Troppe stelle

troppe stelle stanotte
un filo di vento parla alla luna
troppe stelle …
gli occhi bevono la notte
la pelle veste il riflesso argenteo
il cuore attende
aldilà del sogno
una scia in caduta.

astrofelia franca donà

Published in: on settembre 15, 2012 at 07:45  Comments (6)  

Il fiordaliso

 
 
Come Chiron da freccia mortal colpito
al dolor col fior riposo pose l’azzurro
fior d’aliso  tra bionde messi pur io
andrò a cercar sul cuor d’amor ferito
lo porrò per presto lenir la pena mia.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 15, 2012 at 07:34  Comments (8)  

Alla Musa

Pur tu copia versavi alma di canto
su le mie labbra un tempo, Aonia Diva,
quando de’ miei fiorenti anni fuggiva
la stagion prima, e dietro èrale intanto

questa, che meco per la via del pianto
scende di Lete ver la muta riva:
non udito or t’invoco; ohimè! soltanto
una favilla del tuo spirto è viva.

E tu fuggisti in compagnia dell’ore,
o Dea! tu pur mi lasci alle pensose
membranze, e del futuro al timor cieco.

Però mi accorgo, e mel ridice amore,
che mal ponno sfogar rade, operose
rime il dolor che deve albergar meco.

NICCOLÓ UGO FOSCOLO

Published in: on settembre 15, 2012 at 07:08  Comments (3)  

Cantammo insieme

Lo sento ancora quel suono di onde
sulle quali ritmavi canzoni inventate,
le parole mai scritte e poi dimenticate.
Canzoni di un giorno perché fosse vivo
lo stare insieme e non monotono refrain
che alla fine distrutto ci avrebbe di noia.
Cantammo altre canzoni cercando ritmi
nel suono delle foglie scosse dal vento,
nelle notti bianche di un’estate calante.
Creammo altre canzoni irridenti sulle note
di gocce di pioggia d’autunno pesanti.
Era musica quell’amore senza orizzonti,
senza futuro che viveva di solo presente.
Era leggero e inafferrabile perché catene
di promesse non voleva il peso stancante.
Non provammo dolore quando finì il canto,
quando cessò il concerto delle emozioni.
Te ne andasti via cantando la tua canzone
d’addio sorridendo come la prima volta
ed io di lei divenni l’eco che lenta si spense.

Claudio Pompi

Published in: on settembre 15, 2012 at 06:53  Comments (4)  

Di verseggiare proprio non ho voglia

Stasera, al suo apparir, la luna
mi trova impreparato, disattento,
e pur le stelle, per ora in dormiveglia,
brilleranno su anima indolente.

Fantasie in via di estinzione,
di verseggiare proprio non ho voglia,
recluso nella galera di un tempo
ammaestrato da ragione impura.

Se dentro me ancora c’è il fanciullo,
lo chiamerò più volte ad alta voce
perché mi spieghi in un solo abbraccio
com’è che a lui bastasse poco

– fosse nell’alba o in pieno giorno,
col sole a picco, sotto la pioggia,
del vento preda o del freddo intenso,
o nella notte, luna o non luna –

… com’è che a lui bastasse poco
per fare d’ogni cosa un sogno,
per far del sogno l’incisiva arma
a difendere la “sua” poesia.

Aurelio Zucchi

Published in: on settembre 15, 2012 at 06:50  Comments (3)