Immagine

In quanti specchi ti rifletti
in quelli dorati dei saloni,
dove si svolgono le grandi feste,
là dove dame ingioiellate si ammirano,
si compiacciono per la loro bellezza,
valorizzata dai raffinati gioielli.
Nei bagni pubblici, in quegli specchi,
ricoperti di polvere mista ad acqua, che quasi non ti vedi.
Nelle acque cristalline di un laghetto di montagna,
dove, oltre la tua immagine,
si riflettono le nubi bianche spinte dal vento.
Nelle acque profonde del mare, quando,
seduta su uno scoglio guardi i fondali.
Nello specchietto retrovisore della tua auto in corsa,
mentre osservi chi sta dietro di te, non cambi la tua
immagine è sempre uguale, solo i tuoi occhi possono cambiare
quando incontrano l’amore.

Gianna Faraon

Published in: on marzo 11, 2013 at 07:46  Comments (6)  

Y aún dicen que el pescado es caro – Dicono che il pesce è caro

JOAQUÍN SOROLLA Y BASTIDA  –  1894

Published in: on marzo 11, 2013 at 07:28  Comments (1)  

Qual rugiada e qual pianto

Qual rugiada e qual pianto,

quai lacrime eran quelle

che sparger vidi dal notturno manto

e dal candido volto delle stelle?

E perchè seminò la bianca luna

di cristalline stelle un puro nembo

a l’erba fresca in grembo?

Perchè nell’aria bruna

s’udian quasi dolendo, intorno intorno

gir l’aure insino al giorno?

Fur segni forse de la tua partita,

vita de la mia vita?

TORQUATO TASSO

Published in: on marzo 11, 2013 at 07:25  Comments (2)  

E’ solo una poesia d’amore

L’eternità scocca nel timbro
del tempo,
freddato da lento,
inesorabile trasporto:
non cede,
non soffre
memorizza soltanto.
Non carezze ricordate
nella culla d’un prezioso scrigno
e nemmeno il far l’amore
tra l’amore che accende sguardi
sospesi su di te,
anima mia,
tu,
appoggiata nel fluire
dei miei giorni
docili e rannicchiati
[qualche volta]
nel pesante sperpero
di quotidiane e irrevocabili tristezze.

Il domani zampilla
nel profumo di un fiore
protetto tra i versi d’un libro
forse già scritto
[ma ancora inesistente].
Sto difendendo
un rumore imbiancato
di pagine ancora da dimorare
con i sospiri che ancora una volta
mi saprai offrire
facendomi impazzire di vita
nei baci ossigenati
tatuati nel mio petto,
pronto a disegnare
nel calore dell’esistenza
lo scorrere mai scontato
della [mia viva e costante] infatuazione

Glò

Published in: on marzo 11, 2013 at 07:18  Comments (4)  

Vertigine cabalistica

Vorrei precipitarmi nella fertilità di un vuoto
dove l’amore è la più nera vertigine lubrica
ed inerpicare come infrangibile capricorno
la conoscenza di quello che non è ma che
si fa vero nell’inquetudine più mortale.
Forse dei demoni organici parassitari
stanno accampati su di me e si vede
fiatando gli eterni di minuti primi.
Fagocitandosi qualità intellettive
Prendono cura e ore del giorno.
Verranno ed andranno ospiti
suggerendo astute minuzie
lasciandomi udire disegni
formando l’anima intera
ad un bene ch’è ignoto
E nulla finirà per noi
Che apparteniamo
qui ci ascoltiamo
noi sipari a dei
Mi si dice ora
Che noi soli
stiamo dei
mediatici
per uno
come
uno
su
0

Antonio Blunda

Published in: on marzo 11, 2013 at 07:10  Comments (3)  

La notte mi esercito a morire

 
 
La disattenzione verso qualsiasi stile
ed i tuoi gendarmi del cuore
due soldatini di piombo davvero incazzati
che mi fan correre come un bambino
a cui manca la luce.
Oh, allelujah! Lascia stare le mutande
i soldati se ne vanno lentamente
solcando il terreno
come un volto
e ho spento finalmente la radio, per sempre!
Non ti frequento più
e la notte mi esercito a morire.

Massimo Pastore

Published in: on marzo 11, 2013 at 07:04  Comments (2)