Un piccolo spazio umano

 
Mille cose ti rivelano:
il tuo passo inquieto,
la tua voce che chiama e ordina,
il tuo acre intercalare
che si insinua tra il bisogno di parlare
e le luci diafane del tuo ego
dai contorni ora impenetrabili, ora pervi.
“Ho bisogno di respirare aria,
di capire questi fogli, la novità del giorno”
-mi dici-
mentre cerchi la tua risorsa in una sigaretta
e mi siedi di fronte.
La mia voce non risponde, non obbedisce,
si afferra alla saggezza delle cose,
scardina, riadatta,
ti sbircia, ti vede, alla fine, senza guardarti, ti parla.
La nostra mente, di fronte ai fogli inchiostrati,
di  fronte all’astratta novità del  mattino,
retrocede.
Un mondo separato, un mondo verticale,
ci chiama  con cenni.
Cenni lontani, solo cenni,
idioma dei  nostri timori, dei nostri indugi
che trasmutandosi ci trasformano.
E’ laggiù,
in quei cenni remoti, la nostra sfida quotidiana.
In quelle frasi, in quelle immagini
che vanno con noi, per noi e senza di noi,
oltre il visibile.
Celato nel foglio, nel fumo della tua sigaretta,
si rinvigorisce un mondo impercettibile
che ci allontana dall’apparenza,dalla finzione,
con ombre che ci confondono e ci umiliano.
Volano nomi tra noi con noncuranza, con tenerezza,
vezzeggiamo sentimenti e gesti
in un tempo e in uno spazio umano
che sposta il nostro orizzonte,
musica e colori che si avviano verso l’infinito.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on febbraio 22, 2013 at 07:44  Comments (4)  

Come zolfo

Old lovers

Quotidiana fonte di calore buono
Le tue gambe cerco e
le intreccio alle mie
mentre vigile sonno
stai vivendo

Sorpresa fingi e un po’ mi scansi
e chiamarmi quindi
a collaudati promettenti nodi
m’induci senza fretta

Amor mio maturo che ti
racconti a me come ancora ti
palesavi quando i nostri
serali incontri
duravano il tempo
d’uno sceneggiato tivvù
patito dai tuoi per l’agio di
concederci un amor fugace
in altra stanza

Tant’anni lontani quei baci
violenti o teneri
appena poggiati premessa
o conclusione alla sinfonia
che insieme imbastivamo…
ancor non s’è conclusa

e…
basterà che la mia gamba
approdi infine alla tenera nicchia
che ancora sperimenteremo
della nostra individualità
la potenza dell’abdicazione
la perfezione della sconfitta

… e come zolfo sublimeremo

Perduti saremo una volta ancora
epperciò
insopprimibile premessa
…a ritrovarsi.

Carlo Baldi

Published in: on febbraio 22, 2013 at 07:26  Comments (12)  

Carezze e amore

 
Non cercarmi
se vuoi ballare il rumore,
nelle risate alle lacrime,
tra voci alterate da allegrie sfrenate.
 .
Io sono in un sussurro di passione,
tra carezze sfioranti
e sorrisi d’anima negli occhi
che rispecchiano l’amore.

Elide Colombo

Published in: on febbraio 22, 2013 at 07:14  Comments (6)  

Piangete amanti

Piangete, amanti, poi che piange Amore,
udendo qual cagion lui fa plorare.
Amor sente a Pietà donne chiamare,
mostrando amaro duol per li occhi fore,

perché villana Morte in gentil core
ha miso il suo crudele adoperare,
guastando ciò che al mondo è da laudare
in gentil donna sovra de l’onore.

Audite quanto Amor le fece orranza,
ch’io ’l vidi lamentare in forma vera
sovra la morta imagine avvenente;

e riguardava ver lo ciel sovente,
ove l’alma gentil già locata era,
che donna fu di sì gaia sembianza.

DANTE ALIGHIERI

Published in: on febbraio 22, 2013 at 07:07  Comments (5)  

La prossima poesia

Balcone

La prossima poesia che scriverò; sarà sul dorso rosato
salirà alla somma guglia dell’albero in giardino
avrà un soffitto intriso di vertigine
sotto lampada lunare la vorrò creare.
Nella prossima poesia il muschio
canticchierà acqua sulla mia sete
e l’abisso non sarà simile al vuoto.

Una frenesia verde oasi e mussola
della mia sintonia, nuova si plasmerà
come il vaso di terracotta sul balconcino
la prossima poesia che scriverò
sarà funambola fioritura
verso il rosso chiarore
salirà lieve il sole neve scioglierà.

Aurelia Tieghi

Published in: on febbraio 22, 2013 at 07:06  Comments (10)