A volte sulla sponda della via

A volte sulla sponda della via
preso da un infinito scoramento
mi seggo; e dove vado mi domando,
perché cammino. E penso la mia morte
e mi vedo già steso nella bara
troppo stretta fantoccio inanimato…

Quant’albe nasceranno ancora al mondo
dopo di noi!
Di ciò che abbiam sofferto
di tutto ciò che in vita ebbimo a cuore
non rimarrà il più piccolo ricordo.

Le generazioni passan come
onde di fiume…

Una mortale pesantezza il cuore
m’opprime.
Inerte vorrei esser fatto
come qualche antichissima rovina
e guardare succedersi le ore,
e gli uomini mutare i passi, i cieli
all’alba colorirsi, scolorirsi
a sera.

CAMILLO SBARBARO

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2 commentiLascia un commento

  1. CAMILLO SBARBARO ottimo poeta, scrittore, aforista.

    (S.ta Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 31 ottobre 1967)
    Con la grande passione per la botanica (per studi e collezioni di muschi e licheni ebbe anche riconoscimenti mondiali).
    Fu un umano normale sempre ben conscio di essere mortale, disperato dalla bellezza della vita, pietrificato in questo dolorerimpianto.
    La sintesi del pensiero di C.Sbarbaro è tutta in questo Suo magnifico verso:

    “Felicità non t’ho riconosciuta che al fruscio con cui ti allontanavi”

  2. La sento fortemente questa poesia
    Grazie, Patrizia


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