LA VERA SCELTA

Cari cantierini, per il nuovo anno, in attesa di un mondo nuovo e migliore, senza mai perdere la speranza, vi invio un pensiero su cui riflettere e vi abbraccio con un forte augurio.

Tinti

§

La vera scelta non è tra non violenza e violenza ma tra non violenza e non esistenza. Se non riusciremo a vivere come fratelli moriremo tutti come stolti

MARTIN LUTHER KING

Published in: on dicembre 31, 2012 at 08:24  Comments (11)  

Al tocco della mezzanotte

Non chiederò al nuovo anno
nulla di più e nulla di diverso
di quanto giorno dopo giorno
io già non chieda a quel futuro
che da canguro vuole travestirsi
per fare un salto troppo lungo
mentre all’indietro scalcia di sé
per diluirsi in questo mio presente.

Se al tocco della mezzanotte
lassù nel cielo ci sarà la luna,
io la vedrò uguale a sempre,
amata complice e discreta spia
di un notturno culla ed abbandono.
Eventuali stelle in bella mostra
saranno ancora assai distanti,
teste di spilli in una controluce.

Se scenderà fittissima la pioggia,
di certo pioggia d’oro non sarà.
Solo la neve qui potrebbe dare
la bianca quiete alla baldoria.
Il mare sempre comunque c’è
e, pur lontano, è a me vicino
come l’amor che sento dentro
appena lei mi pensa un po’.

Di là, sul freddo marciapiede,
un randagio troverà randagi,
bastardi a fargli compagnia
tra vecchie luci e nuove ombre
dove non trova un padrone amico.

Al tocco della mezzanotte
berrò un quarto d’abituale rosso
che sottobraccio poi mi prenderà
fino ad aprire il sipario sonno
nell’attesa d’un nuovo dì clemente.

Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 31, 2012 at 08:00  Comments (5)  

Sera

TARDE

Tarde lluviosa en gris cansado,
y sigue el caminar.
Los árboles marchitos.
Mi cuarto solitario.
Y los retratos viejos
Y el libro sin cortar…

Chorrea la tristeza por los muebles
y por mi alma.
Quizá
no tenga para mí Naturaleza
el pecho de cristal.

Y me duele la carne del corazón
y la carne del alma.
Y al hablar,
se quedan mis palabras en el aire
como corchos sobre agua.

Sólo por tus ojos
sufro yo este mal,
tristezas de antaño
y las que vendrán.

Tarde lluviosa en gris cansado,
y sigue el caminar.

§

Sera piovosa in grigio stanco.
Tutto è così.
Gli alberi secchi
la mia stanza solitaria.
E i ritratti vecchi
e il libro intonso…
Trasuda la tristezza dai mobili
e dall’anima.
Forse
la Natura ha per me
il cuore di cristallo.
E mi duole la carne del cuore
e la carne dell’anima.
E parlando
le mie parole restano nell’aria
come sugheri sull’acqua.
Solo per i tuoi occhi
soffro questo male;
tristezze del passato
tristezze che verranno.
Sera piovosa in grigio stanco.
E va la vita.

FEDERICO GARCIA LORCA
Published in: on dicembre 31, 2012 at 07:36  Comments (2)  

Ed era ieri

Barefoot2

Io non ho mare che romba
e spezza i muri;
tempesta che falcidia con occhi sale e spume.
Né mille carovane tre remi
dardi in fuoco
catapultati come la grandine ai miei vetri.
Eppure alla sottana mi riverisco ancora
al limite felice dove si posa il capo
con le carezze d’una che è madre.
E il consolare
di un canto voce pozzo profondo
mani ròse
capaci a riversare l’amore, prima ancora
che dio inventasse l’ombra d’amore;
prima ancora
del seme del peccato, la fame e la paura.

Là come le fanciulle di Tebe io sospiro
mi scordo le preghiere
perché mi venga un rito
un verso primordiale perfetto
quella ninna
che in pace mette il corpo e lo spirito indomato.

Così che possa meglio conoscermi colei
la cui matassa ha origine e fine.
Frutto antico
mi metterà tra i mirti ed i cedri
o in tasca al vento;
quello argilloso del sedici aprile
quello freddo
che sciacqua per i campi cercando uva e pane.
Quello caldo
sulle terrazze larghe di Positano in fiore;
sul brecciolo di questo cortile
dove solo, toglievo scarpe e vizio di giochi
ed era ieri.

Massimo Botturi

Published in: on dicembre 31, 2012 at 07:35  Comments (3)  

Sempre più spesso

 
Sempre più spesso
mi trovo con la penna in mano
e senza parole
 .
Mi trovo a leggere
memorie antiche
di tempi lontani
Cerco in loro affinità
ai giorni nostri
come se ciò rendesse il mondo migliore
 .
A dimostrare che nulla è nuovo
e sempre uguale è la morale
La vita, la società, poco varia 
 .
Tutto dà senso alla monotonia
come indossare un vecchio abito
che odora di naftalina
 .
Saziarsi con il piatto cotto il giorno prima
e  scoprire che il sapore è mutato
Ha perso freschezza
 .
Cerco in questo mondo
nuovo il filo conduttore della vita
mentre i miei anni lo assottigliano
 .
Il cuore resta silenzioso
La voce rimane in gola
vome temesse essere banale
 .
I gesti sono passi lenti, insicuri
Non conoscere cosa c’è
oltre la porta del domani
mi rende ansiosa
 .
Trovo certezze tra le parole sagge
dell’esperienza di vita vissuta
ma è quella la verità?
 .
Ma la certezza che non sosta in me è altro?
O futile illusione di saggezza altrui
concetto astratto
secondo la linea di pensiero.
 .
Concezione di vita ormai vissuta
senza più ossigeno in balia di altrui pensieri.

Gianna Faraon

Published in: on dicembre 31, 2012 at 07:33  Comments (3)  

Bianchi batuffoli

 
 
Bianchi  batuffoli qui aleggiano
nell’aere, i pappi, piumoso dono
del pioppo al venir de la primavera,
a lor vorrei lanciare  i miei pensieri:
quale il timor? Perché la mente frena?
Che i cattivi poi il vento non disperda
e un dì più grevi poi  possan ritornar,
che gli allegri  a terra poi in nivea coltre
non gentil piede li vada a calpestare,
così nel dubbio me li tengo questi
sperando che i buoni vincan i cattivi,
quelli lasciando così liberi e leggeri
che il piacer sol di contemplarli 
all’animo porti più serenità.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on dicembre 31, 2012 at 07:15  Comments (8)