Study after Velazquez’s Portrait of Pope Innocent X – Studio su ritratto di Papa Innocenzo X di Velazquez

FRANCIS BACON  –  1953

Published in: on dicembre 15, 2012 at 07:23  Comments (2)  

Difficile…

Difficile definire con chiarezza
l’ineffabile canto d’amore
che il tempo ha lentamente avvelenato.
L’intolleranza che subentra verso l’ignoto,
dove immagini significative sbiadiscono
nel sudiciume e nella negatività,
concentra pensieri malinconici
nel timore di un pericoloso bozzolo
dove regna sovrana l’inquietudine.
Nuovi turbamenti s’addentrano
nelle tenebre di una lunga strada deserta,
dove solo l’aridità avanza
come mostro minaccioso.

Patrizia Mezzogori

Published in: on dicembre 15, 2012 at 07:17  Comments (12)  

Il telecomando

Telecomando

La supponenza, sai, è come il vento
il cuor diviene triste ed un lamento
dovremo alzare al cielo per pregarlo
di liberarci dal molesto tarlo.

Se fosse presunzion giustificata
da conoscenza salda ed accertata
dovremmo, allora sì, ed umilmente
prendere nota e poi tenere a mente.

Ma la disdetta vuole che non sia
così corretta la lor poesia,
e se il canale azzurro è ormai sgradito,

a chi non vuole perder l’appetito,
affettuoso un consiglio voglio dare:
telecomando correre ad usare.

Piero Colonna Romano

Published in: on dicembre 15, 2012 at 07:09  Comments (10)  

Una canzone di Natale

Dicembre
intristisce di gelo rami spogli
le antenne del freddo installate
su piattaforme ingiallite
mandano in onda sentimenti rigidi
come ali di aquila ed artigli
senza incontrare oasi d’amore…
e si accende la stella,
forte di luce incide il calendario
a decorare il freddo di pensieri…
Natale carico di versi
allaccia il mondo,
fasce abbienti poveri d’amore
cercano gioia in scialacqui,
bambini sospesi a fili d’oro
fomentano la lista di regali
mendicanti affollano le soglie
dei supermercati
dove il cuore diventa più buono…
Questo dilagante chiaro scuro
con tutti sfondi e l’ombre
danno vita a un quadro
dove la realtà scintilla e stona
come una canzone di Natale.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on dicembre 15, 2012 at 07:04  Comments (6)  

La mezza età

La mezza età fa a meno di niente, cosa credi?
Metto la bocca, sempre, il mattino
alla finestra
ché l’aria sa di madre, di moglie, di compagna.
Metto la bocca al buco da lettere, al messaggio
alle mie amanti giovani
alla fantasia malata.
Metto la bocca ed entro in discorsi come un falco
come la luna in lago a Ginevra
o dietro casa
negli acquitrini senza quel sale della scienza
che nomina e produce dei miti, metto bocca.
Bandiere rosse quando poi serve
calma e gesti, di pace e comunanza
con chi mi vuole bene.
La mezza età è una mela col torsolo scurito
un po’ di vedovanza per le stagioni andate
la seduzione sempre ben calda e naturale
di chi bellezza ha visto e ne ha prese le misure.
La mezza età mi allunga il caffè
le braccia, il pene
negli attimi che solo un grembiule ti precede
e come San Tommaso ti tocco la ferita.
La mezza età mi fa barcollare, sbadigliare
uccidere gli specchi ed odiare il principale.
La mezza età fa dire a dolcezza
– Vacci piano,
ho dentro dei programmi per te
trattali bene.

Massimo Botturi

Published in: on dicembre 15, 2012 at 07:02  Comments (5)  

Il mio sguardo è nitido come un girasole

 

O meu olhar é nítido como um girassol.
Tenho o costume de andar pelas estradas
Olhando para a direita e para a esquerda,
E de vez em quando olhando para trás…
E o que vejo a cada momento
É aquilo que nunca antes eu tinha visto,
E eu sei dar por isso muito bem…
Sei ter o pasmo essencial
Que tem uma criança se, ao nascer,
Reparasse que nascera deveras…
Sinto-me nascido a cada momento
Para a eterna novidade do Mundo…

Creio no mundo como num malmequer,
Porque o vejo. Mas não penso nele
Porque pensar é não compreender…

O Mundo não se fez para pensarmos nele
(Pensar é estar doente dos olhos)
Mas para olharmos para ele e estarmos de acordo…

Eu não tenho filosofia; tenho sentidos…
Se falo na Natureza não é porque saiba o que ela é,
Mas porque a amo, e amo-a por isso
Porque quem ama nunca sabe o que ama
Nem sabe por que ama, nem o que é amar…

Amar é a eterna inocência,
E a única inocência não pensar…

§

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me…
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero…
Mi sento nascere a ogni momento
per l’eterna novità del Mondo…

Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire…
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso…

Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l’amo, e l’amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare…

Amare è l’ eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare.

FERNANDO PESSOA

Published in: on dicembre 15, 2012 at 06:58  Comments (2)