Addio al mare

 
Cespugli di ginestre contro il sole,
scesi tornanti ad arrivare al mare.
.
M’inebriò profumo di salmastro,
penetrò dentro quel color turchese
ed un respiro placido mi prese,
mentre lassù cantavano gabbiani.
.
Nella memoria restan come un sogno
questi ricordi che mi porto dentro.
Suoni e color ritornan come un’eco.
.
In  tempo ormai passato della strada
così bagnai di lacrime quel mare,
mentre una vela lenta scompariva.

Piero Colonna Romano

Piange il cielo

Piange il cielo lacrime amare
su terre riarse di pace
dove il sangue scorre a rivoli
tra bambini innocenti
che non conoscono fiabe .
Non c’è primavera
che possa portare ristoro
all’agonia di vedove affrante
sui sudari che avvolgono
membra fatte a brandelli
dall’ignominia dell’uomo
assetato di potere.
Non si ferma il tempo,
rigido nei rigori delle stagioni
di questo universo evanescente,
dove bolle luminose
che paiono stelle cadenti
s’infrangono rilasciando veleni
assassini d’una frugale allegria
che come neve si dissolve
sotto un sole impietoso.
Piange il cielo su l’anima nera
di questo mondo dal cuore di pietra.

Patrizia Mezzogori

Stelle d’autunno

Esil mi guardan
sospirando luce
e fra brusii e silenzi
si logora il tempo
della notte intanto
a bramar
del vento il canto
che fremer fa
le foglie in pianto

Pierluigi Ciolini

Published in: on giugno 9, 2012 at 07:30  Comments (6)  
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Le bonheur de vivre – Gioia di vivere

HENRI ÉMILE BENOÎT MATISSE  –  1906

Stragi italiane

Mi piacerebbe
gettare a mare scialuppe d’ortiche
e lunghe scie
per aprire i sentieri di morte
che lastricano il fondo.

Mi piacerebbe
portare ginestre sui morti sparati
dalla cima del monte
o fatti saltare nella frazione di tempo
d’un telecomando.

Mi piacerebbe
conoscer le mani di chi ha mischiato
la vita e la morte,
caffè e cianuro per incollare
la lingua per sempre.

Mi piacerebbe
capire qualcosa dell’intreccio indelebile
tra potere e denaro
come se Cristo
non fosse mai nato.

Lorenzo Poggi

Preghiera alla poesia

Oh, tu bene mi pesi
l’anima, poesia:
tu sai se io manco e mi perdo,
tu che allora ti neghi
e taci.
Poesia, mi confesso con te
che sei la mia voce profonda:
tu lo sai,
tu lo sai che ho tradito,
ho camminato sul prato d’oro
che fu mio cuore,
ho rotto l’erba,
rovinata la terra –
poesia – quella terra
dove tu mi dicesti il più dolce
di tutti i tuoi canti,
dove un mattino per la prima volta
vidi volar nel sereno l’allodola
e con gli occhi cercai di salire –
Poesia, poesia che rimani
il mio profondo rimorso,
oh aiutami tu a ritrovare
il mio alto paese abbandonato –
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca –
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.

ANTONIA POZZI

Published in: on giugno 9, 2012 at 06:57  Comments (4)  
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