Altrove

Controluce
nella sera che scioglie le ombre
nel tuffo caldo d’un giorno assolato che muore
respiro a morsi.
Rimpiango la nebbia
e un illogico pensiero
mi porta a sognare il sogno
desiderando d’essere altrove
sempre
perché sempre altrove sta la felicità.

astrofelia franca donà

Published in: on settembre 6, 2012 at 07:41  Comments (8)  

Il rosso papavero

 
Le dissi sì t’amo in primavera
così come il rosso papavero
prese color vivace il di lei viso
anch’io poi rispose e mi sorrise
come morta la stagion del fiore
pur come quel morì il suo amore.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 6, 2012 at 07:29  Comments (13)  

Rumore bianco

Come capisco la brezza in mezzo ai pini
la sazietà che nasce dall’acqua
questa cura, per le tue rose vergini e secche.
Amo la sera,
le cose che si tolgono scarpe e fanno pace
i nidi riabitati, le concessioni al dunque
domani per i figli che annaspano al futuro.
Sedere sulla soglia di casa e udirne il sangue
i legni delle travi, le umili vetrate;
il desiderio ultimo che venga pioggia, un poco
su quelle ragnatele e le erbe già corrotte
sopra il rumore bianco di tempie ora snudate;
sul corpo che mi sento fratello mai arrivato
memoria di gasometri
e di case cantoniere.

Massimo Botturi

Published in: on settembre 6, 2012 at 07:29  Comments (5)  

Una notte d’inverno

La tempesta poggia la sua bocca alla casa
e soffia per emettere un suono.
Dormo inquieto, mi giro, leggo
il testo della tempesta assopita.

Ma gli occhi del bambino sono spalancati al buio
e il temporale mugola per lui.
Entrambi amano le lampade che dondolano.
Entrambi sono a metà strada dal linguaggio.

La tempesta ha mani infantili e ali.
La carovana si lancia verso la Lapponia.
E la casa avverte la sua costellazione di chiodi
che tiene insieme le pareti.

La notte è immobile sul nostro pavimento
(dove tutti i passi attutiti
riposano come foglie affondate in uno stagno)
ma fuori infuria la notte!

Sul mondo passa una più grave tempesta.
Poggia la sua bocca alla nostra anima
e soffia per emettere un suono – temiamo
che la tempesta soffiando ci svuoti

TOMAS GÖSTA TRANSTRÖMER

Published in: on settembre 6, 2012 at 07:27  Comments (3)  

Die Eitelkeit – La vanità

 

HANS MEMLING  –  1485

Published in: on settembre 6, 2012 at 07:24  Comments (3)  

Lontano da casa

 
Questo vuoto
che sento
tra la gola e lo stomaco
non ho mai capito
se sono lacrime
o rabbia,
è l’assoluto
imbrigliato nel mio piccolo corpo
è il desiderio
eterno di trovare risposte
è il rimpianto
del tempo così selvatico
da non farsi acchiappare
è la paura
di ritardare il ritorno
per trovare infine facce nuove
che non voglio conoscere.

Gian Luca Sechi

Published in: on settembre 6, 2012 at 07:12  Comments (3)