Romanticherie con gli stivali

Catino

“La vecchia toilette”  di Alessandra Generali

 
 
Il tempo deposita sugli oggetti
qualcosa di fermo
li blocca
li rende infruibili
Immobile si svuota di senso
Un ristagnare attorno e dentro
Qualcosa è andato smarrito
Entusiasmi sopiti
allagano il cuore  e la mente
Ma fra le tracce di ruggine
sconosciute tenerezze
calore di dense carezze
Ci sono fiori anche in questi giorni
e gli stivali da bambina
pronti per una corsa sbarazzina
Nel profondo un groviglio di memorie
coesistono e affiorano chiare a tratti
Spio nel catino della toilette
il nido della quaglia
le uova adagiate nella paglia
la vita che nasce
dentro vecchie cose in disuso

azzurrabianca

Published in: on giugno 29, 2013 at 07:46  Comments (1)  

Che il mio cuore lacrimi

Pleurant

LAISSEZ PLEURER MON COEUR

Laissez pleurer mon cœur entre vos mains fermées
Le ciel décoloré se fane lentement
La fleur de vos yeux clairs comme un apaisement
Abaisse sur mon cœur ses corolles charmées.

Que vos genoux me soient la couche pacifique,
Vêtu de vos regards, j’aurai chaud pour la nuit
Et votre souffle écartera veilleur magique
Tout ce qui souille et ce qui raille et ce qui nuit.

Le port, les champs sont noirs; après le jour moqueur
La consolante nuit vient de larmes trempée
Et fondant de douceur la brume dissipée
Les feux de ton désir s’allument dans mon cœur.

§

Che fra le vostre palme chiuse il mio cuore lacrimi;
il cielo scolorito lentamente appassisce.
Il fiore dei vostri occhi, chiari come una quiete,
sul mio cuore reclina incantate corolle.

Mi siano le vostre ginocchia giaciglio di pace.
Mi vesta il vostro sguardo: e avrò caldo, la notte.
E, magica vigilia, allontani il vostro alito
tutto quello che è impuro, che è sarcasmo, che è offesa.

Neri il porto ed i campi; all’ironia del giorno
segue consolatrice la notte lagrimosa; e
la bruma dispersa sciogliendo di dolcezza,
per te si alzano in cuore fuochi di desideri.

MARCEL PROUST

Published in: on giugno 29, 2013 at 07:44  Comments (1)  

L’ultima partita a scacchi

Si alza la luna dietro il monte,
cala il silenzio della sera intorno al paese.
Come d’abitudine chiudo le imposte,
accarezzo il gatto
che aguzza il muso e muove l’orecchio.
Parole appena bisbigliate,
chetano questa smania del dopo,
coniugano il prossimo incontro.
Anche ora il dolore non si lascia attraversare,
sa di essere il più forte,
certamente il vincitore
dell’ultima partita a scacchi…

Maria Rosaria Rozera

Published in: on giugno 29, 2013 at 07:06  Lascia un commento  

Nuova inquisizione

 
E così il web un soviet è diventato:
per chi dissente si corre al processo,
dal web un giudizio senza recesso;
critichi il capo? Sarai censurato.
 .
Se pensi col web sarai approvato,
ma in contrasto non metterti con esso:
ti tratteranno come fossi un cesso.
Pensare è vietato: è un dato.
 .
Non sai che dire? Ricorri alla rete!
Il post del capo ti dà la velina.
E’ in linea solo chi la ripete.
 .
Ormai è inutile far melina:
tutti hanno capito come siete.
Potreste rinunciare alla manfrina?

Umberto Marinello

Published in: on giugno 29, 2013 at 06:57  Lascia un commento  

The Misunderstood – L’incompreso

MAN RAY  –  1938

Published in: on giugno 29, 2013 at 06:56  Lascia un commento  

Sorrisi rimasti sospesi

Approdare alla riva di un sogno
che tenevo stretto nelle mani
nel concento di stelle cadenti
fino all’illusione del traguardo…
sorrisi rimasti sospesi,
nei lassi di dolce
soffocati
dalla mania dell’assordante luce
vuota di melodie
di coprire la fiamma di candele,
volano sull’ali delle notti
e piangono
con gli occhi delle stelle.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on giugno 29, 2013 at 06:52  Comments (1)