Sì che pensavo d’esserti davanti

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a spianare il sentiero

Molto più spesso invece
gocce fiammate dalla tua
fiaccola ho raccolto
e talvolta nascoste le ho
come ladro negandoti
ritorni di passione.
Altre togliendo forza alla tua
fragilità donatami
in cambio di niente.

Ora che gli anni hanno tolto
superflua energia
bruciare al tuo fuoco
la mia presunzione
m’è più agevole
e accelero il passo
che raggiungerti lo sento
possibile.

E felicità scambiamo
In ogni stagione di questo
tempo che ci rimane.

Carlo Baldi

Published in: on dicembre 10, 2012 at 07:33  Comments (9)  

A tutte le donne

 

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

ALDA MERINI

Published in: on dicembre 10, 2012 at 07:32  Comments (6)  

Les joueurs des cartes – I giocatori di carte

PAUL CÉZANNE  –  1892

Published in: on dicembre 10, 2012 at 07:14  Comments (2)  

Vento

 
dal soffio ciarliero
bricolage di farfalla
piumaggio di zelo.
Vento
hai grida e pianti lontani
rubati alla terra
stordito
attraversi l’orda di guerra
strappi bandiere
scavi vallate
ti spingi fra celesti navate.
Vento
che baci il tremolio del tempo
fiero, al limite del cielo
ti lasci condurre dalla natura
che domina umane pretese.

 Aurelia Tieghi

Published in: on dicembre 10, 2012 at 06:55  Comments (11)  

La scia di un sogno

Avenue

inseguo il tuo profumo
dietro la scia dei passi
nell’ombra lieve
disegnata dal vento

in un tramonto languido
calpesto i giorni;
stingono i colori ed i pensieri
e resto lì
ad odorare quel che rimane d’una scia
assaporando un breve istante di felicità.

astrofelia franca donà

Published in: on dicembre 10, 2012 at 06:55  Comments (4)  

Domenica

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c’era l’odore del caffè dalla cucina
c’era la luce appena appena dalle imposte
a proteggere il nostro lieve sonno del mattino
e prima che tutto cominciasse a camminare verso il giorno.
io andavo a Messa con la mia amica Teresa
l’odore dell’incenso mi inebriava  mi santificava senza nessuno sforzo da parte mia
la luce delle candele era dio in terra                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       che potevo desiderare a 10 anni
se non che tutti i giorni fossero domenica.

Maria Attanasio

Published in: on dicembre 10, 2012 at 06:50  Comments (5)