Pala di Brera

PIERO DI BENEDETTO DE’ FRANCESCHI (PIERO DELLA FRANCESCA)  –  1472

Mi sento prosciugata di parole

 
Mi sento prosciugata di tutto
anche della parola in questo tempo di sgomento
in questo paese usurato dalla politica
regno sotto cieli vuoti
tutto tace tutto fermo
neanche le dune del deserto al vento mutano
Un fiume dove non scorre più acqua
le pietre ne sono la traccia
arse, sbiancate, spaccate dal sole cocente
attorno gente come oleandro
che del bel fiore si fa scudo persistono
mentre gli infidi approfittano ancora
delle calde pietre.

Rosy Giglio

Published in: on maggio 25, 2013 at 07:39  Comments (6)  

Litania della rosa

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LITANIE DE LA ROSE
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Fleur hypocrite,
Fleur du silence.
Rose couleur de cuivre, plus frauduleuse que nos joies,
Rose couleur de cuivre, embaume-nous dans tes mensonges,
fleur hypocrite, fleur du silence.
Rose au visage peint comme une fille d’amour, rose au coeur prostitué, rose au visage peint, fais semblant d’être pitoyable, fleur hypocrite, fleur du silence.
Rose à la joue puérile, ô vierge des futures trahisons,
Rose à la joue puérile, innocente et rouge, ouvre le rets de tes yeux clairs,
fleur hypocrite, fleur du silence.
Rose aux yeux noirs, miroir de ton néant,
Rose aux yeux noirs, fais-nous croire au mystère,
fleur hypocrite, fleur du silence.
Rose couleur d’or pur, ô coffre-fort de l’idéal,
Rose couleur d’or pur, donne-nous la clef de ton ventre,
fleur hypocrite, fleur du silence.
Rose couleur d’argent, encensoir de nos rêves,
Rose couleur d’argent, prends notre coeur et fais-en de la fumée,
fleur hypocrite, fleur du silence.
Rose au regard saphique, plus pâle que les lys,
Rose au regard saphique, offre-nous le parfum de ton illusoire virginité,
fleur hypocrite, fleur du silence.
Rose au front pourpre, colère des femmes dédaignées,
Rose au front pourpre, dis-nous le secret de ton orgueil,
fleur hypocrite, fleur du silence.
Rose au front d’ivoire jaune, amante de toi-même,
Rose au front d’ivoire jaune, dis-nous le secret de tes nuits virginales,
fleur hypocrite, fleur du silence.
Rose aux lèvres de sang, ô mangeuse de chair,
Rose aux lèvres de sang, si tu veux notre sang, qu’en ferions-nous?
Bois-le, fleur hypocrite, fleur du silence.
.
§
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Fiore ipocrita,

Fiore del silenzio.
Rosa color di rame, più fraudolenta delle nostre gioie,
Rosa color di rame,
cospargici col balsamo delle tue menzogne,
fiore ipocrita, fiore del silenzio.
Rosa dal viso dipinto come una donnina allegra,
Rosa dal cuore prostituito,
Rosa dal viso dipinto, fingi di essere pietosa,
fiore ipocrita, fiore del silenzio.
Rosa dalla guancia puerile, o vergine dei futuri tradimenti,
Rosa dalla guancia puerile, innocente e rossa,
spalanca la trappola dei tuoi occhi chiari,
fiore ipocrita, fiore del silenzio.
Rosa dagli occhi neri, specchio del tuo nulla,
Rosa dagli occhi neri, facci credere al mistero,
fiore ipocrita, fiore del silenzio.
Rosa color dell’oro puro, o cassaforte dell’ideale,
Rosa color dell’oro puro, dacci la chiave del tuo ventre,
fiore ipocrita, fiore del silenzio.
Rosa color d’argento, turibolo dei nostri sogni,
Rosa color d’argento, prendi il nostro cuore e fanne del fumo,
fiore ipocrita, fiore del silenzio.
Rosa dallo sguardo saffico, più pallida dei gigli,
Rosa dallo sguardo saffico, offrici il profumo della tua illusoria verginità,
fiore ipocrita, fiore del silenzio.
Rosa dalla fronte purpurea, collera delle donne sdegnate,
Rosa dalla fronte purpurea, svelaci il segreto del tuo orgoglio,
fiore ipocrita, fiore del silenzio.
Rosa dalla fronte d’avorio giallo, amante di te stessa,
Rosa dalla fronte d’avorio giallo, svelaci il segreto delle tue notti verginali,
fiore ipocrita, fiore del silenzio.
Rosa dalle labbra di sangue, o mangiatrice di carne,
Rosa dalle labbra di sangue, se vuoi il nostro sangue, cosa ne faremmo?
Bevilo, fiore ipocrita, fiore del silenzio.
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REMY DE GOURMONT
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Published in: on maggio 25, 2013 at 07:36  Comments (3)  

