Pragmatismo

 
Quella notte la tempesta infuriava
Il vento di tramontana ululava
In tutta la casa ogni cosa cigolava
Come di catene trascinate
Di fantasmi spossati dal lungo
Millenario pellegrinare
Le tende alle finestre si gonfiavano
Dal soffio degli spifferi gelidi
Che ogni fessura trapassavano
La notte era buia, un’invisibile
mano aveva spento anche la luna
Avevo freddo sotto la trapunta
Malgrado fosse imbottita di piume
Ed il sonno tardava a venire.
Intanto il vento sibilava
La pioggia ai vetri bussava
Scrosciante insinuante invadente
Ed io stavo lì senza far niente.
Allora ho chiuso le finestre!

Danila Oppio

Published in: on maggio 29, 2013 at 07:50  Comments (6)  

Cos’è la felicità

tremo
in questo alito di vento
nel profumo che stordisce il cuore
e i pensieri sbiancano le nocche
tra le mani strette di sogni .
coglimi
come una rosa di maggio
odora la mia anima
respira la mia pelle
insegnami cos’è la ……

astrofelia franca donà

Published in: on maggio 29, 2013 at 07:47  Comments (4)  

Il coraggio di sorridere

 
Leggera è la vita
alla luce del sorriso
l’ombra intimorisce
e negletta va via…
I colori scuri sbiadiscono
alla luce del sorriso
una vaga passione
più chiara appare
e il panorama domina…
Piume eteree volteggiano
alla luce del sorriso
bellezza dicono
sul  volto perlato
nulla è biasimato…
La grazia muove il passo
alla luce del sorriso
leggero spinge la figura
tra le braccia del mondo
non è pensabile fuggire…

Antonietta Ursitti

Published in: on maggio 29, 2013 at 07:43  Comments (2)  

Il pescatore

Strade tortuose e strette
con tante porte aperte
e tanta fame; stanno, lassù
que’ panni, ad asciugare. . .

Il turista, tedesco o americano,
vuole toccar
con mano questa miseria
onesta e pittoresca
e … click … “eterna”,
nella scatola buia,
fotografia.

Ligure paese!
Risultato di tempi d’ assalti
saraceni, con vie strette così . . .
Fermo restato, nonostante il turismo
porti un po’ di agiatezza,
ai pochi pescatori,
con giàcchio e rezza.

Ma al pescatore non importa
niente degli ospiti stranieri,
dall’ obiettivo crudo e incuriosito,
dipoi mostrato a dito
dall’allegro turista
tra sua gente . . .

Al pescatore importa il suo
lavoro vero, duro,
notturno alle lampare.
Pochi i pesci, due reti,
le bocche da sfamare:
egli continua a vivere così;
prega, alla sera,
e poi . . . s’affida al mare.

Paolo Santangelo

Published in: on maggio 29, 2013 at 07:36  Comments (15)  

Di Focilide anch’esso è questo detto

Di Focilide anch’esso è questo detto.
Da quattro cose sorse delle donne
La razza, altra dal cane, altra dall’ape,
Altra da torva troja ed altra in fine
Dal chiomato destriero. È questa infatti
Buona, svelta, massaia e nell’aspetto
Ottima inver; ma quella, che da troja
Venne, buona non è, neppur cattiva:
Quella poi, che dal cane, è triste e fiera:
Economa, gentil, laborïosa
È ben colei, che inizio ebbe dall’ape.
Amico, questa a dolce sposa invoca.

FOCILIDE

Published in: on maggio 29, 2013 at 07:12  Comments (2)