Allucinazioni

 
Il gemito di un sax lungo la schiena…
impazzire alle due di mattina giocando a carte in una lavanderia a gettoni
gridando -anche io avrei voluto penetrarti il cuore-…
parlare a lungo di lampadari accendini e bombe atomiche
impazzire alle due di mattino bevendo birra in una lavanderia a gettoni
ricordando il giorno in cui scrissi il mio nome sul dorso della tua mano
scherzando sul fatto che in seguito l’avresti potuto cancellare…
il gemito di un sax lungo la schiena…
rabdomanti battono sul mio petto con una bacchetta biforcuta
sostengono che ho ancora bisogno di bere e di bere molto
mentre vorrei solo impazzire alle due di mattina giocando a carte in una lavanderia a gettoni
raccontando storie del tipo:
esistono tre tipi di farfalle
quelle diurne, le farfalle elettriche ed infine le farfalle di mare.
Maledicendo i miei fottuti codici di autodeterminazione ingialliti
come libri rimasti troppo a lungo nei cagatoi
disprezzando tutte quelle altre cose che cercano
amore e lussuria e denaro
per i loro riti domestici
gridando -anche io avrei voluto penetrarti il cuore-
e non tornare più a casa per correre a spegnere la luce
ogni volta che squilla il telefono…
il gemito di un sax lungo la schiena
il gemito di un sax lungo la schiena
il gemito di un sax lungo la schiena
mentre molti impazziscono giocando a carte nelle lavanderie a gettoni
mentre il mondo crea accendini e portaombrelli e bombe atomiche
mentre la nafta infiamma le budella degli adolescenti
mentre le macchine della polizia stridono come aquile
e muoiono cani mogli madri padri bestie allucinazioni & & &…
mi hai cancellato.

Massimo Pastore

Published in: on settembre 4, 2012 at 07:47  Comments (6)  

Frutti e fiori

Succo di arance
spremute
zuccherose
di aspri limoni
sapore di cedro
di lime succoso.

Energia di frutti dissetanti
rinfrancano il corpo
che s’adorna
di fiori
lasciando bucce essiccate
scorze amare.

Una gonna di viole
una maglia di magnolie
un cappellino di rose
orecchini di lillà
il glicine per cappotto
ai piedi piccole margherite di campo
fiordalisi risplendono negli occhi.

Maristella Angeli

Published in: on settembre 4, 2012 at 07:39  Comments (18)  

La solitudine dell’amore

 
T’amo, io di più.
Facondia serena ansimante
ilarità, burla e gioia immensa.
Magnifico s’addice a quel noi
lontano creduto miraggio.
Ho ripercorso la strada
d’agognato incontro
che già ci vide estranei.
Neppure un’eco di risata
banalità di fiori lussureggianti
e il prezzo troppo greve
per questo amore immaginato.
Solitudine.

Elide Colombo

Published in: on settembre 4, 2012 at 07:32  Comments (6)  

Inferno?

 

Le gobbe d’una strada
seguì velocemente.
Venìa d’altra contrada
altri rapidamente.

In ciel si ritrovarono
per cominciar la lite.
I santi l’arbitrarono
col lor guardare mite.

I due dall’incidente
ad altro poi passarono
e non c’entrava niente
ma i cuori rivelarono.

Fu subito un subbuglio:
“La  moglie tua vendesti.”
“Ma senti un po’ che raglio:
la mamma tu potresti.”
“Con te i pargoletti
sicuri non staranno
e chiuderan gli occhietti,
temendo qualche inganno.”
“Di te che c’è da dire?
col fisco non sei onesto
e facil è predire
che finirai nel cesto.”
 “A larghe mani spandi
miraggi e nefandezze,
la droga a tutti quanti
 vendesti per ricchezze !”

I santi, inver stupiti
da tale esibizione,
restarono allibiti
da simile tenzone.

Riuniti in un conclave
a lungo discettarono,
un pater nostro, un ave,
sentenza alfin vergarono.

“Non v’è infernal girone
che accogliervi vorrebbe,
 anche s’è punizione
che certo converrebbe.
Ma in terra tornerete,
peggior che nell’averno
così la vita avrete.
Per voi sarà un inferno !”

Tornarono a lor siti,
furon perseguitati,
da crudeltà avviliti
 e pur sodomizzati.

Scontarono il lor fio
con lacrime roventi,
pregarono il lor dio
di renderli redenti.

Impietositi i santi
in ciel li richiamarono
e nei calor fiammanti
poi li precipitarono.

Piero Colonna Romano

Published in: on settembre 4, 2012 at 07:31  Comments (12)  

E’ vero

ES VERDAD

¡Ay qué trabajo me cuesta
quererte como te quiero!

Por tu amor me duele el aire,
el corazón
y el sombrero.

¿Quién me compraría a mí
este cintillo que tengo
y esta tristeza de hilo
blanco, para hacer pañuelos?

¡Ay qué trabajo me cuesta
quererte como te quiero!

 

§

Ah, che fatica mi costa
amarti come ti amo!

Per il tuo amore mi duole l’aria,
il cuore
e il cappello.

Chi mi comprerà
questo cordone che ho
e questa tristezza di filo
bianco, per far fazzoletti?

Ah, che fatica mi costa
amarti come ti amo!

FEDERICO GARCIA LORCA

Published in: on settembre 4, 2012 at 07:04  Comments (4)