Memoria

 
nella trama del tempo
l’immaginazione rompe il passato
e la passione viene travolta
dalla pienezza del ricordo
che
felice del suo gioco
circola libero
– quale esigenza di spazio –
nelle vie tortuose del cuore
anche l’amore ha i suoi difetti
ma il rischio è l’oblio
amore
– maledetta parola –
in edizione numerata
non è da prendere sul serio
bisogna berlo goccia a goccia
fino alla fine
e riciclare la bottiglia vuota

Giovanni De Simone

Published in: on giugno 14, 2013 at 07:35  Comments (6)  

Il violoncellista

AMEDEO MODIGLIANI   –   1909

Published in: on giugno 14, 2013 at 07:35  Comments (2)  

La terza neve

Guardavamo dalle finestre, là
dove i tigli
si stagliavano neri
nella profondità del cortile.
Sospirammo
ancora, la neve non veniva,
ed era tempo, ormai,
era tempo…
E la neve venne,
venne verso sera.
Essa
giù dall’alto dei cieli
volava
a seconda del vento.
e nel volo
oscillava.
A falde sottili come lamine.
fragili,
era confusa di sé stessa.
La prendevamo delicatamente nelle mani
e stupivamo:
dunque, era quella la neve?
Ma la neve ci rassicurava:
Verrà, io lo so,
verrà la neve vera.
Non vi turbate
mi scioglierò,
non inquietatevi
subito… .
Dopo sette giorni
venne la neve nuova.
Non venne
precipitò.
Cadeva cosi fitta, da non potere
tenere aperti gli occhi.
a tutta forza
vorticava in cerchio, mugliando.
Con pervicace ostinazione
voleva inseguire il trionfo
perché tutti dicessero concordi:
si, è lei, la neve
vera. Che non dura un sol giorno,
o due.
Ma disperò di sé, non resistette
e si diede per vinta.
E se non si scioglieva tra le mani
si scioglieva
sotto
i piedi…
E noi inquieti, ansiosi
sempre più spesso
scrutavamo l’orizzonte: quando
quella vera verrà?
Perché era tempo,
era tempo…
E un mattino,
appena alzati, pieni di sonno,
ignari ancora,
d’improvviso aperta la porta,
meravigliati, la calpestammo.
Posava, alta e pulita
in tutta la sua tenera semplicità.
Era
fittissimamente di sé sicura.
Giacque
in terra
sui tetti
e stupì tutti
con la sua bianchezza.
Era davvero tanta,
ed era davvero bella.
Cadeva e cadeva
nel baccano dell’alba
fra il rombo delle macchine e lo sbuffare
dei cavalli
e sotto i piedi non si scioglieva.
anzi diventava più compatta.
Giaceva
fresca e scintillante
e ognuno ne era abbagliato.
Ed era lei, la neve. La vera.
L’aspettavamo.
Era venuta.

EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO

Published in: on giugno 14, 2013 at 07:15  Comments (3)  

Dentro

 
Ci sono dolori pesanti come rocce
E storie che nessuno ha raccontato
Oppure io non ho sentito
E lampi improvvisi in fondo al cuore
Che ci ostiniamo a chiamare amore.
Ci sono uomini voltati di schiena
A prendere frustate dalla vita
Ed altri con il collo proteso
Verso nuove conquiste
Ed altre corse.
Ci sono donne con carichi pesanti
E figlie con il pianto delle madri
Tra i denti
E discorsi incomprensibili
Pesanti proprio per il popolo
E parole dimenticate
Usurate.
Ci sono bambini che si nutrono
Della loro stessa fame
E dio, dio ed un altro dio
E nessuno che sappia pregare.
C’è il mare da attraversare
Il cielo da guardare
E strade lastricate di passioni
Che non si possono confessare.
C’è il pianto la risata
C’è la musica cantata e ballata
E figli immaginati
Per non essere mai vuoti di memoria
In vecchi e nuovi sogni.
C’è la notte
E di notte le stelle
E poi brividi sulla pelle
E non sempre è paura
C’è la casa la chiesa la strada lastricata di pietre
Ed una lezione di vita mai imparata.
E poi c’è il dolore potente che insegue
Perché tra il giro del sangue
Ed il cuore che pulsa
Dentro
E’ tutta un’altra storia.

Maria Attanasio

Published in: on giugno 14, 2013 at 07:00  Comments (4)  

Librare di ali variopinte

Mangrovia maestosa
radici affondate
nel sapere delle acque
scandite dai versi
di acquatici uccelli

librar di ali variopinte
nell’innalzarsi di un giorno
un nuovo orizzonte
che sfioro con mano
empia di tenera brezza

Maristella Angeli

Published in: on giugno 14, 2013 at 06:54  Comments (6)  

Uomo…

raro amabile mio bene,
lupo e romantico insieme,
attenti ai sensi miei per te
e mi strofini con parole il cuore,
magica lampada d’amore,
da cui t’aspetti solo me.

Uomo…
dolcemente turbi d’oro
la conca dell’anima mia
con sperticate confessioni,
dichiarazioni come agguati
al mio fragile esser donna,
come abbracci comprensivi
della mia femmina sensualità.

Daniela Procida

Published in: on giugno 14, 2013 at 06:51  Comments (1)