Ardono le colline

Ardono le colline
ad est. Il giorno
rimbocca le maniche.

Anileda Xeka

Published in: on dicembre 6, 2012 at 07:21  Comments (7)  

In un giorno a venire

In un giorno a venire
se tutto può cambiare
allora modifico
una vittoria persa
di cui andar fiera
senza sperperarlo
a parole mute
o sguardi assorti.

M’interrogo sul cuore
d’una questione
trattenuto da vortici
assemblati in omissioni
ma lo stesso sanno bussare
senza che il chiasso
sia scolpito
da un nesso mancante.

E’ solo ermetismo
pasticciato da molteplici
interpretazioni
dove l’ascoltarmi
può persino freddarmi.

Glò

Published in: on dicembre 6, 2012 at 07:18  Comments (5)  

La mamma

Ils sont venus
Ils sont tous là
Dès qu’ils ont entendu ce cri
Elle va mourir, la mamma
Ils sont venus
Ils sont tous là
Même ceux du sud de l’Italie
Y’a même Giorgio, le fils maudit
Avec des présents plein les bras
Tous les enfants jouent en silence
Autour du lit ou sur le carreau
Mais leurs jeux n’ont pas d’importance
C’est un peu leurs derniers cadeaux
A la mamma

On la réchauffe de baisers
On lui remonte ses oreillers
Elle va mourir, la mamma
Sainte Marie pleine de grâces
Dont la statue est sur la place
Bien sûr vous lui tendez les bras
En lui chantant Ave Maria
Ave Maria
Y’a tant d’amour, de souvenirs
Autour de toi, toi la mamma
Y’a tant de larmes et de sourires
A travers toi, toi la mamma

Et tous les hommes ont eu si chaud
Sur les chemins de grand soleil
Elle va mourir, la mamma
Qu’ils boivent frais le vin nouveau
Le bon vin de la bonne treille
Tandis que s’entrassent pêle-mêle
Sur les bancs, foulards et chapeaux
C’est drôle on ne se sent pas triste
Près du grand lit et de l’affection
Y’a même un oncle guitariste
Qui joue en faisant attention
A la mamma

Et les femmes se souvenant
Des chansons tristes des veillées
Elle va mourir, la mamma
Tout doucement, les yeux fermés
Chantent comme on berce un enfant
Aprés une bonne journée
Pour qu’il sourie en s’endormant
Ave Maria
Y’a tant d’amour, de souvenirs
Autour de toi, toi la mamma
Y’a tant de larmes et de sourires
A travers toi, toi la mamma
Que jamais, jamais, jamais
Tu nous quitteras…

§

Son tutti lì, accanto a lei, da quando un grido li avvertì
Sta per morire la mamma.
Son tutti lì, accanto a lei, tutti i suoi figli sono lì
Con quello che lei maledì, tornato a braccia aperte a lei.
Tutti i bambini sono là, intorno a lei che se ne va
Nei loro occhi più non c’è il gioco bello dei perché, ah, la mamma !

E la riscaldano di baci, di sguardi dolci ed infelici
Sta per morire la mamma.
Santa Maria, piena di grazia, la statua è là, giù nella piazza
E voi tendendole le braccia, cantate già “Ave Maria, Ave Maria !”
C’è tanto amore, tanto dolore, intorno a te, la mamma
Amore che non finirà, intorno a te, la mamma.

E fuori là, dietro la porta, la gente attende sotto il sole
Sta per morire la mamma.
Il vino buono viene offerto, non c’è nessuno che ne vuole
Però è l’omaggio per chi muore, per chi ha vissuto come lei.
Nessuno piange ma c’è chi una chitarra prenderà
La ninna nanna suonerà, la mamma.

E l’aria è piena di canzoni e di dolcissimi altri suoni
Sta per morire la mamma.
Le donne intanto a bassa voce, perché si possa assormentare
Come un bambino quando è sera, cantano già “Ave Maria, Ave Maria !”
C’è tanto amore, tanto dolore, intorno a te, la mamma
Amore che non finirà, intorno a te, la mamma
Che giammai, giammai, giammai, ci abbandonerà.

CHARLES AZNAVOUR
Published in: on dicembre 6, 2012 at 07:17  Comments (2)  

Questa notte

 

piccolo sgraziato col volto da bambino
in faccia un po’ di barba capelli biondi
che cadono sul reclino

parlavi con tono un po’ francese
per il tuo bleso
che nella erre non pronunciavi bene

figlio tra altri figli di terra d’Altamura
venuto su nel nord a cercar fortuna
perduto e prigioniero
di un mondo troppo grande

e guardando tutti gl’altri
fratelli come te e figli di una madre
che non riservò riguardo
a uno che diverso
non giunse mai al traguardo

parlavi delle pene che sentono i diversi
per quello che è negato da una natura ingrata
ad essere più amati dai cari che ti tengono
soltanto per avere quel misero denaro

e quella notte che piangevi
come un bimbo abbandonato
ti colsi come un fiore e ti portai con me

per darti da dormire in quella notte fredda
per darti un posto caldo e un po’
di umana comprensione

a te che la vita non rise mai in quel tribolamento
e la parola fine cercasti fino a che non la trovasti
e ancora ti ricordo con la tua erre blesa
in questa notte che non finisce mai

Il Passero

Published in: on dicembre 6, 2012 at 07:02  Comments (13)  

La Chiave

La chiave ha aperto la serratura
solo una volta dentro di me
ed è stato come ricordare di essere vivi
uscire dalla placenta
ingombrante della vita
e rinascere, rinascere.
Rinascere un’altra volta
come allora, come l’attimo
che non possiamo ricordare:
quando siamo stati luce
al contatto con le briciole d’aria.

Sono sicura
che quella è stata la seconda volta
che son nata!
Adesso son di nuovo specchio
specchietto retrovisore.
Dietro di me il tutto e il niente
davanti a me il niente e il tutto,
accanto a me un portachiavi.

Cristiana Calonaci

Published in: on dicembre 6, 2012 at 06:56  Comments (7)