I miei versi

cosa dicono di me
non so, ricordano
il tempo in cui
il loro dire era solo allegria.
Ingenua speranza
che la mia vita
servisse a dare amore.
Sanno che sono partito
verso il silenzio
Quanto era dolce
il librarmi duttile
e violento
con parole ostinate
palpitanti ansiose
oscure
che nascevano
dentro la loro vita
dando loro una forma.
Poi tutto si fermò
morì, ora altri versi
attendono
non so cosa diranno
forse
mai lo diranno.

Marcello Plavier

Published in: on marzo 20, 2013 at 07:49  Comments (4)  

Canto notturno dei marinai andalusi

Malaga

CANTO NOCTURNO DE LOS MARINEROS ANDALUCES

De Cádiz a Gibraltar
¡qué buen caminito!
El mar conoce mi paso
por los suspiros.

¡Ay muchacha, muchacha,
cuánto barco en el puerto de Málaga!

De Cádiz a Sevilla
¡cuántos limoncitos!
El limonar me conoce
por los suspiros.

¡Ay muchacha, muchacha,
cuánto barco en el puerto de Málaga!

De Sevilla a Carmona
no hay un solo cuchillo.
La media luna, corta,
y el aire, pasa, herido.

¡Ay muchacho, muchacho,
que las olas me llevan mi caballo!

Por las salinas muertas
yo te olvidé, amor mío.
El que quiera un corazón
que pregunte por mi olvido.

¡Ay muchacho, muchacho,
que las olas se llevan mi caballo!

Cádiz, que te cubre el mar,
no avances por ese sitio.
Sevilla, ponte de pie
para no ahogarte en el río.

¡Ay muchacha!
¡Ay muchacho!
¡Qué buen caminito!
Cuánto barco en el puerto
y en la playa ¡qué frío!

§

Da Cadice a Gibilterra,
che bella strada!
Il mare conosce il mio passo
dai sospiri
Ah, ragazza, ragazza,
quante navi nel porto di Malaga!
Da Cadice a Siviglia
quanti bei limoni!
Il limoneto mi riconosce
dai sospiri.
Ah, ragazza, ragazza,
quante navi nel porto di Malaga!
Da Siviglia a Carmona
non c’è neppure un coltello.
La mezzaluna taglia,
e il vento passa, ferito.
Ah, ragazzo, ragazzo
le onde mi rubano il cavallo!
Nelle saline morte
di te mi scordai, amor mio.
Chi vuole un cuore
domandi del mio oblio.
Ah, ragazzo, ragazzo
le onde mi rubano il cavallo!
Cadice, il mare ti copre,
non andare da quella parte.
Siviglia, mettiti in piedi
Per non annegare nel fiume.
Ah, ragazza!
Ah, ragazzo!
Che bella strada!
Quante navi nel porto
e sulla spiaggia, che freddo!

FEDERICO GARCIA LORCA

Published in: on marzo 20, 2013 at 07:09  Comments (4)  

Oggi nel giorno dei morti la vita batte ancora più forte

Il ticchettio delle mie mani sulla tastiera
il tempo grigio, la pioggia che scende
non mi interessa quanto durerà tutto questo
se osservo e scrivo
se non ho altro
se l’indispensabile è all’interno
se fuori piove
e se dentro ed esterno non trovano appiglio.
continuerò a guardare
dall’alto il fiume che scorre
solo il lento fruscio
e una cascata dai mille colori.

Michela Turchi

Published in: on marzo 20, 2013 at 07:07  Comments (8)  

Il balletto

 
Mai balletto è stato più indecoroso:
sì, mi candido; non mi candido, no;
pronto a fare un passo indietro, se però
quell’altro non fa lo schifiltoso.
 .
Ma quell’altro, che è molto speranzoso
di vendere più che bene il suo “farò”,
cerca di tirare avanti più che può:
un vero e proprio circolo vizioso
 .
che trascina il Paese nello sbando.
Solita prassi dei politicanti:
conta sapere se conviene e quando
 .
mettersi in gioco: mica siamo santi!
Che c’importa se vi stiamo affondando
inesorabilmente tutti quanti?

Umberto Marinello

Published in: on marzo 20, 2013 at 07:05  Comments (2)  

Il parto

Una poesia è frutto di un parto.
Spontaneo o cesareo.
Il primo è in versi liberi
il secondo in metrica.

Ma in entrambi i casi
il risultato è una splendida creatura
venuta alla luce per esprimere
la gioia di vivere.

Sandra Greggio

Published in: on marzo 20, 2013 at 07:00  Comments (18)