Stagioni a metà

(tonda riflessione)

[Non mi sono mai separata
dal mio personale concetto
di “bambina”,
come non mi sono ancora rimossa
da un mio personale modo d’essere “ragazza”.
Sarà perchè diventare “donna”
per me significa ancora scoprire
un “potenziale” che non so
di saper vivere alla luce del sole…]

Glò

Published in: on luglio 7, 2013 at 07:26  Comments (4)  

Colorerò novembre

 
E colorerò novembre…
Per te Mery
E’ quasi compiuto il grande sopore invernale e nella nebbia arranca un timido raggio di sole, reminiscenza d’estate.
Mi guardo intorno: un mese di ricorrenze troppo forti e chi se n’è andato,
sembra che manchi ancora di più…
Intanto rami brulli s’innalzano al cielo come un inutile spasimo,
in un giorno freddo di bruma. 
Mi ripetevi “non rinunciare ai sogni, non desistere
e nelle difficoltà non arrenderti mai,
io ci sarò, sarò accanto a te quando avrai bisogno…”
Ho afferrato la tua mano tesa, quando ormai stavo per cedere
e sento ancora quella stretta sincera e discreta.
Mi hai insegnato a tingere la realtà  in bianco e nero con sfumature luminose,
mi hai dato prova, che i sogni si possono realizzare …
Ed è per te che voglio illuminare questi giorni cercando i colori
nel grigiore di questo mattino offuscato.
Voglio i toni dell’arcobaleno,
voglio cancellare il nero dei momenti da dimenticare
rubando l’oro alle foglie d’autunno per confinare i pensieri malinconici,
prendo il colore ai ricci appena dischiusi e aggiungo il profumo delle castagne arrostite.
E cercherò il rosso di un amore inatteso, lo trafugherò ad un fuoco mai smorzato
e lo mischierò al giallo di un riverbero di luce
che si fa strada nella distesa di foglie cadute, odorose di muschio.
Al grigio di una nebbia ovattata unirò il rosa della caramella di un bambino,
lo miscelerò al verde degli occhi di una donna innamorata,
all’argento dei capelli di un uomo mai scordato
e nel ricordo di onde leggere e silenziose,  quel mare infuriato tornerà sereno.
E cercherò il bianco nel candore di un velo, nel fiore più bello,
in quei fiocchi che presto scenderanno  lievi a vestire il tuo sonno,
aggiungerò l’azzurro che amavi tanto ed ecco: riconosco il tuo cielo pulito.
Sfumerò tutto in una goccia di brina,
in una lacrima agganciata ai ricordi che scende quieta sul viso:
solo una goccia ma dentro, si riflette e si infrange il mondo
E non rinuncio,  non mi arrendo…
E continuerò a sognare anche per te.

Sandra Tosi

Published in: on luglio 7, 2013 at 07:21  Comments (2)  

Sul rivale del fiume (Lamone)

Stavolta me ne vado…
Me ne vado un po’ in quà…
non c’è nessuno qui vicino, tra le giunchiglie,
non c’è un altro da aggiungere ad un basso colorato con i gialli
o allo spasso del mio tempo.
Lascio che la riva e il fiume
ed ogni giorno nato da sorgente e morto di tramonto
allontanino i mie passi dalle fiumane di parole.
Che m’ingorgano il destino.
E mi perdo vagamente in un fondo…in uno sfondo
ignorante vano e insulso per un sentiero di canne morte
stringibordi stronchi di flussi aggiunti al basso sopra all’alto
e per gli inutili abbaiare dei cani sguinzagliati.
Qui mi fermo e senza logica visibile
astuto davanti all’invedibile
senza aggiungere senza togliere senza tagliare
guardo i destini
e le parole
che la corrente trascina fino a sparire
senza pietà
negli incauti bassi d’anima.
Per quanto e tanto camminiamo noi
non possiamo stringere tutte le mani
e io non posso pregare anzi pensare
mentre mollo la speranza dalla riva
alla prossima volta che me ne andrò
a farmi di canne un po’ più in là.

Enrico Tartagni

Published in: on luglio 7, 2013 at 07:19  Comments (1)  

Una parola

EIN WORT

Ein Wort, ein Satz -: aus Chiffren steigen
erkanntes Leben, jäher Sinn,
die Sonne steht, die Sphären schweigen,
und alles ballt sich zu ihm hin.

Ein Wort – ein Glanz, ein Flug, ein Feuer,
ein Flammenwurf, ein Sternenstrich –
und wieder Dunkel, ungeheuer,
im leeren Raum um Welt und Ich.

§

Una parola, una frase : emerge dai segni
vita che ha forma, senso improvviso,
si ferma il sole, tacciono le sfere
e tutto intorno ad essa si concentra.

Una parola – una luce, un volo, un fuoco,
getto di fiamme, parabola di stelle –
e poi di nuovo il buio, senza fine,
nel vuoto spazio intorno al mondo e all’io.

GOTTFRIED BENN

Published in: on luglio 7, 2013 at 07:05  Comments (1)  

Lascerò

Chiavi2

Lascerò sul tavolo le chiavi
della mia casa ormai inutili,
altra dimora avrò da domani
Lascerò i miei occhiali perché
vedrò con nuova luce e di eterna
luce essi vivranno.
Poserò sul tavolo i miei documenti,
chi mi aspetta già tutto sa di me,
ancor prima del mio lontano vagito.
Lascerò un silenzio nel quale
potrete rifugiare i vostri pensieri
quando saranno stanchi e tristi.
Lascerò a voi i miei sbagli perchè
d’aiuto siano più dei consigli che
nel giusto momento non seppi darvi.
Lascerò a voi un vuoto da colmare,
profondità scavata nel mio tempo
da perché irrisolti, da dubbi che
come ceppi incatenarono nella vita
il mio umano e incerto cammino.
Lascerò un sorriso se mi sarà data
dignitosa forza e un’idea storpia
alla quale darete un nuovo passo
con gambe agili di quel vostro volere
che io non ebbi o non cercai mai,
l’idea di un mondo che fame più
non conosca di cibo e certezze,
che di verità sia sazio e più di me
abbia voce e gridi il negarsi all’odio
figlio degenere dei falsi ideali.
Lascerò a voi il pesante fardello,
quello di essere uomini veri,
come io non fui per mia colpa
o per sapiente inganno del destino.

Claudio Pompi

Published in: on luglio 7, 2013 at 07:03  Comments (3)