Il tuo colore è rosso


nelle doglie dell’alba che partorisce il giorno.
vino pregiato – nella sera – che le mani
ricevono per aver faticato tanto.

e t’amo. senza saperti dire quanto.
senza riprender fiato.

è  tra pioggia e fuoco un rapido sobbalzare
che mi spengo e in un lampo ardo
di acqua e fiamme.

Anileda Xeka

Published in: on aprile 6, 2013 at 07:41  Comments (4)  

Pensiero serale

 
E quando arriva la sera tutto cambia.
Il tempo sembra fermarsi
e la tua vita assume ritmo diverso
a misura d’uomo.
Il  cuore batte  più lento
leggero
e se ne sente calore.
Sentire aria calda
frizzantina accarezzarti la pelle
capire che
come  tocco amico
è lì per farti riappacificare con il mondo.
 .
E’ così che ti rendi conto
che
c’è ancora tanto da vedere
da scoprire 
da amare nella tua vita…. 
.
Annalisa Savarese
Published in: on aprile 6, 2013 at 07:05  Comments (4)  

Per l’onomastico della sua donna

Donna, dell’alma mia parte più cara,
perché muta in pensoso atto mi guati
e di segrete stille
rugiadose si fan le tue pupille?
Di quel silenzio, di quel pianto intendo,
o mia diletta, la cagion. L’eccesso
dei miei mali ti toglie
la favella, e discioglie
in lagrime furtive il tuo dolore.
Ma datti pace, e il core
ad un pensier solleva
di me più degno e della forte insieme
anima tua. La stella
del viver mio s’appressa
al suo tramonto: ma sperar ti giovi,
che tutto io non morrò: pensa che un nome
non oscuro io ti lascio, e tal che un giorno
fra le italiche donne
ti fia bel vanto il dire: Io fui l’amore
del cantor di Bassville,
del cantor che di care itale note
vestì l’ira d’Achille,
Soave rimembranza ancor ti fia,
che ogni spirto gentile
ai miei casi compianse (e fra l’Insùbri
quale è lo spirto che gentil non sia?).
Ma con ciò tutto nella mente poni,
che cerca un lungo sofferir chi cerca
lungo corso di vita. Oh mia Teresa,
e tu del pari sventurata e cara
mia figlia! Oh voi, che sole d’alcun dolce
temprate il molto amaro
di mia trista esistenza, egli andrà poco
che nell’eterno sonno, lagrimando,
gli occhi miei chiuderete! Ma sia breve
per mia cagione il lagrimar: ché nulla,
fuor che il vostro dolor, fia che mi gravi
nel partirmi da questo,
troppo ai buoni funesto,
mortal soggiorno, in cui
così corte le gioie e così lunghe
vivon le pene: ove per dura prova
già non è bello il rimaner, ma bello
l`uscirne e far presto tragitto a quello
dei ben vissuti a cui sospiro. E quivi
di te memore, e fatto
cigno immortal (ché dei poeti in cielo
l’arte è pregio e non colpa) il tuo fedele,
adorata mia donna,
t’aspetterà cantando,
finché tu giunga, le tue lodi; e molto
de’ tuoi cari costumi
parlerò co’ Celesti, e dirò quanta
fu verso il miserando tuo consorte
la tua pietade; e l’anime beate,
di tua virtude innamorate, a Dio
pregheranno che lieti e ognor sereni
sieno i tuoi giorni, e quelli
dei dolci amici che ne fan corona:
principalmente i tuoi, mio generoso
ospite amato, che verace fede
ne fai del detto antico,
che ritrova un tesoro
chi ritrova un amico.

VINCENZO MONTI

Published in: on aprile 6, 2013 at 07:01  Comments (2)  

Grillo imperante

Grillo3
 
Miri allo sfascio e non senti ragioni.
Chi non ti segue chiami traditore.
Riempi le piazze di finto furore,
ma si ribellano le tue legioni.
 .
Li credi marionette, pecoroni:
sono persone, ne afferri il valore?
O pensi d’essere il loro signore?
Sei fuori fase. Riavvita i bulloni.
 .
Se pensi che il fine sia la deriva
non puoi contare sulla buona fede
di gente che aspira ad una riva
 .
d’approdo. Quello che pretendi lede
la dignità di chi giusto si attiva
per realizzare ciò in cui crede.

Umberto Marinello

Published in: on aprile 6, 2013 at 06:52  Comments (3)  

Aprile

Spumeggianti
margherite
d’aprile
prato raccolto
turgide ginestre
al capanno.
Cimitero aperto
risalire di viti
avide di sole
punteggianti
cipressi
sui rilievi.
Desiderio rosa
sulla pelle
donna nuova
mostri collane
di emozioni.
L’attimo fugge
fremito di ciglia.

Graziella Cappelli

Published in: on aprile 6, 2013 at 06:51  Comments (13)