Il mio mare di Sibari

 
 
Eccomi sono tornata
è di nuovo  tempo  e sono qui da te
già i miei piedi nelle tue acque
come sempre ti contemplo e t’ingoio
colmandomi  d’azzurro e di spazio
 trattengo  la tua energia
la serbo per sostenermi
in questo mondo  che gronda impurità
mi distogli, m’incanti  come sempre
e m’ammaro serena
nelle tue chiare e calme acque.

Rosy Giglio

Published in: on settembre 16, 2012 at 07:39  Comments (16)  

Nera Signora

 
Già ti incontrai vecchia Signora
prima del tempo che ancor rimane
ma ritornai per poi raccontare
quel che io vidi varcando il passo
che tra i due mondi è di confine
 .
trovai me stesso in quell’astratto sopra
a quel corpo e fui leggero di piuma fatto
sentii il mio tempo che è senza fine
senza un momento che passa lento
 .
soltanto un corpo di carne ed ossa avrai di me
malta e calcina a riempir buchi ti serviranno
perché i tuoi conti son da tornare nera Signora
non disperare avrai altre teste ancor da mozzare
 .
molte son vuote poche le piene di quel sapere
che và e che viene  in quel trapasso poi và
a scemare ritorna polvere nel suo cantare
 .
ti aspetterò  vecchia Signora ancora t’incontrerò
sarà un sorriso che troverai su quel mio viso
che il tempo adombra nelle mie membra
sarà rimando e di saluto perché il tuo volto
conosco già

Il Passero

Published in: on settembre 16, 2012 at 07:22  Comments (17)  

Il tempo

 

Così, come le illusioni, cadono le stelle.
E negli occhi, come nel ricordo,
effimere restano luminose tracce.
Non esiste il futuro
e ciò che resta è il passato.
Così, come le stelle, nel passato viviamo.
E luminoso lo sappiamo.
Gli attimi che viviamo,
fuggenti, imprendibili, incomprensibili,
appena vissuti sono già passato.
E quel che resta è la luce,
sempre più flebile,
della memoria.
E, nel suo cosmico vuoto,
non resterà passato, presente, futuro.
Ma il vuoto, il vuoto, il vuoto.
Il vuoto dell’eterno nulla

 

Piero Colonna Romano

 

Published in: on settembre 16, 2012 at 07:00  Comments (10)  

Ho scritto una poesia triste

EU ESCREVI UM POEMA TRISTE

Eu escrevi um poema triste
E belo, apenas da sua tristeza.
Não vem de ti essa tristeza
Mas das mudanças do Tempo,
Que ora nos traz esperanças
Ora nos dá incerteza…
Nem importa, ao velho Tempo,
Que sejas fiel ou infiel…
Eu fico, junto à correnteza,
Olhando as horas tão breves…
E das cartas que me escreves
Faço barcos de papel!

§

Ho scritto una poesia triste
e bella, soltanto della sua tristezza.
Non viene da te questa tristezza
ma dai cambiamenti del Tempo,
che ora ci porta speranze
ora ci dà incertezza…
Non importa, al vecchio Tempo,
che tu sia fedele o infedele …
Io resto, unito alla corrente
guardando le ore tanto brevi …
E delle lettere che mi scrivi
faccio barchette di carta!

MARIO DE MIRANDA QUINTANA

Published in: on settembre 16, 2012 at 07:00  Comments (5)  

Santa Chiara

 

SIMONE MARTINI  –  1326

Published in: on settembre 16, 2012 at 06:53  Comments (2)  

Concepimento

Una lama di luce fu…
Filamento,
indorato dell’amore promesso,
semenza in fertile terra, verso l’ardua salita,
coperta,
protetta,
scaldata.
Cornice di dubbi, ansie e gioie sospese,
fu germoglio, tra sorrisi inesperti dell’arte più antica.
Trascorse la stagione…
Giunse la mia….
Addio al tiepido mare, ai gesti anfibi, all’infinita stagione…
Per crescere arbusto, albero,
sotto stelle infinite di cieli notturni,
fu…. Voce alla vita
….. alla caccia dei sogni.

Michela Sandrini

Published in: on settembre 16, 2012 at 06:53  Comments (7)