Ogni ora

 
tramuta un attimo
calcolato nel tempo
fuga inutile
rincorrere l’attimo…
Attendere domani
è come fermare
lo scorrere del tempo
passeggiare all’ombra
del passare del giorno…

Antonietta Ursitti

Published in: on aprile 29, 2013 at 07:44  Comments (5)  

Mozart: Requiem

Un nastro rosso
intorno al collo
scivola via
come vento
tra le dita
di un dio
un nastro
di alluvione
lascia
i suoi lividi
detriti
sul mio collo
senza paese

Nicole Marchesin

Published in: on aprile 29, 2013 at 07:40  Lascia un commento  

La scia

A volte basta tranciare la scia
che lascia la barca
quando insegue delfini.

Ci siamo tracimati
dentro la rete del nostro vissuto
strizzando gli umori di come eravamo.

Interrompere è come fermarsi a pensare.

Prendere tempo per ricordarsi di noi.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 29, 2013 at 07:20  Comments (3)  

La melanconia

Fonti, e colline
Chiesi agli Dei:
M’udiro al fine,
Pago io vivrò.
Nè mai quel fonte
Co’ desir miei,
Nè mai quel monte
Trapasserò.

Gli onor che sono?
Che val ricchezza ?
Di miglior dono
Vommene altier:
D’un’alma pura,
Che la bellezza
Della Natura
Gusta, e del Ver.

Nè può di tempre
Cangiar mio fato:
Dipinto sempre
Il ciel sarà.
Ritorneranno
I fior nel prato
Sin che a me l’anno
Ritornerà.

Melanconia,
Ninfa gentile,
La vita mia
Consegno a te.
I tuoi piaceri
Chi tiene a vile,
Ai piacer veri
Nato non è.

O sotto un faggio
Io ti ritrovi
Al caldo raggio
Di bianco ciel;
Mentre il pensoso
Occhio non movi
Dal frettoloso
Noto ruscel:

O che ti piaccia
Di dolce Luna
L’argentea faccia
Amoreggiar;
Quando nel petto
La Notte bruna
Stilla il diletto
Del meditar:

Non rimarrai,
No, tutta sola:
Me ti vedrai
Sempre vicin.
Oh come è bello
Quel di viola
Tuo manto, e quello
Sparso tuo crin!

Più dell’attorta
Chioma, e del manto,
Che roseo porta
La Dea d’Amor:
E del vivace
Suo sguardo oh quanto
Più il tuo mi piace
Contemplator

Mi guardi amica
La tua pupilla
Sempre, o pudica
Ninfa gentil;
E a te, soave
Ninfa tranquilla,
Fia sacro il grave
Nuovo mio stil.

IPPOLITO PINDEMONTE

Published in: on aprile 29, 2013 at 06:58  Comments (1)  

Rughe come strade

Hai addosso un profumo di pane appena cotto
Che soltanto io sento
Perché io sola sono disposta a tutto
Per te.
Io conosco il tuo dolore
E ti aiuto a portarne il peso,
ma questo non alleggerisce il tuo cuore di tanto
ed è giusto così.

È giusto che ognuno abbia il suo pianto
E che senta da solo le lacrime
Rigare il volto, allagare le rughe.

Ognuno di noi ha le sue rughe
Come strade tracciate sul viso
Ed è stranamente questa stessa solitudine
Che ci lega e chiamiamo amore.

Maria Attanasio

Published in: on aprile 29, 2013 at 06:51  Comments (3)