Scosse

Mentre la terra si burla della povera gente
le rovine sotterrano respiri e grida
mozzate a metà
(la vita è su una ghigliottina, si sa).
Riverbero irrispettoso di qualcuno che sorride
al suo portafoglio di parole e promesse:
esistono monumenti da rielaborare con fondi
di concerti poi dimenticati
(le istituzioni sono un circo, si sa).

Come una guerra, forse peggio:
ognuno a braccetto con il proprio pallido viso
che ad ogni paura si rimbocca di coraggio,
di sopravvivenza mescolata a miracolosità inerme
(è al destino che appartiene la vita, si dice)
proprio mentre manca (e mancherà per sempre)
il pane, infarinato di polvere e detriti
di parenti, amici, conoscenti
o di chiunque altro visto solo così
senza sorriso o lacrima
l’uragano si rimbocca le coperte
con la morte improvvisa
(la terra si scuote, è viva, si dice).

Tutto il baccano di ricostruzione
si spalma su accuse d’un paese
che affamato di giustizia
piange ancora i morti
su ali che di vorace e forte e bella
non ha ancora ripreso (ancora) a volare…
mentre si piange sempre sull’impotenza
d’un fuori controllo immune da colpe umane
(forse; ma questo non si sa, si dice).

Glò

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4 commentiLascia un commento

  1. Forte e profonda poesia sociale, cara Glò,
    hai colpito nel segno, e in alto, sulla precarietà
    della vita, sulle istituzioni circensi, sulla terra che
    si scuote perché vive, sull’impotenza “forse”
    immune da colpe umane.
    Tuttavia sono sicuro che questi bei versi non dimenticano
    gli altri molti paesi. Che sta succedendo? E’ già
    successo: gli innocenti senza colpe, come
    angeli, si stringono al Primo Creatore, così…all’improvviso.
    Un abbraccio, Paolo.

  2. Si, sono d’accordo con Paolo, bella poesia sociale, Rosy

  3. “immune da colpe umane… si dice”
    mi piace sottolineare questi passi.
    un caro saluto
    giuseppe

  4. Scosse che non danno tregua, una poesia che abbraccia ciò che è capitato a molti paesi e nello stesso tempo una poesia di denuncia
    Bravissima
    Patrizia


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