Point in the Water

Nulla evapora al cospetto
delle lacrime che versiamo
da buoni e cattivi.

Si trova rifugio
in questa umida protezione
che ci lascia respirare senza ossigeno.

Tutto è raccolto nelle purificazione
di memorie che sanno raccontarci.

In assenza di nebbie nascoste
riveliamo eternità nelle carezze
delle nostre immortalità
tra le voci della pioggia
che cadranno dopo di noi.

Glò

Published in: on ottobre 18, 2012 at 07:43  Comments (7)  

Se non sai dove cercare l’amore

Lascia andare il pensiero su questi fogli bianchi e vergini,
butta a terra le catene,
racconta l’amore, vivi l’amore.
Lo vedi il tuo tesoro adesso?:
Sei tu che ti vuoi bene!,
Non è forse questo che desidera anche Dio?
Allora spogliati e gettati nell’amore,
dovunque tu riesca a trovarlo,
pure là dove il tuo cielo è più scuro.

Simone Magli

Published in: on ottobre 18, 2012 at 07:08  Comments (7)  

Ascolta

 
Ascolta
il primo vagito è già musica
la musica è vita
 .
a volte ti sembra rumore
ma è musica se sai ascoltare;
 .
ascolta il tuo cuore:
il battito è un invito alla danza
 .
può darti dolcezza o follia
o ebbrezza di droga innocente
 .
col pianto di cento violini
oppure il crescendo struggente di un bandoneon.
 .
Se sfuggi t’insegue
ovunque, nel vento, in un rivo
nel caldo frinire del bosco.
 .
Ovunque c’è vita
è musica pure il silenzio.

Viviana Santandrea

Published in: on ottobre 18, 2012 at 06:54  Comments (8)  

Uno sguardo di luna

l’ultimo
poi arriva il sole
l’una esclude l’altro
come se parlassero
lingue differenti
oppure è solo un patto
la luna
può comparire
a patto che vada via
il sole
il sole può risplendere
a patto che vada via
la luna…
Eppure fedele la luna
attende il primo raggio
di sole per scomparire
dietro una nuvola
svanita per prodigio
e il sole senza fanfare
fa il suo ingresso
tra nuvole bianche
scortato dai desideri
ancora celati nei sogni
di chi non apre gli occhi
per non svelare il mistero…

Antonietta Ursitti

Published in: on ottobre 18, 2012 at 06:51  Comments (5)  

Perch’i’ no spero di tornar giammai

Perch’i’ no spero di tornar giammai,
ballatetta, in Toscana,
va’ tu, leggera e piana,
dritte’a la donna mia,
che per sua cortesia
ti farà molto onore.

Tu porterai novelle di sospiri
piene di dogli’ e di molta paura;
ma guarda che persona non ti miri
che sia nemica di gentil natura:
ché certo per la mia disaventura
tu saresti contesa,
tanto dal lei ripresa
che mi sarebbe angoscia;
dopo la morte, poscia,
pianto e novel dolore.

Tu senti, ballatetta, che la morte
mi stringe sì, che vita m’abbandona;
e senti come ‘l cor si sbatte forte
per quel che ciascun spirito ragiona.
Tanto è distrutta già la mia persona,
ch’i’ non posso soffrire:
se tu mi vuoi servire,
mena l’anima teco
(molto di ciò ti preco)
quando uscirà del core.
Deh, ballatetta mia, a la tu’ amistate
quest’anima che trema raccomando:
menala teco, nella sua pietate,
a quella bella donna a cu’ ti mando.
Deh, ballatetta, dille sospirando,
quando le se’ presente:
– Questa vostra servente
vien per istar con voi,
partita da colui
che fu servo d’Amore – .

Tu, voce sbigottita e deboletta
ch’esci piangendo de lo cor dolente
coll’anima e con questa ballatetta
va’ ragionando della strutta mente.
Voi troverete una donna piacente,
di sì dolce intelletto
che vi sarà diletto
starle davanti ognora.
Anim’, e tu l’adora
sempre, nel su’valore.

GUIDO CAVALCANTI

Published in: on ottobre 18, 2012 at 06:50  Comments (3)