Voilà

Ora ho letto
le stelle
ad una ad una
e mi hanno detto che
c’è altro modo
domani
mi brilleranno
quale.

Tinti Baldini

Published in: on ottobre 7, 2012 at 07:48  Comments (17)  

A volte

M’incanto a volte nel risentir
espressa grazia dalla natura
che in meraviglia riempie
l’animo mio ammirato

vibro in corda suonata
che nel musicar mi espande
a dimensioni e spazi
immensi ed infiniti

 Il Passero

Published in: on ottobre 7, 2012 at 07:22  Comments (12)  

Alice

Alice guarda i gatti
e i gatti guardano nel sole
mentre il mondo sta girando senza fretta.
Irene al quarto piano è lì tranquilla
che si guarda nello specchio
e accende un’altra sigaretta.
E Lilì Marlen, bella più che mai,
sorride e non ti dice la sua età,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti muoiono nel sole
mentre il sole a poco a poco si avvicina,
e Cesare perduto nella pioggia
sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina.
E rimane lì, a bagnarsi ancora un po’,
e il tram di mezzanotte se ne va
e tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più e i pazzi siete voi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti girano nel sol
mentre il sole fa l’amore con la luna.
Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello
ma è convinto che sia un portafortuna.
Non ti chiede mai pane o carità
e un posto per dormire non ce l’ha,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.

FRANCESCO DE GREGORI

Published in: on ottobre 7, 2012 at 07:05  Comments (3)  

Nostalgia

Finito il giorno,
finito quasi l’assillo,
la foga, il fare,
medito,
coperto in parte dal pio fanale,
che tenue irradia
ombre silenti
tra nebbia e pioggia
in questa parte
d’alta Maremma
che guarda il mare,
e Prata sfugge
dal maestrale.
Sale, sale ululando,
spinta dal vento,
una frizzante brezza marina
e tra la croce del campanile,
gira, l’avvolge,
quasi mi assale
e pare voglia forte afferrarmi,
tra questi monti poi trasportare.
Dall’alto miro
i campi verdi,
folti di querce e di castagni,
le luci ammiro di Radicondoli,
spingo lo sguardo fino a Chiusdino,
volo sull’Elba
come un gabbiano,
col vento lieve m’alzo, e m’abisso
tra questi monti, in fondo al mare,
e finalmente
non più pensare,
tutte le pene dimenticare.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on ottobre 7, 2012 at 07:02  Comments (12)  

I giorni della formica

Si va
e per un giorno ti senti grande

grande? Che vuol dire?
Meglio dire ti senti…punto.
E la pioggia invece di ammansire
annienta i passi
mani bugiarde ti recidono le vene
così che il sangue vestirà
per bene il pallore tuo raffermo

e la bilancia pesa
le sporte vuote
e gli umori di chi si sveglia storto
un piede va, l’altro rimane

oggi sarò formica
domani pure.

Beatrice Zanini

Published in: on ottobre 7, 2012 at 06:57  Comments (8)