Sincretismi

 
In tempi già andati si volle provare
pagan postulati a cristiani sposare.
Splendore dell’arte ed il loro pensiero
stupor regalavano e dubbi sul vero.
 .
I padri di chiesa, perplessi davanti
a quelle lezioni di grandi pensanti,
si ruppero il capo volendoli usare
quegli alti concetti per poi Dio spiegare.
 .
Stupito Agostino, di poi Cassiodoro,
cercaron, sottili,  mutarne il lavoro.
Boezio e Gregorio , poi venne Tommaso,
risolsero il rebus, li preser pel naso.
 .
E capra salvaron e cavoli pure,
divenner di chiesa le grandi figure,
dicendo che in fondo quei bravi pagani
dal vero, ch’è Dio, non furon lontani.
 

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 16, 2013 at 07:40  Comments (21)  

Scrivere

 
Se scrivere
vuol dire
muovere la mano
per creare segni e sogni
e curarne l’aspetto
e le mosse
non ci sarà più dopo di me
ma le vene del cuore
che pulsano
sarannno le stesse
schiacciando tasti e bottoni?

Tinti Baldini

Published in: on marzo 16, 2013 at 07:15  Comments (12)  

Connubio vitale

 
Anatroccolo
 
Ho sempre temuto la carezza del buio
eppure sono cresciuta all’ombra
fra stanze solitarie e pesanti
che mi occludevano la vista
ho sempre temuto l’incontro
eppure parlavo il linguaggio dell’anima
quando mi abbeveravo all’acqua di fonte
ho sempre tenuto accesa sul comodino
la lucerna della speranza e dell’amore
così fra una pena celata e un sorriso donato
ho lasciato che fiorisse il mondo
ho lasciato che l’anatroccolo impaurito
deliziasse di canto il cigno,
eppure ancora oggi
prediligo starmene in disparte
devo trovare forza e tanto coraggio
ad uscire dal mio guscio
come lumaca affilo le mie antenne
e vado piano fra scie d’argento
e bava di sogni,
come lumaca non ho fretta di arrivare
sono qui adesso,
felice di stare
e dove andrò
non ho bisogno
di altra zavorra da portare.

Roberta Bagnoli

Segnalazione d’onore  alla XXXIV ediz. del Premio Nazionale di Poesia “Antica Badia di San Savino” di Pisa nella sez. poesia singola inedita.

Published in: on marzo 16, 2013 at 07:13  Comments (19)  

Contadini al lavoro

RENATO GUTTUSO  –  1951

Published in: on marzo 16, 2013 at 07:13  Comments (1)  

Finchè gira la terra

Heartworld

MIENTRES GIRE LA TIERRA

Déjame que te ame mientras gire la tierra
Y los astros inclinen sus cráneos azules
sobre la rosa de los vientos.
Flotando, a bordo de este día
En que al azar, por un instante,
despertamos tan cerca.
Pude vivir en otro reino, en otro mundo,
a muchas leguas de tus manos, de tu risa,
En un planeta remoto, inalcanzable.
Pude nacer hace ya siglos
cuando en nada existías
y en mis angustias de horizonte
adivinarte en sueños de futuro,
pero mis huesos a esta hora
Ya serían árboles o piedras.
No fue ayer ni mañana, en otro tiempo,
en otro espacio,
ni ocurrirá ya nunca,
aunque la eternidad cargue sus dados
a favor de mi suerte.
Déjame que te ame mientras la tierra siga
gravitando al compás de sus astros
y en cada minuto nos asombre
este frágil milagro de estar vivo.
No me abandones hasta que ella se detenga.

§

Lascia che ti ami fino a quando girerà la terra
e gli astri inchinino i loro crani azzurri
sulla rosa dei venti.
Galleggiando, a bordo di questo giorno
nel quale per caso, per un istante,
ci siamo destati così vicini.
Ho potuto vivere in un altro regno, in un altro mondo,
a molte leghe dalle tue mani, dal tuo sorriso,
su un pianeta remoto, irraggiungibile.
Sono potuto nascere secoli fa
quando non esistevi in nulla
e nelle mie ansie di orizzonte
potevo indovinarti in sogni di futuro,
ma le mie ossa a quest’ora
non sarebbero che alberi o pietre.
Non è stato ieri né domani, in un altro tempo,
in un altro spazio,
né giammai accadrà
quantunque l’eternità lanci i suoi dadi
a favore della mia fortuna.
Lascia che ti ami fino a quando la terra
graviterà al ritmo dei suoi astri
e ad ogni istante ci stupisca
questo fragile miracolo di esser vivi.
Non abbandonarmi fino a quando essa non si fermerà.

EDUARDO MONTEJO

Published in: on marzo 16, 2013 at 06:54  Comments (1)  

Marzo

Marzo
 
Timidi raggi
filtrano la verde coltre
la cui ombra ancora
è gravida di gelo
e li andiamo a cercare
come lucertole sui muri
chè ci scrollino di dosso
tutto il freddo,
tutto il vento
ed è incredibile
come ogni marzo
ad ogni risveglio
possiamo scordare
d’aver battuto i denti
d’aver tremato
da soli
nell’abbraccio dell’inverno.

Gian Luca Sechi

Published in: on marzo 16, 2013 at 06:51  Comments (4)