Due bolle di sapone

Oh! il niente pien di cose
di foglie sinforose
fra voglie surrettizie
di tute impiegatizie:

oh! guarda un manicheo
dire che il cireneo
s’immise nel corteo
perch’era epicureo:

oh! acrostico di vita
geografico sentore
che spassa in una gita
vivendoci l’odore:

oh! iscriversi al liceo
come al più bel torneo
e in viaggio da romeo
studiare il galateo:

oh! e dopo l’iniziale
vocale o consonante
tornare a svolazzare
con l’ila mia sognante:

fra i denti un salamino
e in bocca un po’ di latte
in testa oh! tre ciabatte
e ai piedi il cappuccino:

due bolle di sapone
in viaggio per Torino
e dentro un io piccino
che parla oh! da catone:

cantare a squarciagola
grugni e linguacce a tutti
suonare oh la mandola
montando verdi flutti:

spedir tre marameo
oh! a chi m’intendo eo
plebeo o corifeo
babbeo o cicisbeo:

quindi di poesia
gridare al mappamondo
e fare oh! il finimondo
ballando con tua zia:

oh antichi sognatori!
volar sulla vescica
fu sempre voglia antica
di tutti i trovatori!

.
Sandro Sermenghi

Published in: on settembre 25, 2013 at 12:18  Comments (3)  

Ritratto di scultore

ANDREA DEL SARTO  –  1518

Published in: on settembre 25, 2013 at 07:46  Comments (1)  

Perchè mi odiavi tanto?

 
Se dopo cinquant’anni e sono tanti
per tenere in serbo una domanda
ti rivedessi chiederei soltanto:
“Perché in quegli mi hai odiato tanto?”
Non ti chiedevo molto sai: solo un sorriso
e solo solo quello quando ti incontravo!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 25, 2013 at 07:20  Comments (6)  

Occhi miei belli

Falcone

Occhi miei belli, mentre ch’i’ vi miro,
per dolcezza inefabil ch’io ne
sento,
vola, come falcon c’ha seco il vento,
la memoria da me d’ogni
martìro;

e tosto che da voi le luci giro,
amaricato resto in tal
tormento
che, s’ebbi mai piacer, non lo ramento:
ne va il ricordo col
primier sospiro.

Non sarei di vedervi già sì vago
s’io sentissi
giovar, come la vista,
l’aver di voi nel cor sempre l’imago.

Invidia è
ben se ‘l guardar mio vi attrista;
e tanto più che quello ond’io
m’appago
nulla a voi perde, ed a me tanto acquista.

LUDOVICO ARIOSTO

Published in: on settembre 25, 2013 at 07:14  Comments (4)  

Era già tutto scritto

Tra noi era già tutto scritto
sapevo che alla fine sconfitto
sarei nella penombra tornato.
Nessuna zingara o indovino
per me che già tutto sapevo
del tuo dubbio costantemente
in agguato che dilaniò le carni
di un amore che lento cresceva
e che non vide mai il giorno.
Preda dei tuoi irridenti spettri
costruisti la fine sua prematura.
A me resta soltanto il piangerlo
nei momenti che solo mi colgono
a mezz’altezza tra terra e cielo
Incerto tra il nuovo passo e il volo.
Torno così nell’ombra di un ulivo
che aspettava e di noi già sapeva.
Tra le sue fronde lasciai i pensieri
adesso me li rende e li trovo più miei.
Non rimpiango te ma l’amore si
lui era mio e tu eri solo un vento
al quale nuove ali dispiegai.
Non resta più nulla del breve tempo
a te resta la certezza del mio esserci
quando di amore sentivi il bisogno
per fuggire da quelle antiche pene
che del tuo vivere furon tormento.

Claudio Pompi

Published in: on settembre 25, 2013 at 07:11  Comments (5)  

Il cardo

In me vestigio
Di un giorno lontano
Un fiore dal fusto ispido
E foglie spinose

Un tempo trascorso
Da pungenti spilli
Tra aridi terreni
Ed erba secca

Tra arsura di baci
E povere carezze

Punge come la canicola che desiste
Amore costretto
Di piaghe mai guarite
Con pretese
Arcano
Imponente
Simboleggia il suo fiore di colore acceso
Attirando la corte di sciami
a sobriare l’amaro nettare

Invano provai a raccoglierlo
Restano solo tre petali
Colmi di amore

Rosy Giglio

Published in: on settembre 25, 2013 at 07:09  Comments (8)