Questi assurdi spostamenti del cuore

Il mio cuore si muove
non cerca la novità
e nemmeno la diversità
riesce ad ingannarlo.

il mio cuore si muove
sopra un manto increspato
uno sguardo di traverso
una familiarità che già conosco.

un pertugio, uno scorcio
come neve mattutina
freschezza pura, finissima
cristallina.

il mio cuore si muove
nella parte di me sconosciuta
che ignora la sua esistenza
ma che caparbiamente l’attende.

.
Michela Turchi

Published in: on dicembre 17, 2012 at 07:42  Comments (6)  

Sadomaso

SADOMÂṠO

L avêva darsèt ân
e al vivêva con sô pèder,
un ciapaparpâi incucalé,
un pôver forachicàn … puléttic!

I stèven såura un’îṡla
con dla pinpinèla e di ligûr
e l ónnic sô amîg l êra un stróppi
che tótt i vèner quand l êra bûr
i andèven a tèra
a dòn.

E i fèven i sadomâṡo,
con na móccia ed cadän zénng’ frósst
e vî d sêguit,
ciûc patûc d anfe naiv èlcol,
extaṡiè!

Dṡdàndes la matéṅna dåpp,
rifiût stra i sâc dal róssc,
i n s arcurdèven brîṡa
quall ch’i avêven cunbinè
ala nòt.

E dîr che an i amanchèva gnínta.

Fôrsi … la poeṡî.

§

Aveva diciassette anni
e viveva con suo padre,
un acchiappafarfalle rimbambito,
un emarginato… politico!

Abitavano sopra un’isola
con della pimpinella e dei ramarri 
e l’unico suo amico era uno storpio
col quale tutti i venerdì quand’era buio 
andavano a terra
a donne.

E facevano i sadomaso,
con grande quantità di catene cinghie fruste
e via di seguito,
ubriachi fradici d’amfe neve alcol,
extasiati!

Svegliandosi la mattina successiva,
rifiuti fra i sacchi delle immondizie,
non ricordavano
ciò che avevano combinato
la notte.

E dire che non gli mancava niente.

Forse… la poesia.

Sandro Sermenghi

Published in: on dicembre 17, 2012 at 07:28  Comments (3)  

La sera è il mio libro

DER ABEND IST MEIN BUCH

Der Abend ist mein Buch. Ihm prangen
die Deckel purpurn in Damast;
ich löse seine goldnen Spangen
mit kühlen Händen, ohne Hast.

Und lese seine erste Seite,
beglückt durch den vertrauten Ton, –
und lese leiser seine zweite,
und seine dritte träum ich schon.

§

La sera è il mio libro. Risplende,

legato in damasco purpureo.
Su gli aurei fermagli m’indugio,
li schiudon le fresche mie dita.
E leggo la pagina prima:
la fida sua voce mi allieta.
Sussurro quell’altra, più piano …
La terza ?… La terza, già sogno.
.
RAINER MARIA RILKE

Published in: on dicembre 17, 2012 at 07:24  Comments (3)  

Il profumo della notte

https://i1.wp.com/img139.imageshack.us/img139/4932/tenderisthenightbyonehiev6.jpg

Tra i nudi fantasmi d’alberi,
le tinte residue di fiori spossati
e l’umido respiro di una siepe,
si sente il profumo della notte.

Il passo d’autunno fa rumore,
sollecita a discernere i colori
e non a caso svolazzano foglie
a lambire di giallo queste gote.

Su di me è così pallido il sole,
così vaghe sono l’ombre da infilzare
d’aver voglia di luna un po’ guascona
che spilli ai suoi spigoli il cielo;

d’aver voglia di scuotere il buio,
sminuzzare le ore del silenzio
e premere il succo del trambusto.
E di sognare, prima di addormentarmi.

Aurelio Zucchi

29/11/12

Published in: on dicembre 17, 2012 at 07:16  Comments (4)  

Dure a morire

A volte guardo lo specchio
e mi vedo.
Mi guardo,
mi scruto,
mi chiedo: chi sono!

A volte un’ombra mi appare,
a volte una nuova coscienza!

– Che strano, mi dico,
eppure son sempre lo stesso -;
ma nuove ragioni
mi covano dentro,
mi rodono,
mi frugan la mente.

Riguardo al passato,
alle gioie represse,
alle prime lezioni
apprese tra i banchi di scuola
da bimbi più svegli,
cresciuti più in fretta.

E quelle lezioni,
spiegate in silenzio,
ammantate di torbido sesso,
di emozioni smorzate,
di azioni proibite e negate,
rimbalzano dentro
come un vecchio pallone sgonfiato,
che emette un sordo rumore
ad esser calciato,
e che mi sembra galleggi,
ancor oggi,
in mezzo a una pozza
di sporca acqua
rimasta in un angolo buio
d’una strada,
che non è ancora cambiata.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on dicembre 17, 2012 at 07:06  Comments (6)