Giorni

Non uno a farmi il filo
e tirarmi su lo zigomo,
mi saltellano in tanti
repentini,
con il carrello della spesa,
girano intorno alla caviglia
ch’è già stata compromessa.

Si prendono di me
il canto morto in gola,
il filler non assolve
la piega giro bocca,
né contrae la smorfia
di stupore, alla bimbetta
che trascina il sole.

E il dopo, torna indietro
mi sale sulla ruga,
tento braccia alzate
l’invito a proseguire,
annodo ancora il verso
del mattino,
chè avere l’oro sulle spalle nude
non è premessa inutile,
né gioco.

Beatrice Zanini

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4 commentiLascia un commento

  1. Devi avere pazienza cara Beatrice. Gli umani sono così,
    fin da piccoli. Tuttavia con questa poesia dolce amara,
    continua ad annodare ancora il verso del mattino. Paolo.

  2. Quanta tristezza!
    Giuseppe

  3. Concordo con Giuseppe, una poesia molto triste
    Patrizia

  4. Triste ma domani è un altro giorno. Piaciuta molto. Piero


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