L’amore ha strani disegni

E’ un suicidio dei sensi,
una mano che ti tiene la testa sott’acqua,
la protesta di un invisibile,
il cane chiuso nel canile.
La libertà è figlia dell’amore:
l’amore ha strani disegni.

Simone Magli

Published in: on settembre 13, 2012 at 07:37  Comments (6)  

Io adesso

avrei da togliermi di dosso le scortesie
i vituperi degli anni avrei
da sbottonarli lungo la dorsale
restare a ossa nude
e allora tu
vedresti in esse
come il colore della vite o il sorgo rosso
non fanno in tempo a maturare che
sono già diventate impalcature

così potrei scoprirmi sagome d’aria
al posto dei polmoni
e dove c’era il cuore un foro d’ombra
un che di nebbia ancora ticchettante ma
solo per poco
e nella nudità perversa di parole
mai pronunciate – quale avarizia amara! –
mi sottraesti l’ultimo vestito
tessuto a fili di malinconia

ora che mi nascondo………… consapevole
nella cassetta delle cose perse ……. della
corrispondenza mai spedita
che percorro coi gatti il cornicione
oltre le tegole
invisibile per assenza di nome
– ché non si esiste se nessuno chiama
coi nomignoli della complicità che si fa amore
anche minuscolo
poco più d’un silenzio –

e si rimane ad aspettare un cenno
leggero come un fiato.

Cristina Bove

Published in: on settembre 13, 2012 at 07:32  Comments (8)  

I giardini di marzo

Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati
al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti
io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
il più bello era nero coi fiori non ancora appassiti
All’uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri
io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli
poi sconfitto tornavo a giocar con la mente i suoi tarli
e alla sera al telefono tu mi chiedevi perché non parli
Che anno è che giorno è
questo è il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano più
e ho nell’anima
in fondo all’anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l’universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è
I giardini di marzo si vestono di nuovi colori
e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori
camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti “tu muori
se mi aiuti son certa che io ne verrò fuori”
ma non una parola chiarì i miei pensieri
continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri
Che anno è che giorno è
questo è il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano più
e ho nell’anima
in fondo all’anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l’universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è

LUCIO BATTISTI E MOGOL

Published in: on settembre 13, 2012 at 07:24  Comments (3)  

Porco di un calzolaio!

PÒRZ D UN CALZULÈR!

Quand i ciûd i s incuntrénn con
äl sôl che al calzulèr col rúmm
l avêva inmujè, i inpiénn un fón:
“la różżen la s cunsómma” e: “bum bum”,
sugnànd dla murtadèla in filunzén
i amazénn cal furfànt d un zavatén!

§

Quando i chiodi s’incontrarono con
le suole che il calzolaio col rhum
avea inumidite, accesero un phon:
“corrode assai la ruggine” e: “bum bum”,
sognando mortadella in filoncino
accìser quel marrano ciabattino!

Sandro Sermenghi

Published in: on settembre 13, 2012 at 07:23  Comments (4)  

Primo mattino

Stamane anche l’aria ancor tace
e si tinge d’un vago colore
col sole da poco sbocciato.
C’è calma, c’è pace.

Sbadiglia la casa assonnata
dalla bocca che le ho spalancato.
Tra il verde è un brillar di rugiada.
È un’ora fatata.

Lontano è lo sbuffo del mare.
Sembra dire: ci sono…ci sono…
Fortuna che dormono, i cani.
Silenzio, e…ascoltare.

D’ognuno è arrivato poi il fare:
sventolio d’invisibile drappo:
libertà – ch’è un idolo falso
se è senza badare…

Aspetto già il nuovo mattino
che con sé porta un nuovo sereno
che è quando ogni cosa si tace,
che è quando c’è pace.

Armando Bettozzi

Published in: on settembre 13, 2012 at 07:09  Comments (3)