Come quercia

Batti il tempo
dell’età matura
ora è lento, sa attendere

una quercia
dai rami protesi
a cercare luce
qualche foglia è caduta

un ramo è spezzato
il vento lo ha dilaniato

la resina ha protetto
la corteccia ha difeso
le radici affondate nella terra
il tronco a sfidare l’oscurità

Maristella Angeli

Published in: on aprile 14, 2013 at 07:46  Comments (14)  

Immeritato

 
Ho vissuto
così tanto tempo
col tuo ricordo
da credere che di te
sia l’unica cosa reale.
Ho inghiottito tutto l’amore
traboccante
in sorsate amare,
in ondate violente
che si sono fatte spazio
che hanno scavato
nuove stanze
negli angoli del corpo
e non so come riempirle
d’altro che non sia
questo desiderio di bene
impossibile da liberare
in un mondo indegno.

Gian Luca Sechi

Published in: on aprile 14, 2013 at 07:39  Comments (1)  

Di un minuto, l’eternità

DE UM MINUTO A ETERNITADE

Um minuto o nosso beijo
Um só minuto, no entanto
Neste minuto de beijo
Quantos segundos de espanto!
Quantas mães e esposas loucas
Pelo drama de um momento
Quantos milhares de bocas
Uivando de sofrimento!
Quantas crianças nascendo
Para morrer em seguida
Quanta carne se rompendo
Quanta morte pela vida!
Quantos adeuses efêmeros
Tornados o último adeus
Quantas tíbias, quantos fêmures
Quanta loucura de Deus!
Que mundo de mal-amadas
Com as esperanças perdidas
Que cardume de afogadas
Que pomar de suicidas!
Que mar de entranhas correndo
De corpos desfalecidos
Que choque de trens horrendo
Quantos mortos e feridos!
Que dízima de doentes
Recebendo a extrema-unção
Quanto sangue derramado
Dentro do meu coração!
Quanto cadáver sozinho
Em mesa de necrotério
Quantas mortes sem carinho
Quanto canhenho funéreo!
Que plantel de prisioneiros
Tendo as unhas arrancadas
Quantos beijos derradeiros
Quantos mortos nas estradas!
Que safra de uxoricidas
A bala, a punhal, a mão
Quantas mulheres batidas
Quantos dentes pelo chão!
Que monte de nascituros
Atirados nos baldios
Quantos fetos nos monturos
Quanta placenta nos rios!
Quantos mortos pela frente
Quantos mortos à traição
Quantos mortos de repente
Quantos mortos sem razão!
Quanto câncer sub-reptício
Cujo amanhã será tarde
Quanta tara, quanto vício
Quanto enfarte do miocárdio
Quanto medo, quanto pranto
Quanta paixão, quanto luto!…
Tudo isso pelo encanto
Desse beijo de um minuto:
Desse beijo de um minuto
Mas que cria, em seu transporte
De um minuto, a eternidade
E a vida, de tanta morte.

§

Un minuto il nostro bacio
un solo minuto; tuttavia
in questo minuto di bacio
quanti secondi di stupore!
Quante madri e spose pazze
per il dramma di un momento
quante migliaia di bocche
urlano di patimento!
Quanti bambini nascono
per presto morire
quanta carne lacerata
quanta morte per la vita!
Quanti saluti effimeri
diventano l’ultimo addio
quante tibie, quanti femori
quanta follia di Dio!
Che mondo di non amate
con le speranze perdute
che folla di annegate
che giardino di suicide!
Che mare di visceri scorre
di corpi infiacchiti
che scontro di treni orrendo
quanti morti e feriti!
Che decimazione di malati
che ricevono l’estrema unzione
quanto sangue sparso
dentro il mio cuore!
Quanti cadaveri soli
sul tavolo dell’obitorio
quante morti senza affetto
quanti diari funerei!
Che branco di prigionieri
a cui strappano le unghie
quanti baci estremi
quanti morti sulle strade!
Che messe di uxoricidi
con proiettili, pugnali o con le mani
quante donne percosse
quanti denti sul pavimento!
Che mucchio di nascituri
buttati nella boscaglia
quanti feti negli immondezzai
quante placente nei fiumi!
Quanti morti a faccia a faccia
quanti morti a tradimento
quanti morti all’improvviso
quanti morti senza ragione!
Quale cancro surrettizio
il cui domani sarà tardi
quante tare, quanti vizi
quanti infarti del miocardio
quanta paura, quanto pianto
quanta passione, quanto lutto!…
Tutto questo per l’incanto
di quel bacio di un minuto:
di quel bacio di un minuto
ma che crea, nel suo trasporto
di un minuto, l’eternità
e la vita, da tanta morte.

MARCUS VINICIUS DE MORAES

Published in: on aprile 14, 2013 at 07:21  Comments (1)  

Insieme

Il dolore
fa i capricci
intralciandomi
il passo.
La bambina
interiore
mi tira la gonna.
Li accarezzo
stringendoli
al petto,
nel negozio
dei balocchi
compro loro
un dono.
Poi
per mano
ritorniamo
sulle vie
della vita.

Graziella Cappelli

Published in: on aprile 14, 2013 at 06:55  Comments (10)  

Un uomo

Kicking Ball
 
Quant’è lunga quella strada
incomincia da lontano
per poi correre più forte
 .
cadere e sbucciarsi le ginocchia
calciare  quella palla,
cavalcare quel destriero
 .
baciare una ragazza
sciare sotto il cielo
con la neve che ti abbraccia
 .
aiutare quel bambino 
pulir culi e cambiare il pannolino
cucinare  lavare
riattaccare quel bottone
 .
veder crescere i tuoi figli
ascoltarli e poi capirli
trattare di milioni
nella stanza dei bottoni
 .
cavalcare ancora quell’onda
e sentire la paura
ma gioire e ancora dire
 .
se ogni tanto qualche goccia
scende piena da quel viso
bevi ancora sa di sale
non fà male
è la vita è il suo sorriso

Il Passero

Published in: on aprile 14, 2013 at 06:52  Comments (11)