Studio di mani

 
Mani fervide
nei pezzi di cielo
mani sul petto
per ogni difetto
mani che scavano
sotto i detriti
mani eroiche
trovano miti
 .
Mani tendono
mille tesori
mani strette
nei giorni dei fiori
mani callose
mani d’ortiche
mani infinite
mani amiche.

Aurelia Tieghi

Published in: on dicembre 28, 2012 at 07:35  Comments (7)  

L’onda della sera

L'onda della sera

addolcisce le note su cuscino
s’acqueta il verso duro delle rupi
negli spazi di colpe come spine
vivificate dalla sonnolenza
gocce di silenzio navigando
la notte rappattuma
le dicerie del giorno
tenendo nelle mani una candela
culla il fruscio dell’onde
nel cammino
si incontrano dolci di ricordi
che infondono gioia di lacrime
balzano sui lassi di memorie
nei centri dove brillano gli amori
conduce un vento dolce
dove l’onda si placa
e si condensa
nella sede fantastica di sogni.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on dicembre 28, 2012 at 07:29  Comments (9)  

Lettera al Dott. Prof. Sen. Monti

(e p.c. al Ministro Prof.ssa Coccodrillelsa)

Ormai è sicuro che sei senza pietà,
ti maceri a letto perché cresce l’età,
la caccia ai tapini è la tua vocazione
e daccela dunque una sana lezione!

Se quindi vorrai far più serie le cose
azzeraci adesso le ferie onerose.
Di poi per schiarire la rea situazione
azzera fin d’ora la liquidazione.

Per il tuo operar l’inflazione dilaga
tagliarci potrai pure la busta paga.
Per fare dispetto a quei bui sindacati
via, aumenta la schiera dei disoccupati.

Sapendo che vuoi la salute normale
di certo pagar ci farai l’ospedale.
Se dopo lo scopo è quadrare il bilancio
da casa, per legge, che arrivi il buon rancio.
Quadrar quel bilancio è di certo il tuo fine
e ci pagheremo anche le medicine.

La scuola statale, che tragico danno!
sbilancia il bilancio vieppiù d’anno in anno
e chiudila! e falla ‘sta bella pensata:
chi proprio la vuol faccia quella privata.

Ti han detto che c’è corruzion dilagante,
e con gran fastidio tu chiudi le ante,
così che i consoci di questo festino
non sian disturbati nemmeno un pochino.

Così per concludere ed evitar danni,
pensionaci pure vers’i novant’anni.
E già che ci siamo potrai, con tuo dire,
camposanti abrogare e là costruire.

Quell’alta finanza da cui tu dipendi
sì ti sarà grata con gran dividendi
e poi nelle City più ricche del mondo
di marmo il tuo busto vedremo giocondo.

Piero Colonna Romano

Published in: on dicembre 28, 2012 at 07:21  Comments (26)  

Fermarsi tra i boschi in una sera di neve

STOPPING BY WOODS ON A SNOWY EVENING

Whose woods these are I think I know.
His house is in the village though;
He will not see me stopping here
To watch his woods fill up with snow.

My little horse must think it queer
To stop without a farmhouse near
Between the woods and frozen lake
The darkest evening of the year.

He gives his harness bells a shake
To ask if there is some mistake.
The only other sound’s the sweep
Of easy wind and downy flake.

The woods are lovely, dark and deep.
But I have promises to keep,
And miles to go before I sleep,
And miles to go before I sleep.

§

Penso di sapere di chi siano questi boschi.
La sua casa è nel villaggio, comunque.
Lui non mi vedrà fermarmi qui
a guardare i suoi boschi riempirsi di neve.

Il mio piccolo cavallo deve pensare che è strano
fermarci qui senza una fattoria vicino
tra i boschi e un lago ghiacciato
nella sera più buia dell’anno.

Dà una scossa ai sonagli della sua bardatura
per domandare se c’è qualche errore.
Il solo altro suono è lo scorrere
del lieve vento e dei soffici fiocchi.

I boschi sono belli, scuri e profondi,
Ma ho promesse da non tradire,
e miglia da percorrere prima di dormire,
e miglia da percorrere prima di dormire.

ROBERT FROST

Published in: on dicembre 28, 2012 at 07:12  Comments (3)  

Così mi distraggo un poco

Mammola

a raccogliere sparsi
un po’ codardi
petali di oleandro
mettermi tra i ricci
garofani feriti
dalla pioggia
accostare la mano
alla vivida pittura
di fiori
che il gelo non
m’ha rubato
baciare con palpebre
di labbra gonfie
la mammola viola
e seguire molle
il lento cammino
del fiume che
sfiora d’anche e
sussulta.
 
Poi rivarco la soglia
e vi vedo dormire
accostati come persiane
a riposo
piccoli e grandi
abbarbicati al sonno
domati come
sogna una rosa
e il silenzio vergine
di guerra
mi fa scrivere di voi
una delle mie
che cerca
senza piume
e senza corona
di volare.

Tinti Baldini

Published in: on dicembre 28, 2012 at 07:09  Comments (13)