Nel giardino

DANS LE JARDIN

La jeune dame qui marche sur la pelouse
Devant l’été paré de pommes et d’appas,
Quand des heures Midi comblé jette les douze,
Dans cette plénitude arrêtant ses beaux pas,

A dit un jour, tragique abandonnée – épouse –
A la Mort séduisant son Poëte : “Trépas !
Tu mens. Ô vain climat nul ! je me sais jalouse
Du faux Éden que, triste, il n’habitera pas.”

Voilà pourquoi les fleurs profondes de la terre
L’aiment avec silence et savoir et mystère,
Tandis que dans leur coeur songe le pur pollen :

Et lui, lorsque la brise, ivre de ces délices,
Suspend encore un nom qui ravit les calices,
A voix faible, parfois, appelle bas : Ellen !

§

La giovane donna che avanza sul prato
Innanzi all’estate adorna di pomi e di grazie,
Quando delle ore il pieno mezzodì scocca le dodici,
In quella pienezza fermando i bei passi,

Disse un giorno, tragica abbandonata, – sposa –
Alla morte che seduceva il suo Poeta: Trapasso!
Tu menti. O vano clima nullo! io mi so gelosa
Del falso Eden che, triste, egli non abiterà.

Ecco perché i fiori profondi della terra
L’amano con silenzio e scienza e mistero,
Mentre nel loro cuore sogna il puro polline:

Ed egli, quando la brezza, ebbra di delizie,
Sospende per un attimo un nome che i calici rapisce,
Con voce flebile, talvolta, chiama piano: Ellen!

STÉPHANE MALLARMÉ

Published in: on febbraio 6, 2013 at 07:25  Comments (4)  

Comprendere

 
Ora capisco il tuo sentire
ora capisco il tuo vedere

quando sali lassù a toccare le stelle
sei tu
poi ricadi
nella putrida bolgia a sporcare di nuovo
le tue ali argentate che sanno di buono

son voli dell’animo che riempiono sempre
il nostro cammino che perso diventa
pensando al bambino che abbiamo tradito

per quel che vissuto scegliemmo di avere
piuttosto che essere ancor quel bambino
che crescendo diventa quel che non è

Il Passero

Published in: on febbraio 6, 2013 at 07:14  Comments (18)  

Sempre ti ritrovo

Cinquecento
 
Nel garage ti ritrovo come i sogni nella mente
ora in bacheca il mio braccio destro!
Andavamo da per tutto
quante volte a retro marcia
sempre piena come un uovo
di bambini e passeggini
tante borse della spesa
nella neve, nella piazza
soprattutto al lavoro
verso il mare in piena estate
che momenti  favolosi
come faccio a non pensarti!
sei una storia una foglia d’ocra
che a volte rinverdisce in sfilate d’altri tempi
sei la mia CINQUECENTO.

Rosy Giglio

Published in: on febbraio 6, 2013 at 07:06  Comments (13)  

Dolor che non si spegne e si rinnova

Abbandonato il giardino ha il pettirosso
in altri lidi da qui lontan si è avventurato
or su le brocche antiche e le nascenti foglie
del vetusto d’anni nespol dal rigor del verno
tanto tormentato liete dal volo saltellan quattro
capinere vite e natura nel tempo si rinnovan
pur non si spegne e si rinnova nelle mutate
stagion al tuo pensier al ricordo il dolor mio.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 6, 2013 at 07:01  Comments (21)  

Memoria

Pioggia di piombo
ad oscurare il cielo
buio nel silenzio di morte
mani tese a chiedere aiuto

fili di seta i sogni di ieri
filo spinato negli sguardi atterriti
campi di sterminio
e la luce che manca
la morte che spegne
la speranza

la memoria resta
che strazia

Maristella Angeli

Published in: on febbraio 6, 2013 at 07:00  Comments (18)