Ascolta maggio

 
Maggio ha una mano
che addobba la natura
di colori,
a questo mese
l’anno prende il meglio
per esporre  il suo capolavoro,
il germoglio contagia i sentimenti
con le mani tenere, le zolle
tocca il sole coi raggi del sorriso,
fruscio leggero anima le foglie,
incolte siepi donano
angoli felici alla natura
selvaggia, altre forbite
su festose aiole
sfoggiano al cielo petali di rose.
Cori di cantori i primi raggi
e gli ultimi del sole
festeggiano, lo stagno impreziosito
dal tramonto che cala si addormenta
col concerto di rane… È una gara
di versi che si fonde
nell’etere sereno,
tutti vogliono vincere il concorso
della bella stagione.
Sfoglia la sera un qualche malumore
tra pensatori ombrosi sui fioriti
rami  del tempo…
ma tu non lasciarti vacillare
dalla mosca noiosa
che si posa insistente sul tripudio.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on maggio 17, 2013 at 07:46  Comments (10)  

Fase d’oriente

Nel molle giro di un sorriso
ci sentiamo legare da un turbine
di germogli di desiderio

Ci vendemmia il sole

Chiudiamo gli occhi
per vedere nuotare in un lago
infinite promesse

Ci rinveniamo a marcare la terra
con questo corpo
che ora troppo ci pesa

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on maggio 17, 2013 at 07:40  Comments (3)  

Semine folli

Sotto il mio mantello
non ho più nudità da coprire.

Il mio animo è un libro aperto
dove chi passa scrive qualcosa
e lascia un pensiero.

Afferro le parole,
che sembrano nuvole sfuggenti
sospinte dal vento
tra le betulle,
che disegnano paesaggi irreali
in bianco e nero,
e le cospargo sui miei occhi
affinché mi diano
sensazioni reali
che mi facciano meditare
ed agire.

Nulla, nulla rimane
dei versi di un tempo.

Ogni giorno che passa il vuoto
regala alla mente
pensieri che non costruiscono niente.

Spingo il mio aratro
su un terreno brullo e indurito
ma i buoni semi
produrranno solo erbe infestanti
ed inutili pruni.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 17, 2013 at 07:38  Comments (5)  

I giorni del’ira

 
 
I giorni dell’ira
Non sfociano in mare.
 
Volano in cielo
come nuvole limacciose di odio.
Cavalcano onde non domate
e suoni ad alta frequenza
come ballerine impazzite sul carillon.
Non si placano nel lago dei cigni
ma solo in sbocchi di  sangue
di case sventrate e tori in ginocchio.I giorni dell’ira

Son cristalli di ghiaccio che ingabbiano il cuore.

Sono pugni levati che oscurano il cielo.

Sono il mar rosso quando chiude le acque.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 17, 2013 at 07:35  Comments (5)  

Mare d’inverno

Delizia
tremula
in effervescenza
di spuma
sulla scogliera.
Sonnecchia
la Capraia
in linea
blu
all’orizzonte.
Tra ombre
sfrangiate
del pino d’Aleppo
riascolto
la tua costante
voce
di fluide
parole.
Inebriata
gabbianella
plano
in cresta d’onda.

Graziella Cappelli

Published in: on maggio 17, 2013 at 07:10  Comments (19)