Definizione dell’amore

DEFINICIÓN DEL AMOR

Es hielo abrasador, es fuego helado,
es herida que duele y no se siente,
es un soñado bien, un mal presente,
es un breve descanso muy cansado.
Es un descuido que nos da cuidado,
un cobarde con nombre de valiente,
un andar solitario entre la gente,
un amar solamente ser amado.
Es una libertad encarcelada,
que dura hasta el postrero paroxismo;
enfermedad que crece si es curada.
Éste es el niño Amor, éste es su abismo.
¿Mirad cuál amistad tendrá con nada
el que en todo es contrario de sí mismo?

§

E’ ghiaccio ardente ed è gelido fuoco,
è ferita che duole e non si sente,
è un sognato bene, un mal presente,
è un breve riposo molto stanco.
E’ una leggerezza che dà pena,
un codardo con nome di valente,
un andar solitario tra la gente,
un amar solamente essere amato.
E’ una libertà incarcerata,
che conduce all’estremo parossismo,
infermità che cresce, se curata.
Questo è il fanciullo Amor, questo l’abisso:
quale amicizia potrà aver con nulla
chi in tutto è contrario di se stesso?

FRANCISCO DE QUEVEDO Y VILLEGAS

Published in: on aprile 19, 2013 at 07:34  Comments (1)  

La prima alba

 
Il tuo sonno  finisce alle prime luci dell’alba. 
Non la vedi spuntare,  ne vedi solo il chiarore sempre più nitido
e i pensieri si perdono oltre quell’orizzonte
.
Davanti agli occhi, velato dal torpore della notte, 
quell’attimo, in cui ciò che avevi desiderato nella tua vita
si rivelò, tutto insieme e all’improvviso, quando lui ti passò accanto.
Giusto un momento, ma fu quel che bastava
e si schiuse la porta della tua anima per farti intravvedere un orizzonte bellissimo,
nuovo,  pieno di sorrisi e sogni subito dispersi
.
Ma un’alba speciale c’è stata e la vedeste insieme,
ubriachi  di felicità e con gli occhi pieni di speranza!
E per quell’alba stai sospirando ancora ed ami l’ orizzonte.
.
Quando qualcosa di grande arriva, accoglilo come un dono,
quando deve finire, a nulla servono i motivi, le scuse o i pretesti …
Finisce e tanto basta.
I pochi e vaghi chiarimenti ti hanno creato confusione e sgomento: non hai ancora capito
che a farti toccare l’Amore lui  c’è riuscito.
Non serviva un corpo … Non era ciò che volevi!
.
Le luci intanto da rosate si son fatte più chiare e brillanti,
il sole sta arrivando e si staglia prepotente all’orizzonte,
un raggio impertinente ti colpisce gli occhi,
scende una  goccia, ma non è pianto, è malinconia  sciolta
che subito scivola via, quasi una carezza del tempo sul volto,
che si perde nell’abitudine e nell’impegno della giornata
.
Ascolta il mio suggerimento e chiudi la finestra alle tue spalle … 
Quell’orizzonte che non vi vedrà mai più insieme,
 è soltanto un anonimo posto lontano lungo la tua strada,
rischiarato dalle luci tenui della prima alba …
.
Richiudi quella finestra, nella consapevolezza
che quell’attimo di confine fra cielo e terra,
ti  ha spalancato il cuore all’ Amore
Richiudi quella finestra e non sciupare l’alba, 
che continua quietamente, a regalarti Amore!

Sandra Tosi

Published in: on aprile 19, 2013 at 07:29  Comments (4)  

Haiku II

Un conchigliare
tra le mani ruvide
rive di sabbia

Antonio Blunda

Published in: on aprile 19, 2013 at 07:26  Comments (1)  

Pensiero

P ercorrendo a ritroso il tempo
E leganti momenti estatici
N ascono a nuova vita
S ublimati da ricordi infantili
I mpressi come linee colorate in
E stemporanei quadri contemplativi
R imanendo celati allo sguardo
O ltraggioso della barbarie umana

Patrizia Mezzogori

Published in: on aprile 19, 2013 at 07:18  Comments (4)  

La prima alba

Prendeva fuoco il cielo dietro i monti
e si spandeva sempre più la fiamma…
Cresceva come quando sul camino
si soffia e il fuoco sempre più divampa.
Saliva, il fuoco, sopra i malli scuri
– dapprima – e poi via, via sempre più chiari,
dei sonnecchianti, ondulati monti.

Fuggivan le creature intimorite
disordinatamente in mezzo al buio.
Ma piano, piano ardeva tutto il cielo
pel misterioso fuoco che cresceva,
e s’infilava anch’esso in mezzo al buio,
così che il buio anch’esso s’infuocava,
e tutte erano ancor più intimorite.

Cresceva, poi, pian, piano anche il calore
e il fuoco era un incendio ormai diffuso
su tutto il cielo sopra le montagne,
e tanta luce corse a illuminare
ogni angolo sul piano, e sopra il mare,
che era dove il fuoco si calava
a spegnere la luce ed il calore.

Così era nato il giorno…il primo giorno
sul mondo, tutto – fino allora – avvolto
da tanta notte buia, e fredda, e lunga.
Dissolse, alfine, il fuoco – insieme al freddo,
e al buio – ogni timore. E le creature
si misero – oramai affascinate –
ad aspettare ogni alba e ogni altro giorno…

Armando Bettozzi

Published in: on aprile 19, 2013 at 07:15  Comments (2)