L’odore dell’inverno

Beccaccia

Il tempo dapprincipio fu bello,
calmo. Schiamazzavano i
tordi, e nelle paludi qualcosa di vivo
faceva un brusio, come se
soffiasse in una bottiglia vuota.
Passò a volo una beccaccia e
nell’aria con allegri rimbombi.
Ma quando nel bosco si fece
buio e soffiò da oriente un vento
freddo e penetrante, tutto tacque.
Sulle pozzanghere si allungarono
degli aghetti di ghiaccio.
Il bosco divenne squallido, solitario.
Si sentì l’odore dell’inverno.

ANTON PAVLOVIČ ČECHOV

Published in: on marzo 15, 2013 at 07:48  Comments (2)  

Piccola Venere

Dio come è facile perdersi d’amore
in strade sconosciute o dimenticate!
Vorrei mettere in versi queste sensazioni
ma mi sento vuoto e lontano da tutto…
anche da te e ti cerco disperatamente
per sentire vivere ancora la “mia” poesia
nella quale come in un mare si riversa
il fiume di tutto ciò che sono dentro.
Dio come è difficile questo sentiero!
Sono tornato laggiù e sembra di vederti,
vorrei parlarti ma il tuo volto è triste
come la sera che docile scende su di noi.
Qui c’è ancora luce mentre lì sembra già
un cielo che si spegne e lascia il posto
ai lampioni di quei viali dove io ero,
da dove la vita segnata mi ha rapito.
Stanco del viaggio tra sogno e realtà
mi chiedo se ci sei, se sei andata via stanca
dell’attesa di un uomo senza più pace,
smarrito nel suo tempo di esistenza,
se sei stanca di un amore troppo pesante.
Piccola Venere in quale dimensione sei?
Staserà entrerò nel tuo letto anch’io stanco,
cercherò pace tra le tue esili braccia,
nella tua voce che sussurra lieve..ti amo…
E scivolerò così nel sonno che sarà
il sentiero del sogno che mi porti dove
esiste la segreta realtà che voglio per noi.

Claudio Pompi

Published in: on marzo 15, 2013 at 07:46  Comments (6)  

Mattino

 
svaniscono le tenebre
dalla finestra
entra di traverso
un raggio di sole
vivono
in una fantastica danza
invisibili granelli di polvere
e
in un bicchiere di vetro
il loro meraviglioso mondo
si frange in mille colori
lentamente fuori
si schiudono i fiori

Giovanni De Simone

Published in: on marzo 15, 2013 at 07:43  Comments (8)  

Dirompente

che mi sobbarco la normalità
con le mie ore d’aria, qui m’accuso.
Dico ciò che fa male
senza l’impaccio del bon ton
denudo i miei pensieri _vie dirette_
perché non sia loquela dissociata
madre non un lamento
donna di salti e voli irregolari. Alla licenza
stocco.
Mi prende a parte un dissuasore
:non è così che si colpisce il centro!

Ma quale centro è questo
che fa mettere maschere __che fa
rivestire di rose la paura?

Un guizzo di sospetto anche si estende
in conseguenze accusatorie.
__si vergogni, signora essere umano,
tanti vorrebbero il suo posto, al sole, al buio,
nell’immediato o nel futuro e lei
che si risveglia un altro giorno ancora
non sa apprezzare e farselo piacere__

Va tutto bene _dicono_ e a ragione.
Se tutto questo accade
se raccomando al cuore di fermarsi nel sonno
se prego un dio colpevole d’eterno,
son io che non so reggere la piena
(l’amore non è un argine)
ai tentativi d’evasione.

Cristina Bove

Published in: on marzo 15, 2013 at 06:56  Comments (6)  

Dignitosa fuga

Dignitosa fuga

La totale indifferenza…
confermata dai silenzi

Una grande indignazione
per le tante incomprensioni,

e com’equa variante
anche gli occhi fulminanti

I contrasti sono tanti,
e le parole inesistenti

Gli spazi son racchiusi
e l’aria asfissiante…

con l’ipocrisia di casa
quale ospite insediato,

e,
come atto finale,
la sera…
nel talamo nuziale,

ad ulterior riprova …
dell’ostilità profusa,
ognuno sulla sponda

e
con le spalle rivolte…
in dignitosa fuga

Ciro Germano

Published in: on marzo 15, 2013 at 06:55  Comments (2)