The lunatic is on the grass

È l’aria del mattino che cerco
quei frammenti,
di Luna adoperata dai prosatori e i folli.
La stessa che ti ha messo la cipria sul costato
la scritta sulle carte dei bombi.
O dentro ai fiori
di quelli che per dunque arrivare alle tue cosce
si fermano a un parcheggio di fronte a lungomare.
Cominciano col dirti che tanto hanno sofferto
e che gli viene sempre da piangere a guardarla
come si posa a pelo dell’acqua.

Quella gialla
che tanto mi somiglia alla faccia quando ho sonno.
La stessa che in bolletta mi mendica un bicchiere
un cognacchino dopo aver vomitato stelle.
La Luna degli idioti che pensano sia fredda
disabitata dai calamari, un po’ sciacquetta
col culo rinsecchito e nascosto. Quella opale.
La tanto decantata nei dischi, la Pink Floyd.
Spaghetti aglio e olio sul molo a Filicudi.

Quella dei raggi cosmici, delle partite a dadi
dei russi e americani a strappargli peli e applausi.
Quella dei minatori che vogliono mangiarla
tenerla in tasca e farci due tiri.
Quella cieca, ancora dolorante del missile
straziata, seccata come un vecchio limone dagli amanti.
Voltata, quando in Terra si fa la guerra sempre.
La stessa Luna mantide e schiava, l’alabarda
Fata Morgana o solo puttana.
Quella mezza, tirata con la pietra sul filo della lama.
Quella bendata in giochi d’amore, la legata
la madre che ha inventato i tuoi reggicalze, e il parto.
Il vino buono solo se lo carezzi piano.

Massimo Botturi

Published in: on maggio 25, 2013 at 07:32  Comments (7)  

Ma tu

 
Ma tu
tu che canti agli dei
hai mai visto un sogno
 .
e tu
tu che scrivi a Dio
ti sei mai chiesto
se fosti pio
 .
e la pecunia l’hai mai presa
con il conto della spesa
o hai pagato
per veder la sorpresa
 .
ritornano
senza essere chiamati
gl’incubi del perduto
mai vissuto
 .
alla fine sempre il conto
dovrai pagare
saranno  pezzi del tuo sentito
a saldare il consumato

Il Passero

Published in: on maggio 25, 2013 at 07:07  Comments (10)  

Un tuffo nell’alba

Fa niente se la notte è stata lunga,
se l’afa ha seccato la linfa vitale
di quei sogni ch’avrei voluto fare.

Nessun bosco teatro di magie,
assenti le mie fate canta fiabe
o lampi di mare a strozzare il buio.

Non una madre da saldare al petto,
né fratelli da poter rivedere
o il viso mai smarrito dell’amore.

Poi, finalmente il nero s’è stancato
di dominare me e i miei capricci
Lei, infatti, puntuale è arrivata…

Mi tuffo nell’alba che mi è fedele.
Di là, oltre l’antenna, è gioco di luci.
Mi immergo nel fondale dei sorrisi

per andare risoluto a stanare
quella serenità che si rinnova
agli occhi spalancati sulla vita.

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 25, 2013 at 07:04  Comments (2)