Piccola cosa

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Mandami un bacio uscendo
lo coglierà come un fiore dell’alba
l’umida guancia segnata
girandomi al risveglio –
l’odore di te gia’ lontano
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Anna Maria Guerrieri
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Published in: on settembre 1, 2012 at 07:38  Comments (3)  

I miei piedi hanno le ali

si ostinano
a non voler camminare.
avete mai visto una rondine
andare di buon passo?
e quando sciolgo i desideri
nell’acqua salata
l’effetto è paranormale!
prendendo la rincorsa
volando coi piedi infuocati.
sono un segno di fuoco
e scrivo poesie
per accendere l’amore
risvegliare la mente con il cuore.
nel labirinto delle parole taciute
attendo la nascita della nostra poesia.
come un falò
che lentamente si placa:
per far camminare, finalmente
i miei piedi.

Michela Turchi

Published in: on settembre 1, 2012 at 07:34  Comments (6)  

Quai de la Tournelle

 

FILIPPO DE PISIS  –  1938

Published in: on settembre 1, 2012 at 07:33  Comments (2)  

Lamento

 
C’è una belva nascosta nel mio cuore
dai freddi artigli e dagli occhi di bragia;
cavalca le montagne del pensiero e
con sorde grida mi accartoccia l’anima.
Sarà un sospiro a riportar l’oblio
E la verde marea della speranza
Placherà i ruggiti del dolore.

Viviana Santandrea

Published in: on settembre 1, 2012 at 07:27  Comments (2)  

Ragnatele dorate

Ragnatele dorate
sulle verdi chiome.

La notte rincasa
coprendo le orme.

Anileda Xeka

Published in: on settembre 1, 2012 at 07:21  Comments (1)  

Il mare d’inverno

Il mare d’inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla TV.
E verso l’interno,
qualche nuvola dal cielo che si butta giù.
Sabbia bagnata,
una lettera che il vento sta portando via,
punti invisibili rincorsi dai cani,
stanche parabole di vecchi gabbiani.
E io che rimango qui solo a cercare un caffè.

Il mare d’inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
E’ poco moderno,
è qualcosa che nessuno mai desidera.
Alberghi chiusi,
manifesti già sbiaditi di pubblicità,
Macchine tracciano solchi su strade
dove la pioggia d’estate non cade.
E io che non riesco nemmeno a parlare con me.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me.

Passerà il freddo
e la spiaggia lentamente si colorerà.
La radio e i giornali
e una musica banale si diffonderà.
Nuove avventure,
discoteche illuminate piene di bugie.
Ma verso sera, uno strano concerto
e un ombrellone che rimane aperto.
Mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me.

Questo vento agita anche me,
questo vento agita anche…… me.

ENRICO RUGGERI

Published in: on settembre 1, 2012 at 07:16  Comments (2)