Lettera a mio padre

 
So che ci sei e il mio cuore è tranquillo.
Cresciuta con te in un mondo diverso da questo
dove i baci e le coccole si davano nel sonno
o su lettere segrete, personali che alla mamma scrivevi
nel periodo della tua emigrazione
“baci alla mia bambina”
ma la tua voce era nel mio cuore sempre  come ora
come l’albero di fronte
e l’amore per sempre.

Rosy Giglio

Published in: on aprile 9, 2013 at 07:48  Comments (12)  

Arlecchino mio

Le toppe gialle, quelle azzurre
e le altre, verdi bianche e rosse,
ogni santo giorno si scolorano.
La luce del sole non le sceglie più.

Spacciatore di magie, io piango.
É inutile che spolvero e rispolvero.
Solo una sola cosa mi rimane:
buttare tutto e darmi un po’ da fare.

Cavi d’acciaio e lucenti chiodi
io li potrò trovare dove voglio.
Per assemblarli, basterà un minuto
e uno smalto suggerito dallo spot.

Il tempo della fantasia è ormai finito
ed anche quello delle belle attese.
Mi dicono che è l’urgenza delle cose
e… non importa quali cose.

Alla maniera di un infermo grave,
sul mio comò lui ora non si muove.
E fallisce ahimè l’estremo tentativo
di farlo vivo al lampo dei miei occhi,

di ricordargli da ore ed ore i sogni
dei quali gli sono eterno debitore,
di scuoterlo al forte battito del cuore
perché mi doni l’ultimo suo exploit.

Poi, d’improvviso, risorgono i colori
ma è il riflesso del tramonto rosso
che insieme ad Arlecchino mio
dà l’ultimo sussulto. E muore.

Aurelio Zucchi

2° Premio al Concorso Letterario Nazionale Belmoro VII Ed. 2009  Reggio Calabria 21/10/2009 – Pubblicata sull’Antologia del Premio Belmoro

Published in: on aprile 9, 2013 at 07:33  Comments (3)  

[A tutte le donne]

… forse dietro il sorriso
di ogni donna
sa nascondersi
l’amarezza d’un vissuto
mai raccontato;
eppure la smania di crescita
dietro ogni sua lacrima
lascia seme d’un domani
… da conquistare a pelle accesa:
solo così s’innesca
un fuoco d’artificio
difficile da domare
con la sua stessa felicità…

Glò

Published in: on aprile 9, 2013 at 07:11  Comments (5)  

Gemma d’amore

Mi fermo qui, nel buio delle ore
dal ticchettio silente
sospese in sofferta attesa.
Incalza l’incoscienza scevra da orgoglio
e ancora fantastica un’alba nuova.

Un passo muove la speranza
forzando il blocco della delusione.
M’inonda il sole, è l’aurora
una carezza schiude alla luce il cuore.
La gemma del sorriso dà vita al giorno.

Elide Colombo

Published in: on aprile 9, 2013 at 07:08  Comments (2)  

La nevicata del ’56

Ti ricordi una volta
Si sentiva soltanto il rumore del fiume la sera
Ti ricordi lo spazio
I chilometri interi
Automobili poche allora
Le canzoni alla radio
Le partite allo stadio
Sulle spalle di mio padre
La fontana cantava
E quell’aria era chiara
Dimmi che era così
C’era pure la giostra
Sotto casa nostra e la musica che suonava
Io bambina sognavo
Un vestito da sera con tremila sottane
Tu la donna che già lo portava
C’era sempre un gran sole
E la notte era bella com’eri tu
E c’era pure la luna molto meglio di adesso
Molto più di così
Com’è com’è com’è
Che c’era posto pure per le favole
E un vetro che riluccica
Sembrava l’America
E chi l’ha vista mai
E zitta e zitta poi
La nevicata del ’56
Roma era tutta candida
Tutta pulita e lucida
Tu mi dici di sì l’hai più vista così
Che tempi quelli
Roma era tutta candida
Tutta pulita e lucida
Tu mi dici di sì l’hai più vista così
Che tempi quelli.

FRANCO CALIFANO     (1938-2013)

Published in: on aprile 9, 2013 at 06:54  Comments (2)