Epifania

 
Ho nutrito
di sogno ed aspirazione
quest’anima di bambino,
spinto dalla brama di lode
figurando un futuro
chiaro e splendente
e privo di fatiche
tale a come raccontano
genitori orgogliosi
ed ora sarebbe ben tempo
d’esser deluso
da questa normalità
se non fosse
che mi sento capace
di meraviglia
nel vedere il blu delle rondini
e di commozione
sentendo il tepido sole d’oriente
all’alba di questa nuova primavera.

Gian Luca Sechi

Published in: on maggio 19, 2013 at 07:37  Comments (4)  

Agone

Eccoti come Filottete,
con l’arco disegni volute lontane
affascinandomi come Ulisse
potrebbe, sei magica nel tuo muovere
hai classe e il dardo che lanci
mi arriva nel cuore diretto.
Come Achille invulnerabile ero
ma tu subito arrivasti per
colpirmi nel punto ascoso.

Ti cambi da Afrodite ti vesti,
avvolgendomi in spuma di mare
mi trascini in arditi momenti,
mentre Poseidone osserva
curioso del tuo danzare.

Tu non Penelope né Circe o Calipso
novella Nausicaa affascinante
di bellezza suprema, ti sposti
coinvolgendomi nella voglia d’amore
promettendo la vergine grotta
protetta da Alcinoo tuo padre

io spogliato dalle vesti banali
mi ritrovo con foglia dinnanzi
proteggendo dal tuo sguardo
curioso la natura del mio sentire

quando Omero ti canta giocoso
mi ritrovo come Ulisse
ai tuoi piedi raccolto
decantante la tua bellezza di dea
in Artemide somiglianza sublime

per la mano mi afferri
trascinandomi al mare a te caro
con promessa di amore sincero
ci immergiamo per raggiungere
quella terra che tu sola conosci…

Marcello Plavier

Published in: on maggio 19, 2013 at 07:33  Comments (4)  

Maschere

.
Maschere indossate ogni giorno
per celare al mondo il tormento ,
un copione recitato a memoria
per coloro che non provano alcuna pietà,
– nemmeno del morente –
ma credono la vita un continuo giro di giostra
con giullari e buffoni alla corte del re.
Vite parallele che mai s’intrecceranno,
inconsapevolmente unite da un destino
che nessuno esclude dal provare gioia,
tristezza, sofferenza o disperazione.
Maschere che mostrano un candido sorriso,
malcelate ombre contornate di niente
in fuga da un deserto vuoto e silenzioso,
da sguardi stranieri e selvaggi
alla ricerca di un caldo rifugio,
dove odori caldi e penetranti
riescono ancora a dare senso alla vita.
.
Patrizia Mezzogori
Published in: on maggio 19, 2013 at 07:30  Comments (6)  

Allo specchio

Spiderweb Mirror

Mi osservo ….e
Scorgo
Allo specchio riflesso
il dipanarsi del tempo
in sottili ragnatele
nuove
da poco tessute.
Ivi raccolte l’orme
di una muta modificazione
stagionale
ordinaria,
inevitabile,
inarrestabile,
che tesse
tesse.
Candido velo
pagliativo per pische
strumento di cancellazione
in tubo o vasetto,
dagli incantesimi a tempo,
schernisce la storia,
ma, restano in me ,
i segni indelebili del trascorso vissuto
come le note di un racconto a piè pagina.

Michela Sandrini

Published in: on maggio 19, 2013 at 07:17  Comments (3)  

Campana del mio villaggio

Ó SINO DA MINHA ALDEIA

Ó sino da minha aldeia
dolente na tarde calma,
cada tua badalada
soa dentro da minha alma…

E é tão lento o teu soar,
tão como triste da vida,
que já a primeira pancada
tem o som de repetida.

Por mais que me tanjas perto,
quando passo, sempre errante,
és para mim como um sonho,
soas-me na alma distante.

A cada pancada tua,
vibrante no céu aberto,
sinto o passado mais longe,
sinto a saudade mais perto…

§

Campana del mio villaggio
dolente nell’imbrunire,
ogni rintocco tuo
dentro di me risuona.

Così lento è il tuo suonare,
triste come di vita,
che il tuo primo rintocco
già il secondo ricorda.

Per quanto tu sia vicina
quando passo errabondo,
per me sei come un sogno,
mi suoni dentro lontana.

Ad ogni rintocco tuo,
vibrante nel cielo aperto,
è più remoto il passato,

più urgente la nostalgia.

FERNANDO PESSOA

Published in: on maggio 19, 2013 at 07:02  Comments (4)