sue giovani ali.
Volerai, volerai,
promise candida
la colomba,
volerai,
fece eco il corvo
di fumo nero.
Volerai, bimbo.
Volerai.

Flavio Zago

Published in: on giugno 6, 2012 at 07:27  Comments (5)  
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Ho imparato ad aspettare senza ansia

non c’è ansia
nell’aspettare la primavera
prima o poi tutto torna
se l’inverno pareva interminabile,
all’improvviso
l’albicocco scopre i propri fiori,
e narcisi gialli spuntano da una terra
che sembrava sterile.
ho imparato ad aspettare senza ansia
anche le mie parole, e allora mi siedo
nello spazio interminabile
tra me e il mio Io
ascolto l’incanto di un mondo interiore
saltetto come un tenero grillo.
tra poco è primavera
e tutto torna….
l’amore perso, l’amore ritrovato.

Michela Turchi

Published in: on giugno 6, 2012 at 07:17  Comments (13)  
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Stanotte…

Stanotte fino a tanti domani,
così, fin quando vorremo,
resteremo svegli la notte,
tu mio, sarò la tua bella.
Coste fatte e disfatte
di cervelli che si son stretti
negli occhi avranno la via
dei nostri concessi tepori.
Daremo le mani ai respiri,
bruceremo le labbra in sospiri.
Placherò l’affanno d’un petto
che sappia svuotarsi d’amore
per me che giuro il mio dono
per te che azzardi e lo chiedi,
per noi che pazzi sfidiamo
le notti più insonni dell’anno.
Stanotte, fino a quanti domani…

Daniela Procida

Published in: on giugno 6, 2012 at 07:04  Comments (3)  
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