Immagini

I suoni
della mia adolescenza,
a me tanto cari,
da me tanto lontani,
mi ritornano in mente
tante volte
nel silenzio dei miei pomeriggi.
Rivedo
bocche tremanti,
risento
fischi distanti
e cani ululare
e il vento soffiare,
le fronde stormire
e i grilli cantare.
I suoni
della mia adolescenza
me li porto nel cuore
come ricordi stanchi:
vecchie fotografie
sempre più sbiadite,
ma che conservano i tratti
d’un tempo
che mi appartiene.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on dicembre 4, 2012 at 07:46  Comments (12)  

La poesia arrivò

 
Stavo lì raccolta nel mio mondo
acquietavo la stanchezza e i baci persi
pensavo a tutto quello che volevo, che potevo
mentre dietro il vetro osservavo cadere la neve
scendeva dolce  come un sogno d’amore
mi suscitava tepore fino in fondo al cuore
mi ispirava in segreto belle parole
bianche stelle,  soffici pensieri
e bucaneve nell’oblio del bianco.

Rosy Giglio

Published in: on dicembre 4, 2012 at 07:34  Comments (12)  

Io non sono una storia che puoi raccontare

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Io non sono una storia che puoi raccontare,
non sono una canzone che puoi cantare,
non sono un suono che puoi udire,
non sono neppure questo che puoi vedere
né quello che puoi conoscere.
Io sono una sofferenza che anche tu puoi provare,
chiamami con un grido.
Gli alberi parlano con il bosco, l’erba con la terra,
le stelle con le galassie. E io parlo con te.
Dimmi il tuo nome, dammi le tue mani,
dimmi le tue parole, dammi il tuo cuore.
Io ho scoperto le tue radici.
Attraverso le tue labbra ho parlato al Tutto,
le tue mani sono sorelle delle mie.
In una luminosa solitudine ho gridato con te
per quelli che sono vivi.
In un oscuro cimitero ho cantato con te
la più bella canzone perché quelli morti quest’anno
erano le persone che amavano di più i vivi.
Dammi le tue mani. Le tue mani mi sono familiari.
Oh tu, che ho scoperto molto tardi.
Io parlo con te come le nuvole parlano con la tempesta,
come l’erba parla con la terra,
come la pioggia parla al mare,
come gli uccelli parlano alla primavera,
come gli alberi parlano al bosco.
Perché ho scoperto le tue radici,
perché la mia voce è sorella della tua.
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AHMAD SHAMLU
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Published in: on dicembre 4, 2012 at 07:12  Comments (8)  

Basta un cenno e io corro

 
i prati aspettano
salti gioiosi
in un autunno
di frutti maturi…
Nuvole bigie
attraversano
il cielo spolverato
da un filo di vento…
Passeri parlano
una lingua varia
rami assaltano
desiderosi di dirsi…
Una filarmonica
di fiati briosi
il colore dell’aria
si riscalda …
Ippocastani alti
imbastiscono
fili marroni
fuoriescono dai fusti…
Filanti stelle
scrivono le cose
accadimenti odorosi
svolgono trame…
Non servono parole
basta ascoltare
basta guardare
e tutto si avvera…

Antonietta Ursitti

Published in: on dicembre 4, 2012 at 07:08  Comments (10)  

Innamorato di una stella

che conduce
(magia delle parole)
il profumo dell’anima,
tristezza di pensieri
inseguita da raffiche di vento
si propala
nei vicoli dell’universo,
addotta da remore infinite
del passaggio
di una cometa cupa:
sangue peccati lacrime…
l’alcova esterrefatta
dove sogni diventano martelli
fluiscono da lettere di un suono
che diventa dolce nell’attesa
dove si condensano gli aloni
veicolanti in aliti sospesi
trovano un volto gli occhi
ed un sorriso
come concretati intorno a un nome
i lineamenti dell’anima…
carezzata da un alito di vento
veste il pianto di foglie coi colori.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on dicembre 4, 2012 at 06:57  Comments (11)