La Pasqua ritorna

 
Cristo
che era stato
preso in prestito
è risorto
e impregna la pace
di succo di sole
gocciolato a lungo
sul nudo tempo
dove la cattiveria
ha divorato parole
ed è morta per indifferenza
 
chiaro
il segno all’orizzonte:
cresce l’amore
davanti al sorgere dell’alba
senza parole e gesto
e dona la sua luce
 
la colomba
esce dal nido
e lancia
un grido di gioia
verso la vita

Giovanni De Simone

Agli amici e ai tutti i poeti del sito: sia il vostro uovo di Pasqua stracolmo di amore, di gioia, di serenità e di pace!

Published in: on marzo 31, 2013 at 07:41  Comments (7)  

La Risurrezione

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È risorto: or come a morte
La sua preda fu ritolta?
Come ha vinto l’atre porte,
Come è salvo un’altra volta
Quei che giacque in forza altrui?
Io lo giuro per Colui
Che da’ morti il suscitò.

È risorto: il capo santo
Più non posa nel sudario;
È risorto: dall’un canto
Dell’avello solitario
Sta il coperchio rovesciato:
Come un forte inebbriato
Il Signor si risvegliò.

Come a mezzo del cammino,
Riposato alla foresta,
Si risente il pellegrino,
E si scote dalla testa
Una foglia inaridita,
Che, dal ramo dipartita,
Lenta lenta vi ristè:

Tale il marmo inoperoso,
Che premea l’arca scavata
Gittò via quel Vigoroso,
Quando l’anima tornata
Dalla squallida vallea,
Al Divino che tacea:
Sorgi, disse, io son con Te.

Che parola si diffuse
Tra i sopiti d’Israele!
Il Signor le porte ha schiuse!
Il Signor, l’Emmanuele!
O sopiti in aspettando,
È finito il vostro bando:
Egli è desso, il Redentor.

Pria di Lui nel regno eterno
Che mortal sarebbe asceso?
A rapirvi al muto inferno,
Vecchi padri, Egli è disceso:
Il sospir del tempo antico,
Il terror dell’inimico,
Il promesso Vincitor.

Ai mirabili Veggenti,
Che narrarono il futuro,
Come il padre ai figli intenti
Narra i casi che già furo,
Si mostrò quel sommo Sole,
Che, parlando in lor parole,
Alla terra Iddio giurò;

Quando Aggeo, quando Isaia
Mallevaro al mondo intero
Che il Bramato un dì verria;
Quando assorto in suo pensiero
Lesse i giorni numerati,
E degli anni ancor non nati
Daniel si ricordò.

Era l’alba; e, molli il viso,
Maddalena e l’altre donne
Fean lamento sull’Ucciso;
Ecco tutta di Sionne
Si commosse la pendice,
E la scolta insultatrice
Di spavento tramortì.

Un estranio giovinetto
Si posò sul monumento:
Era folgore l’aspetto,
Era neve il vestimento:
Alla mesta che ’l richiese
Diè risposta quel cortese:
È risorto; non è qui.

Via co’ palii disadorni
Lo squallor della viola:
L’oro usato a splender torni:
Sacerdote, in bianca stola,
Esci ai grandi ministeri,
Tra la luce de’ doppieri,
Il Risorto ad annunziar.

Dall’altar si mosse un grido:
Godi, o Donna alma del cielo;
Godi; il Dio, cui fosti nido
A vestirsi il nostro velo,
È risorto, come il disse:
Per noi prega: Egli prescrisse
Che sia legge il tuo pregar.

O fratelli, il santo rito
Sol di gaudio oggi ragiona;
Oggi è giorno di convito;
Oggi esulta ogni persona:
Non è madre che sia schiva
Della spoglia più festiva
I suoi bamboli vestir.

Sia frugal del ricco il pasto;
Ogni mensa abbia i suoi doni;
E il tesor, negato al fasto
Di superbe imbandigioni,
Scorra amico all’umil tetto,
Faccia il desco poveretto
Più ridente oggi apparir.

Lunge il grido e la tempesta
De’ tripudi inverecondi:
L’allegrezza non è questa
Di che i giusti son giocondi;
Ma pacata in suo contegno,
Ma celeste, come segno
Della gioia che verrà.

Oh beati! a lor più bello
Spunta il sol de’ giorni santi;
Ma che fia di chi rubello
Torse, ahi stolto! i passi erranti
Nel sentier che a morte guida?
Nel Signor chi si confida
Col Signor risorgerà.

ALESSANDRO MANZONI

Published in: on marzo 31, 2013 at 07:32  Comments (3)  

De Kruisafneming – La deposizione

ROGIER VAN DER WEYDEN  –  1435

Published in: on marzo 31, 2013 at 07:28  Comments (1)  

Ho scaldato la pioggia

 

Ho scaldato la pioggia
con lacrime fiorite
dimorando
in un tempo immortale.

Pene sconfitte
abissi di vuoto
ho riempito di fiori.

Ho colmato le buche profonde
ripulito pozzanghere
fangose
per farne laghi di petali
su cui galleggiare assaporando il sole
che dà vita.

Maristella Angeli

Published in: on marzo 31, 2013 at 07:03  Lascia un commento  

Fiore di Pasqua

Svilisce nell’attesa
tenero ramo d’ulivo
nell’orto solitario
appena carezzato
da un livido raggio di sole
troppo freddo da sciogliere
troppa miseria da sfamare
troppi pensieri da slegare
eppure l’albero della pace
non teme il baco della morte
 regala gioia e forza
ha radici e gemme
che non conoscono sosta e invidia
da quando il tempo
scandisce il battito dell’universo
e regola la natura
la terra non sogna altro che
d’incontrare il vero seme
per coltivare il fiore dell’Amore.

Roberta Bagnoli

Published in: on marzo 31, 2013 at 07:00  Comments (4)  

Pensiero

 
E ancora si ripete
quel colmo pensiero mentre scende la neve
è tenero ancora come allora
riporto quel che vedo
quel che provo
mi sembra quell’istante ancora
anche se i capelli sotto son di neve
in questo luogo così diverso
vivo un secondo tempo
una seconda parte che sembra andare all’inverso
solo il pino che come allora di fronte sotto la neve
simile al pensiero sempre verde resta.

Rosy Giglio

Published in: on marzo 31, 2013 at 06:57  Comments (6)