I cieli sono uguali

LOS CIELOS SON IGUALES

Los cielos son iguales.
Azules, grises, negros,
Se repiten encima
Del naranjo o la piedra:
Nos acerca mirarlos.
Las estrellas suprimen,
De lejanas que son,
Las distancias del mundo.
Si queremos juntarnos,
Nunca mires delante:
Todo lleno de abismos,
De fechas y de leguas.
Déjate bien flotar
Sobre el mar o la hierba,
Inmóvil, cara al cielo.
Te sentirás hundir
Despacio, hacia lo alto,
En la vida del aire.
Y nos encontraremos
Sobre las diferencias
Invencibles, arenas,
Rocas, años, ya solos,
Nadadores celestes,
Náufragos de los cielos.

§

I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l’arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane,
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull’erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l’alto,
nella vita dell’aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

PEDRO SALINAS Y SERRANO

Published in: on marzo 9, 2013 at 07:42  Comments (1)  

La mezzaluna

Lei frantumava il letto del trito
più capace
di un lanciatore al circo, le maniche arretrate.
Mia madre era l’edicola in strada
e il suo lumino, me là seduto
a chiederle storie: guerra e amore.

Così che le venisse giù un pianto, senza dire
se fosse la cipolla a spiegarlo
o le sue fughe, nelle nottate tutte tamburo
e fuoco in casa.

Di lei m’è presa quella abitudine paesana
del fazzoletto sempre a portata.
Piegato sì che il sangue ne resti un po’ nascosto
come quei fiori in mezzo alle pagine
ormai morti; ma belli
come braccia spiegate in un perdono.

Massimo Botturi

Published in: on marzo 9, 2013 at 07:27  Comments (5)  

Riesco a mangiare solo pane burro e marmellata

 
Riesco a mangiare solo pane burro e marmellata
Vorrei che ogni pasto fosse colazione
Imbandisco la tavola come si fa al mattino
Amo l’ inizio del giorno
Quando mi butto fra gli altri
E nelle mille cose da fare ti posso dimenticare
Detesto la notte e le lenzuola vuote
E riempio di lacrime e brividi
La tua lontananza

azzurrabianca

Published in: on marzo 9, 2013 at 07:12  Comments (4)  

Femme fatale

Con tacchi a spillo e calze nere
e quella gonna giusta al taglio
le tue gambe fai intravedere
il mio sguardo è poi un abbaglio

nel guardare quei tuoi occhi
della notte, neri e sol da bere
coi tuoi gesti mi abbalocchi
perdo il filo poi mi tocchi

Le mie mani poi infilare
tra le calze tue e strappare
la passione è come un tarlo

e tu mi turbi e tu sai farlo
ma ci giochi e col tuo vanto
ti chiedi se mai oserò tanto

Il Passero

Published in: on marzo 9, 2013 at 07:00  Comments (4)  

La benefica acqua di Roberta

Acqua nel deserto

Questa volta è con particolare piacere che  presentiamo la nuova opera della nostra Roberta Bagnoli. La sua non è solo una raccolta di poesie, incentrata sul tema dell’amore nell’accezione più vasta del termine, quell’amore che solo può salvarci in quest’epoca arida e delusa che stiamo vivendo. Il suo è un gesto d’amore in senso stretto, un piccolo contributo per alleviare la sofferenza dei nostri più piccoli e sfortunati compagni di viaggio. Il ricavato della vendita di questo volume sarà interamente devoluto ai pazienti dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Chi volesse acquistare il volume,  unendo il piacere di ritrovare l’arte poetica di Roberta ad un gesto di autentica solidarietà, potrà rivolgersi direttamente a lei (indirizzo mail <recence@alice.it>). La raccolta si intitola “Acqua nel deserto“, e qui sopra ne vedete la copertina (illustrata dalla nostra Maristella Angeli, un’altra sorpresa). Vi offriamo qui anche un estratto dalla prefazione di Rosanna Menghini. Buona lettura, e portate tanta acqua al mulino della solidarietà!

§

Leggendo le liriche della sua ultima raccolta, la quinta appunto, ho avuto netta la sensazione dello sforzo poetico, del suo volo “visionario”, già in embrione, maturato attraverso le sue precedenti raccolte. Mi riallaccio alla sua breve premessa, ed è così che va interpretata, una visione meravigliosa, una visione purtroppo inattuabile ai nostri giorni, ma non per questo impraticabile. Roberta non ha alcun dubbio nell’indicare a penna sofferta e braccia aperte che solo l’Acqua misericordiosa dell’Amore può salvarci dal deserto attuale che ci avvinghia tutti in una morsa stretta di vuoto economico e povertà morale: “Acqua nel deserto/ polla provvidenziale/ zampilli

Rosanna Menghini

 

Published in: on marzo 9, 2013 at 06:53  Comments (5)  

Venuto al mondo

dentro la distruzione
dentro un colore grigio.
Dentro la disperazione
esiste ancora la vita.
Una gemma
un fotografo di pozzanghere
un poeta che dice la poesia
essere Dio che sente
la mancanza degli uomini.
La vita ci riconsegna
un significato
nel momento
perduto
nel filo spezzato
nell’ovulo cieco
sprecato.
La vita
È figlia
sempre di una guerra
di una lotta
che cerca
chi non
l’abbandona
mai.

Cristiana Calonaci

Published in: on marzo 9, 2013 at 06:52  Comments (1)