Ogni caso

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

WISŁAWA SZYMBORSKA

Published in: on agosto 25, 2012 at 07:46  Comments (8)  

Goccia di goccia

Goccia di goccia, simile a stilla
che  il viso a baciar s’appresta,
è un tuo silenzio rotto,
l’attesa vibrazione delle labbra
nel tentativo d’essere un sorriso.

Un giorno vorrò chiederti davvero
dov’è che hai riposto il cuore,
se lo hai depositato – intatto –
per il timore di mostrarlo al mondo,
di dargli voce per chi ascolta.

Goccia di goccia sarà il risveglio
da un letargo dove questo amore
all’angolo non ha trovato branda
su cui sdraiarsi nella dura attesa
di accordarsi con la mia musica.

Aurelio Zucchi

Published in: on agosto 25, 2012 at 07:19  Comments (5)  

Rivedendoti

 
ti ho rivista sempre bella
ti ho guardata sempre uguale
ho pensato a quel vissuto
è stato un’attimo
poi mi sono ricreduto
 
un ricordo che ritorna
tu altera senza storia
riempi il tempo
col carrello della spesa
 
grande colmo della cose che tu brami
bello e pieno poi le mangi come sempre
è la vita che hai condito
col tuo solito appetito
 
e per me che rimiravo
grazie no
non lo trovo saporito

Il Passero

Published in: on agosto 25, 2012 at 07:15  Comments (8)  

Mozart: Requiem

Un nastro rosso
intorno al collo
scivola via
come vento
tra le dita
di un dio
un nastro
di alluvione
lascia
i suoi lividi
detriti
sul mio collo
senza paese

Nicole Marchesin

Published in: on agosto 25, 2012 at 07:09  Comments (3)  

Visto che sono pazzo ti racconto un amore

 
 
Tutta la voce,
come festosi frammenti
che si accordano
sul legno di cui son fatte le parole,
tutta la voce
nella gola si schianta
sul vetro…
coraggio amore, prendiamo la mira
colpiamo le vocali con i chiodi;
perché non dici niente, tu lo sai
che ho lavato le labbra nell’ortica
e ti ho baciata li,
dove il miele incontra la foglia.
Amore, taci!
Lasciami tagliare il sughero con i denti,
e poi non hai il fischio degli uccelli,
e perché piangi mentre taglio dalla tua schiena dura
un fazzoletto di carne
per guardarmi riflesso nelle parole
che ti lascio sanguinare fino alle ginocchia?!
Dicono che sono pazzo
ma cosa ne sanno di Van Gogh
del suo orecchio che ho inchiodato alla parete
della notte in cui ho bevuto molto
ed ho gridato all’oste
di non ammazzarmi di noia.
 .
Chiudimi nel tuo colore turchese…
nella gioia delle bestie…
ti tengo tutta dentro la mano
e ti sfoglio petalo dopo petalo
come fanno le stagioni.

Massimo Pastore

Published in: on agosto 25, 2012 at 06:58  Comments (6)