Liberi pensieri

Sulla pelle acqua fredda,
succo di mondo sulla bocca,
folli corse per nulla,
e la stanchezza, felice.

Mi figuro ormai le nostre labbra.
meraviglia riconoscersi
nello scapolo corpo.
quel vuoto s’affolla
In ricordi mai avuti
perché vivi

Resto lì ad aspettarti,
ad aspettarci, lo sai
dietro la finestra
coi suoi artigli
la carne ti inchioda
e va anche oltre.

Tardare è l’anelito
che grida il nostro essere
tragicamente immobili calmi
cerchiamo il nostro
diritto a nascere.

Il mondo è sospettoso di noi
egli sa di due esseri disposti
a cercare un’ uscita verso
la magia del vivere.

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 27, 2013 at 07:43  Comments (3)  

Il gatto e la rosa

Mi accolgo qui
in fusa d’incenso.
(Una penna, una carezza
un foglio al rovescio
da inventare soltanto).
Miagolìo d’odor arancione;
nella notte,
compagnia tra le mie mani,
arrendevole diventa l’aria
tra le polveri d’armonia silenziosa.

E si demoralizza
questo bicchiere
nella mia calligrafia
di brutta copia
in movimentata ombra
di candela accesa;
il timido chiasso
catturato nel bacio di rosa:
curata nell’esser appassita
dagli sguardi
ovattati d’amore.

Glò

Published in: on gennaio 27, 2013 at 07:26  Comments (4)  

Traducendo Brecht

Un grande temporale
per tutto il pomeriggio si è attorcigliato
sui tetti prima di rompere in lampi, acqua.
Fissavo versi di cemento e di vetro
dov’erano grida e piaghe murate e membra
anche di me, cui sopravvivo. Con cautela, guardando
ora i tegoli battagliati ora la pagina secca,
ascoltavo morire
la parola d’un poeta o mutarsi
in altra, non per noi più, voce. Gli oppressi
sono oppressi e tranquilli, gli oppressori tranquilli
parlano nei telefoni, l’odio è cortese, io stesso
credo di non sapere più di chi è la colpa.

Scrivi mi dico, odia
chi con dolcezza guida al niente
gli uomini e le donne che con te si accompagnano
e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici
scrivi anche il tuo nome. Il temporale
è sparito con enfasi. La natura
per imitare le battaglie è troppo debole. La poesia
non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi.

FRANCO FORTINI

Published in: on gennaio 27, 2013 at 07:08  Comments (3)  

Follia

 
Il vento
fuori dalla finestra
insinua voci
tra le mie preghiere
e la luce dei lampi
nel buio della stanza
disegna risposte
che non so leggere.
Nella penombra
il sussurro è quasi pensiero
man mano
che negli anni
ho perso la voce,
senza risposte
senza calore
e mi trovo a pensare
che davvero potrei essere qui
a parlare da solo
ed il mio amore
per te
soltanto follia.

Gian Luca Sechi

Published in: on gennaio 27, 2013 at 07:07  Comments (2)  

Oggi ricordo frammenti di orrore…di terrore

 
Nel giorno della Memoria oggi forti
tornano memorie al cuore e alla mente,
piange il primo freme sì forte la seconda
allor che  il Male assoluto nel cieco Mondo
con di questo l’assoluto silenzio forte forte
terrore orrore morte seminava sappiam quanto.
Risuonano ancor oggi  i miei forti violenti passi
per scacciar l’angoscia e la paura del momento
come allora sul selciato largo e vuoto che alla vision
inizia di una città spettrale di morte e di camini
lungo le rive di un  Danubio che pigro nella nebbia
scorreva in una triste lontana giornata di Novembre
dove spenta per non scorrer più  la vita fu
in modo atroce e vile di umane vite ah quante
con  il mio debol essere tramortito non atto
il moto a varcarne la soglia  tremendo quel  suono
secco delle scarpe mie tremendi quei gradini
di salita ma nel pianto certo ero ben sicuro
che povere Anime morte lì vicino leggendo
il mio distrutto errante  pensier benevoli
a quel mio come irriverente impedimento
facevan come  ai miei passi struggente compagnia.
Corre il pensiero ancora e forte ai milioni
di bimbi mai cresciuti mai diventati grandi
nella dolce oscurità che ne protegge la memoria
sento scandire da voce amica e protettiva
nomi cognomi nazioni anni che per tanti
la decina è un vanto speranze deluse spente:
oggi bambini miei non sono qui a Binasco
ma ripercorro come quel giorno  lì  nel silenzio
affranto quel tratto buio ma dolce  a Voi amico
son qui presente ecco nello  Yad Vashem che
voi  ricorda e a ciascuno di Voi faccio oggi compagnia.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on gennaio 27, 2013 at 06:53  Comments (7)