L’orribile sogno del poeta

Immagina un po’ cosa ho sognato.
All’apparenza tutto è proprio come da noi.
La terra sotto i piedi, acqua, fuoco, aria,
verticale, orizzontale, triangolo, cerchio,
lato sinistro e destro.
Tempo passabile, paesaggi non male
e parecchie creature dotate di linguaggio.
Però quel linguaggio non è di questa Terra.

Nelle frasi domina l’incondizionale.
I nomi aderiscono strettamente alle cose.
Nulla da aggiungere, togliere, cambiare e spostare.

Il tempo è sempre quello dell’orologio.
Passato e futuro hanno un ambito ristretto.
Per i ricordi, il singolo secondo trascorso,
per le previsioni, un altro secondo
che sta appunto cominciando.

Parole quante è necessario. Mai una di troppo,
e questo vuol dire che non c’è poesia,
né filosofia, e neppure religione.
Là simili trastulli non sono previsti.

Niente che si possa anche solo pensare
o vedere a occhi chiusi.

Se si cerca, è ciò che è già lì accanto.
Se si chiede, è ciò per cui c’è una risposta.

Si stupirebbero molto,
se mai sapessero stupirsi,
che da qualche parte esistono motivi di stupore.

La parola “inquietudine”, da loro considerata oscena,
non oserebbe comparire nel vocabolario.

Il mondo si presenta in modo chiaro
anche nell’oscurità profonda.
Si dà a ciascuno per un prezzo accessibile.
Nessuno esige il resto prima di lasciare la cassa.

Dei sentimenti -la soddisfazione. E nessuna parentesi.
La vita con un punto al piede. E il rombo delle galassie.

Ammetti che nulla di peggio
può capitare al poeta.
E poi nulla di meglio
che svegliarsi in fretta.

WISŁAWA SZYMBORSKA

Published in: on ottobre 22, 2012 at 07:40  Comments (7)  

Vecchio?

(Rap in re maggiore)

Eccomi qui come tutte le mattine
faccio la barba e mi guardo nello specchio,
un po’ a disagio conto le mie bollicine
mi taglio quindi i peli dell’orecchio.

Sapone neutro per il sebo sulla fronte,
e dopobarba che tonifica la pelle
poi sgrano gli occhi come un camaleonte
e infine un po’ di deodorante per le ascelle.

E l’occhio cade ogni volta che mi giro
sulla bilancia che sta lì ad ammiccare
e prendo tempo per lavare lo spazzolino,
ma dopo tutto so che mi dovrò pesare.

E’ con coraggio che mi sfilo le mutande,
mi guardo quindi di profilo nello specchio,
tolgo gli occhiali per vedermi ancora aitante
ma non c’è scampo: son diventato vecchio!

No, no mio Dio, non può essere vero,
chi mi sta guardando non sono io!
Se ritorno a letto, forse, sognerò
che ancora giovane sarò…

Allora preso da sgomento e da sconforto,
mi metto a fare lo sguardo accattivante,
in fondo, mica sono proprio ancora morto,
ma non funziona e non migliora niente.
 
Decido quindi l’intervento radicale,
dovrò comprare tintura per capelli,
e per la pelle stop al fumo che fa male,
ma i baffi no, ché sono i miei gioielli.

Naturalmente già da oggi dieta stretta
e raggi UVA per sembrare ancora più bello
e tanto footing per mandare via la pancetta
e sono sicuro che non sembrerò più quello.

E sono sospesi gli stravizi e le nottate
a letto presto senza fare cose pazze,
e alla fine potrò fare telefonate
perfino alle figlie delle mie ragazze.

No, no mio Dio, non può essere vero,
chi mi sta guardando non sono io,
se ritorno a letto, forse, sognerò
che ancora giovane sarò!

Sandro Orlandi

Published in: on ottobre 22, 2012 at 07:38  Comments (10)  

Ermione e il Vate

(mi sa che è andata così)

Ermione è là distesa
sopra lenzuol di seta.
La pioggia il velux bagna,
tintinna dolcemente.
 .
Così lei si rivolta,
si copre col cuscino,
s’è tolta la camicia,
problemi avrà al pancino.
 .
E fa pure le bizze,
vorrebbe un poco amare,
magari tenerezze,
oppure almen mangiare.
 .
Afflitta si lamenta,
lo sente il suo ignorare,
in più fastidio sono
quei suoni da incantare.
 .
Il fischio di quel vento,
quel mormorar del mare,
un tuono è uno spavento
e non ci vuol pensare.
 .
Ma il Vate è lì che insiste,
vorrebbe passeggiare,
per boschi e per ginestre
lui se la vuol spassare.
.
E quell’andar per fratte,
disciolti e non congiunti,
certo farà a polpette
malleoli bene unti.
 .
Neppur c’è da parlarne
di correre infangata,
solingo vada a farla
silvestre camminata.
 .
E poco avea da dire,
quel Gabri un poco ottuso,
fu questo il suo predire,
son istruzion per l’uso:
 .
“ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su favola bella
che ieri
m’illuse che oggi t’illude”
 .
Così la conseguenza
di ‘sta bella canzone
di certo è un influenza
e ai piedi anche un durone.
 .
E certo che virente
lei diverrà incazzata!
S’ei insiste ulteriormente
gli dà una bastonata.
 .
E pur tacer doveva,
pur spegner la passione !
Un peso a lui pareva
la dolce, cara Ermione.

Piero Colonna Romano

Published in: on ottobre 22, 2012 at 07:19  Comments (9)  

Stanotte

 
Stanotte ho dormito sul divano
per alleviare l’afa delle altre notti
all’alba finalmente la brezza m’accarezza
sul corpo lieve mi rinfresca
un filo di luce affiora da sotto il braccio
che a peso morto sta sul viso
sono qua di nuovo 
a sopportare caldo e dispiaceri.

Rosy Giglio

Published in: on ottobre 22, 2012 at 07:16  Comments (10)  

La battigia

 
Camminavo sulla battigia
-mi ero detta questa volta
non raccolgo conchiglie
tanto quando arrivo a casa
sono meno belle-
e ho sentito la tua voce
appena un po’ più forte
del rumore del mare
sono rimasta un poco
a capo chino contenta
di quello che mi dicevi
ma ho sollevato la testa
e non c’eri
 .
i raccoglitori di vongole
erano sempre chini
con i loro cestini e sacchetti
e cestelli e rastrelli intenti
al loro lavoro
 .
avevo ancora in una mano
i gusci vuoti e morti
quella piccola arancio
mi aveva affascinata
poi il sasso di un nero così puro
avevo preso immaginando poi
di incastonarli
nello stucco bianco per un quadro
solo un pezzo
far risaltare forma e colore
o due o tre assemblati
secondo la logica
di qualche similitudine
 .
ma nulla era più importante ora
pareva un film a cui non prendevo
parte il mondo eppure si muoveva
 
ho camminato e camminato ancora
fino a sentirmi stanca
 .
allora ho sentito che l’acqua
era la tua voce
i tuoi occhi il tuo volto
le onde gentili alla riva
in sussurri erano te
e tutto il mondo ha ripreso il suo canto

azzurrabianca

Published in: on ottobre 22, 2012 at 07:12  Comments (9)