Ricordando Chagall

Mi sono impastato di colori
fluorescenti per far viva la notte.
Vorrei lasciare l’obiettivo aperto
per tracciare le luci
volteggiando qua e là.
Poi, insieme alla luna
e qualche passante sui tetti,
stendermi in volo su cuscini nebulosi
e guardare stupito il mondo dall’alto.
Mi piacerebbe infilarmi
in tendaggi viola ed aspettare
che canti il gallo e qualcuno
che scenda dai tetti.

Lorenzo Poggi

Published in: on dicembre 11, 2012 at 07:43  Comments (9)  

Addormentarsi adesso

“Addormentarsi adesso
svegliarsi tra cento anni, amor mio…”
“No,
non sono un disertore.
Del resto, il mio secolo non mi fa paura
il mio secolo pieno di miserie e di scandali
il mio secolo coraggioso grande ed eroico.
Non ho mai rimpianto d’esser venuto al mondo troppo presto
sono del ventesimo secolo e ne son fiero.
Mi basta esser là dove sono, tra i nostri,
e battermi per un mondo nuovo…”
“Tra cento anni, amor mio…”
“No,
prima e malgrado tutto.
Il mio secolo che muore e rinasce
il mio secolo
i cui ultimi giorni saranno belli
la mia terribile notte lacerata dai gridi dell’’alba
il mio secolo splenderà di sole, amor mio
come i tuoi occhi…”

NAZIM HIKMET

Published in: on dicembre 11, 2012 at 07:37  Comments (3)  

Aquileia

Tocchi
il repèrto
acèfalo
tronco
di marmo
ròso
da successione,
certo,
del tempo.

Familiare
rugoso,
ti sembra
ed accarezzi,
commosso,
il ruvido
resto.

Al tatto
indugi,
rivedi
rivìgere
il plàcito
in onirica
ebbrezza
di millenni
passati.

Rapido
ti identifichi
al mozzo,
residuo
amaro
della mano
ignota,
esempio
del finire.

Sterile
traccia
nel continuum
di spazio
tempo
scempio
del caso.

E pare
pure
di ricominciare
tutto
daccapo,
ricordando
tutto
il dimenticato
prima da Attila
distrutto . . .
Poi dal sisma.

Ripensi
al buco
nero,
asimmetrico
tetto,
caos
d’ illusione
d’eterno
e… ridi !

Paolo Santangelo

Published in: on dicembre 11, 2012 at 07:34  Comments (24)  

Io (Io in versi)

Raising Hands

Io, io io
ma chi mai entrerà
in un manichino addobbato
di certo non io

sono fiore, uccello, luna e sole
ali di aliante poste ai miei fianchi
mi librano in alto

libellula sembro
la magia di un bosco incantato
e farfalla o fatina divento

mi specchio e mi rifletto
irradio arcobaleno
un suono di arpa
è il vento che vibra
nei salmi di un tempo

racconta il mio cuore
di fiabe, leggende
ricordi e memorie
frammenti dispersi

narro dell’uomo ramingo
nelle strade del mondo
nel silenzio dei passi perduti
di drammi interiori e felici amori

raccolgo i colori
miscelando sentimenti
stemperando bufere
accolgo le piogge
inoltro messaggi di pace
in bottiglie di vetro soffiato

e sono io, ancora io
con gli occhi ridenti
di un’infanzia fermata

guardo l’orizzonte infinito
i pugni chiusi, innalzati al cielo
che schiudo donando speranze
al lettore impaziente
a chi gli occhi non apre

dipingo parole
attingo alla fonte
inesauribile e saggia
che mai non riposa

un volteggio di acrobata
la danza del giorno
un accordo orientale
essenze di spezie

un the o un infuso
un caldo piumino
un morbido cucciolo

un bocciolo di rosa
candido e puro
che dono a Natale
attendo che schiuda
i teneri petali
e profumi ancora
la vita

Maristella Angeli

Published in: on dicembre 11, 2012 at 07:11  Comments (20)  

I ricordi

Night Rider

Cavalco qual sonnambulo la notte
così com’un destriero, il cavaliere,
ad occhi chiusi e quel che non si vede
di giorno, vedo, qual felino aduso.
Mòvo, così, i miei passi in mezzo al buio
tra stuoli di fantasmi
che sfilano, e in omaggio i miei ricordi,
più che doni preziosi, van porgendo.
Tra loro, vago, e un mi segue, e un altro,
e un altro ancora, e poi un altro, e un altro…
finché è disordinata processione
che or m’è dietro, e ora mi oltrepassa,
e poi l’ho ai fianchi, e, anche, mi sovrasta,
quasi un vapore, calmo, che si spande
come la nebbia che infittisce il cielo.
È calca, che ora preme, e io nel mezzo,
e no un rumor che giunga, a dissipare…
Avvolto, alfine, sono in tanta schiuma,
che lievito mi par, che va crescendo,
finché ne è quasi satura, la stanza,
e ha poco spazio il mio respiro, e sento
un misto di gradevole e di amaro.
Inizio a berne, come in mar chi affoga…

Armando Bettozzi

Published in: on dicembre 11, 2012 at 07:06  Comments (4)